venerdì, 08 ottobre 2010
BRESAOLA FOSFORESCENTE
Dopo la mozzarella blu, arriva la bresaola fosforescente. Se l'e' trovata fra le mani una signora di Cortenova, in provincia di Lecco, che l'aveva appena acquistata in un discount. La confezione era ben sigillata e la scadenza lontana. Tutto regolare, a parte che la carne era fosforescente. Verifiche sono in corso da parte dell'Asl. La gran parte delle bresaole italiane viene realizzata in Lombardia con carni di zebu' (una specie bovina) che arrivano dal Brasile, senza indicazione in etichetta. Ogni anno ne vengono lavorate 17mila tonnellate, pari a oltre 6 milioni di pezzi. La maggior parte viene prodotta a livello industriale, mentre fra Como, Lecco e Sondrio resistono alcuni produttori che usano invece gli animali allevati nelle valli lombarde. Il ritrovamento della bresaola fosforescente arriva dopo lo scandalo della mozzarella blu di origine tedesca ma venduta come italiana e mentre alla Camera e' stato appena approvato con il sostegno della Coldiretti il provvedimento che impone l'obbligo di indicazione di origine sulle etichette dei prodotti agroalimentari. In attesa dei risultati delle analisi delle autorita' sanitarie, il caso della bresaola fosforescente e' l'ennesima dimostrazione - afferma la Coldiretti - di come l'origine e la tracciabilita' dei prodotti diventino elementi strategici per garantire la sicurezza del consumatore.
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giovedì, 12 agosto 2010
E poi la mozzarella a pallini rossi...
L'istituto zooprofilattico di Lodi sta analizzando due mozzarelle con puntini e macchie rosse dopo la denuncia di una donna che ha avvertito i carabinieri, insospettita dalla strana colorazione. L'allarme e' scattato ieri pomeriggio intorno alle 18:30, quando la signora, una 31enne di Livraga, ha chiamato la centrale operativa di Codogno dopo aver aperto la busta di una mozzarella acquistata una settimana prima e averla trovata ricoperta da puntini e macchie rosse. Nessuno ha toccato o ingerito il latticino e subito sono stati contattati i Nas di Cremona che, stamane, hanno riscontrato che, su tre acquistate, anche un'altra mozzarella, ancora sigillata, aveva lo stesso problema. Ancora da chiarire il luogo dell'acquisto: il supermercato della Bassa Lodigiana dove la famiglia e' solita recarsi non vende quel tipo di prodotto e quindi i Nas stanno cercando di risalire alla catena commerciale che le mette in commercio. Finora non e' stato disposto alcun sequestro.
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E ora il pollo fluorescente
Dopo la mozzarella blu e la ricotta rossa e' il colore anomalo di un pollo finito sulla tavola di una famiglia bellunese a creare nuovo allarme. Il sospetto era che potesse trattarsi anche in questo caso del batterio pseudomonas florescens. Ma i test sui campioni dell'alimento, venduto in un discount, all'esame dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (Padova) escludono tale ipotesi.
A far intervenire i tecnici veterinari dell'Ulss 2 bellunese, come riporta il Gazzettino, e' stata una donna di Feltre (Belluno) che ha notato nei giorni scorsi una strana colorazione fluorescente nel pollo acquistato nell'esercizio commerciale.
Dopo averlo cotto in forno e averne consumato una parte, la famiglia ha notato successivamente che l'alimento aveva delle chiazze di colore anomale.
I medici dell'Ulss 2 hanno invitato il supermercato a ritirare dal commercio la partita di carne di pollo in vendita, per dare modo ai tecnici sanitari di analizzarla. Le altre confezioni non avrebbero evidenziato la presenza del batterio.
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