venerdì, 11 giugno 2010
Diritto di cronaca senza limitazioni: dalla Fnsi ancora un «no» al testo
Pubblichiamo integralmente il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana sulle intercettazioni e sul diritto all’informazione.
« La Conferenza Nazionale dei Comitati e dei Fiduciari di redazione denuncia con forza ed indignazione il disegno di legge che impedisce ai giornalisti di dare notizie, a volte per anni, perché vieta la pubblicazione della cronaca giudiziaria fino alla conclusione delle indagini preliminari.
La norma inoltre impedisce, di fatto, alla magistratura di svolgere efficaci indagini contro la criminalità.
I giornalisti italiani sono pronti alla resistenza civile e non accetteranno mai di sottostare a una legge che limita il diritto dei cittadini ad essere informati e il loro dirittodovere di informarli.
I cittadini sappiano comunque fin d’ora che i giornalisti faranno ogni sforzo affinché loro possano continuare a conoscere tutte le notizie.
Così come hanno fatto i direttori dei quotidiani italiani e il mondo delle associazioni, i comitati e i fiduciari di redazione danno pieno sostegno alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e assicurano l’adesione a tutte le forme di lotta che la Fnsi promuoverà, nessuna esclusa, compresi lo sciopero e una manifestazione aperta alla società civile. La libera informazione è la più pura espressione della democrazia, nessuno pensi di poterla bloccare con una legge che impone il silenzio di Stato».
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sabato, 22 maggio 2010
Intercettazioni telefoniche e telemarketing selvaggio. La doppia privacy del Governo. No all'incertezza del diritto!!
da Aduc - di Domenico Murrone
C'è un attivismo asimmetrico nell'azione del Governo in fatto di privacy. Sta portando avanti un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche (e non solo) che e' il contrario di quanto ha fatto sui call center del telemarketing, dove ha legalizzato i reati che da anni questi operatori hanno compiuto ai danni degli italiani, utilizzando numeri di telefono acquisiti illegalmente.
Il ddl intercettazioni "restituisce pari dignità al diritto alla riservatezza, al diritto di cronaca ed al diritto-dovere di indagine", spiega il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. E' bravo il nostro ministro! Capace di mediare (a parole) tra diritto alla privacy, libertà di stampa e diritto all'informazione, oltre all'obbligo per le autorita' di perseguire i reati.
Ma Alfano, delle violazioni della privacy, se ne accorge solo quando eventuali abusi coinvolgono i potenti. Non ricordiamo, infatti, interventi a difesa della privacy di milioni di italiani non-potenti, molestati dai call center a tutte le ore della giornata. Anzi, i parlamentari della maggioranza governativa hanno ostacolato l'azione del Garante della privacy, approvando leggi e leggine che hanno consentito ad autori di reato (come ipotizzato dal Garante) di continuare “tecnicamente” a delinquere. Dopo una serie di avvertimenti, nel settembre 2008 il Garante scrive:
"le aziende e le compagnie telefoniche che hanno acquistato i dati e li hanno utilizzati a fini di marketing telefonico, non si sono preoccupate di accertare, come prevede la disciplina sulla protezione dei dati, che gli abbonati avessero acconsentito alla comunicazione dei propri dati e al loro uso a fini commerciali. La mancata inosservanza del divieto dell'Autorita' espone anche a sanzioni penali".
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venerdì, 21 maggio 2010
Intercettazioni: accantonate sanzioni su editori e giornalisti
L'emendamento al ddl intercettazioni sulle pene per i giornalisti per la pubblicazione di atti di un procedimento penale, che comporta l'arresto fino a due mesi o l'ammenda da 2mila a 10mila euro è stato accantonato dalla commissione Giustizia, che lo dovrà esaminare nella prossima seduta, probabilmente lunedì 24 maggio.
Lo ha detto ai giornalisti il relatore Massimo Centaro (Pdl), correggendo quanto dichiarato da alcuni senatori in precedenza.
La Commissione aveva esaminato nel pomeriggio gli emendamenti soppressivi del comma che punisce gli editori che pubblicano gli atti dei procedimenti e le intercettazioni prima dell'udienza preliminare. Sono previste sanzioni pecuniarie da 64.500 euro a 464.700 euro.
Per i giornalisti, invece, le sanzioni previste sono le seguenti: una condanna fino a due mesi di carcere o un'ammenda da 2mila a 10mila euro, per la pubblicazioni degli atti anche per riassunto; una sanzione fino a due mesi di carcere e un'ammenda da 4mila a 20mila euro per la pubblicazione delle intercettazioni. Inoltre, è prevista la sospensione temporanea dalla professione.
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mercoledì, 05 maggio 2010
Intercettazioni, nuovo no dell’Anm
di Giovanni Grasso - da L'Avvenire
Magistrati, giornalisti e opposizioni sul piede di guerra contro il disegno di legge sulle intercettazioni, nonostante gli ultimi emendamenti della maggioranza. Che, secondo l’Associazio ne nazionale dei magistrati, «non modificano gli aspetti di criticità dell’impianto complessivo della riforma» e, in qualche caso, la peggiorano. Con il rischio «di vanificare, soprattutto per i reati di mafia e di criminalità organizzata, la possibilità di utilizzare un fondamentale e insostituibile strumento d’indagine».
L’Italia dei valori ieri è arrivata a minacciare una forma di disobbedienza estrema, qualora il disegno di legge venga approvato. «A questo vergognoso tentativo di bloccare l’attività investigativa e imbavagliare la stampa – annuncia il senatore Pardi – i parlamentari dell’Idv rispondono riaffermando il principio della libertà d’informazione e della centralità del Parlamento: leggeremo nelle aule parlamentari i testi delle intercettazioni che i giornalisti non potranno più pubblicare». Mentre la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, promette battaglia,proclamando lo stato di agitazione immediato contro le dure sanzioni penali e pecuniarie previste per chi pubblicherà atti giudiziari prima dell’inizio del processo. Norme che, se condo la Federazione della stampa, confliggono con il diritto all’infor mazione sancito dalla Costituzione.
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