mercoledì, 28 marzo 2012

Ocse lancia allarme: aumento del 50% della CO2 entro il 2050

ocse,previsioni ambientali,2050,ambiente,co2,inquinamentoda Help Consumatori - di Alessio Pisanò

Il rapporto Ocse “Previsioni ambientali al 2050: le conseguenze dell’inazione” tratteggia uno scenario cupo da qui al 2050. La crescita della domanda di energia e beni primari porterà ad un aumento fuori controllo dell’inquinamento del suolo, acqua e aria se non saranno prese le giuste contromisure. Tra queste rientra lo stop ai sussidi per le fonti di energia fossile, una maggiore tassazione delle emissioni inquinanti e più aree protette.

L’inquinamento sarà la prima causa di morte nel mondo entro il 2050. Inquinamento di bacini idrici, suolo e aria potrebbero portare ad un aumento cospicuo delle morti premature a causa dell’esposizione ai particolati inquinanti già oggi attestabili sui 3,6 milioni al mondo. Il paese maggiormente a rischio è l’India seguito proprio dai 34 Paesi industrializzati membri dell’Ocse (tra cui l’Italia), vista soprattutto l’alta concentrazione urbana della loro popolazione.

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martedì, 06 marzo 2012

Le creme solari rendono apatici i pesci. Pericoli tossici

creme solari,pesci,apatici,inquinamento,pillola contraccettivaIn questo ultimo decennio sono stati numerosi gli studi che hanno misurato l'impatto della pillola contraccettiva sui pesci. Evacuati attraverso le urine, gli ormoni sessuali femminili, che sono estrogeni, raggiungono i migliaia di sistemi naturali delle acque usate. E di qua vengono ingeriti dai pesci rendendo piu' femminili quelli maschi.
I componenti della pillola non sono gli unici prodotti fabbricati per gli umani che si ritrovano nei corsi d'acqua e nei laghi. Da qualche anno si sono aggiunti delle nanoparticelle che si trovano in detersivi, prodotti cosmetici -tra questi le creme solari- alcuni farmaci e anche gli scarti di cibo sono in aumento... e di conseguenza prendono sempre piu' spazio nell'ambiente. Le nanoparticelle sono degli oggetti la cui dimensione e' inferiore a 100 miliardesimi di metro.

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venerdì, 24 febbraio 2012

WWF: ogni italiano consuma mezza tonnellata di risorse naturali l’anno

ambiente,wwf,risorse naturali,anidride carbonica,ossigeno,co2,ambiente,consumo,inquinamentoda Help Consumatori

Ogni cittadino italiano preleva in natura e consuma risorse naturali pari a mezza tonnellata l’anno. Sono quasi 8 miliardi di metri cubi di acqua utilizzati, oltre 34 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti emesse in atmosfera e 8,5 milioni di ettari di terra sottratti ad agricoltura e biodiversità. A questo si aggiungono più di 20 milioni di tonnellate di materiali ‘biotici’ (ovvero la biomassa coltivata) prelevati dagli ecosistemi e 38 milioni di tonnellate di materiali ‘abiotici’, ovvero sedimenti, rocce, minerali che vengono erosi. Questi numeri fotografano il “fardello ecologico” legato alle importazioni italiane di quattro commodities: caffè, carta e pasta di carta, cotone e olio di palma. Sono risorse naturali collegate all’industria tessile, all’alimentare e al settore cartario, che hanno un forte impatto sull’ambiente.

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domenica, 22 gennaio 2012

Legambiente, Mal’Aria 2012: in città c’è sempre più smog

legambiente,mal'aria 2012,rapporto,smog,inquinamento,auto,salute,città,atmosfera,polveri tossicheda Help Consumatori

Le città italiane sono sempre più malate di mal’aria, di smog, inquinamento e polveri sottili. In ben 13 città il limite medio giornaliero di protezione della salute umana è stato superato più di cento volte nel 2011, mentre gli sforamenti consentiti in un anno sono solo 35.
A denunciare lo stato di emergenza delle città italiane e una qualità dell’aria che continua a peggiorare di anno in anno è il dossier Mal’aria di Legambiente, l’annuale studio sull’inquinamento atmosferico dei centri urbani. I principali imputati sono le polveri sottili: nel 2011, spiega l’associazione ambientalista, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Torino, Milano e Verona sono in testa con 158, 131 e 130 superamenti registrati nella centralina peggiore di ognuna delle tre città.

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sabato, 21 gennaio 2012

Costa Concordia. Clini: il danno ambientale e' gia' in atto

schettino,costa concordio,danno ambientale,corrado clini,inquinamentoda Ecoseven

Le delicate operazioni per il recupero del carburante della Costa Concordia, ed evitare quindi una ecatombe ambientale davanti alle coste dell'Isola del GIglio, sono iniziate. Ciò nonostante l'allarme ambientale sale, e secondo il Ministro dell'ambiente Corrado Clini, inevitabilmente un danno ambientale sarebbe già in atto.

"C'é già un danno ambientale, molto contenuto" relativo "ai fondali dell'Isola del Giglio", ha detto il ministro Clini, spiegando che "una nave come questa, da quattromila passeggeri, ha servizi di ogni tipo: è chiaro che escano dei liquidi ma non sono carburanti".

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mercoledì, 12 maggio 2010

Acque inquinate. L'Italia inadempiente deferita alla Corte di Giustizia dell'Ue. L'elenco dei 178 Comuni sotto accusa. Primeggia la Sicilia con 74

acque_reflue_01.jpgda Aduc - di Primo Mastrantoni

178 Comuni, o centri urbani, non sono in regola con la direttiva europea sulle acque reflue (inquinate). Un numero enorme, considerato che le prescrizioni comunitarie risalgono a ben 19 anni fa e che la legge Merli sulla tutela delle acque dall'inquinamento e' del 1976 (ben 34 anni fa!!!). L'Italia, dunque, primeggia per inadempienza sia alle proprie leggi che a quelle comunitarie. La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia dell'Ue per violazione della direttiva 91/271/CEE . Sull'argomento siamo gia' intervenuti.
Da considerare che insieme all'Italia e' stata deferita anche la Spagna che, pero', ha solo 38 Comuni non conformi rispetto ai nostri 178.
Riportiamo, qui sotto, un elenco di Comuni inosservanti suddivisi per Regioni tra le quali "eccelle" la Sicilia con 74 Comuni su 178, pari al 42%; segue la Calabria con 32, pari al 18%; poi la Campania con 23, 13%; la Liguria con 19, 11%; la Puglia con 10, 6%, ecc.
Le tre regioni del Sud, Sicilia, Calabria e Campania, hanno 129 Comuni sui 178 sotto accusa, pari al 73% del totale.
Insomma, governi di centro-destra o di centro-sinistra, la situazione cambia poco. A danno dei cittadini, ovviamente.

Elenco Comuni:

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venerdì, 12 marzo 2010

L'INQUINAMENTO FA MALE ANCHE AL CUORE

INQUI.jpgda Gioia salute - Maria Angela Masino

Bastano due ore nel traffico per subire un drastico aumento della pressione sanguigna : ci pensano monossido di carbonio, ossido di azoto, diossido di zolfo, ozono e polveri sottili. Lo rivela uno studio pubblicato su Hypertension. "L'impatto sui valori della pressionesu coloro che soffrono di patologie coronarichepotrebbe scatenare attacchi cardiaci o ictus", avverte Robert Brook dell'University of Michigan, negli Stati Uniti. Le polveri sottili, infatti, una volta respirate, hanno la capacità di passare diretamente nel sangue. Una volta in circolo, agiscono innescando un'infiammazione generalizzata che predispone alla formazione di piccoli trombi e, quindi, ad un maggior rischio di ischemia. Piccoli accorgimenti utili : evitare sforzi fisici in zone trafficate; preferire vie secondarie ad arterie a grande scorrimento; cambiare l'aria in casa nelle prime ore della giornata, quando si ha un più basso livello di polveri sottili. Info : www.umich.edu.

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sabato, 27 febbraio 2010

CAPODOGLI MORTI:PLASTICA NELLO STOMACO

CAPOD.jpgDA L'AVVENIRE

Sono morti con la pancia piena di plastica. Che il mar Mediterraneo stia soffrendo ce ne accorgiamo solo d'estate, quando un numero imprecisato di buste di plastica (che impiegano ben 1.000 anni per essere smaltite dall'ambiente) finiscono in acqua, per diventare poi il dannoso pranzo di cetacei od altri pesci, come è successo per i capodoglii spiaggiati sulle coste del Gargano, nell'area del comune di Peschici, in Puglia. I sette capodogli avevano la pancia piena di buste di plastica, pezzi di corda, scatole e contenitori di vari materiali. Secondo giuseppe Nascetti, pro-rettore dell'università della Tuscia, i capodogli potrebbero aver scambiato quel grovigliodi plastica per calamari in quanto "disturbati dall'intenso traffico delle navi nell'Adriatico, non solo da quelle militari con i sonar", ma anche da quelle che "eseguioino ricerche di idrocarburi", che disorientano i capodogli. "Quello che sembrava il capobranco- spiega Nascetti - ne aveva lo stomaco colmo", poco meno gli altri tre. La morte degli altri tre esemplari ( che non avevano ingerito plastica) potrebbe essere dovuta alla volontà, legata "allo spirito gregario dei giovani maschi" di seguire "il capobranco andando come lui in spiaggia". Parlano di "concausa", almeno per ora, sia Nicola Zizzo, dell'università di Bari, sia Sandro Mazzariol, dell'unità operativa per i capodogli. "Stiamo attendendo i risultatai delle indagini collaterali - rileva Mazzariol -. E solo quando le avremo tutte, si potranno effettuare delle conclusoini. La causa della morte non è attrubuibile solo alla buste di plastica". Anche perchè  "i corpi estranei nello stomaco di questi animali provocano il decesso solo se causano un danno funzionale organico".

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mercoledì, 03 febbraio 2010

Formazione ozono. Grande contributo dei consumi domestici. Dati Istat

elettrodomestici-indesit.jpgNel 2007 i consumi finali delle famiglie hanno generato il 37% delle emissioni che causano la formazione di ozono, oltre al 20% delle emissioni di particolato e al 18% di quelle di gas serra. Dalla produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e calore deriva oltre un quarto delle emissioni complessive di gas ad effetto serra, soprattutto anidride carbonica. Le attivita' manifatturiere sono la principale fonte di emissione per i gas ad effetto serra mentre agricoltura, caccia e silvicoltura sono maggiormente responsabili del particolato. Inoltre il settore dei trasporti ha quote significative di emissioni di sostanze acidificanti e lo smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e simili contribuisce in maniera rilevante sia alle emissioni di nichel e cadmio che di mercurio e piombo. Sono questi i principali risultati del rapporto Istat sulle emissioni atmosferiche delle attivita' produttive e delle famiglie relativo al periodo 1990-2007.
Lo studio segnala che nel 2007 i consumi finali delle famiglie hanno generano il 37% delle emissioni che causano la formazione di ozono troposferico, piu' del 20% delle emissioni di particolato (22% di Pm10 e 25% di Pm2,5), il 23% delle emissioni di rame e il 18% delle emissioni di gas serra. Nel caso dell'ozono troposferico il contributo delle famiglie e' riconducibile per la maggior parte (quasi il 70%) all'uso di combustibili per il trasporto privato, mentre la parte residua e' causata in egual misura dal riscaldamento domestico e dall'uso di vernici e solventi. Per quanto concerne le emissioni di particolato, esse sono dovute principalmente al riscaldamento domestico, seguito dal trasporto privato.
Quest'ultimo e' pressoche' l'unica causa delle emissioni di rame attribuibili al settore delle famiglie. Per i gas serra il contributo del trasporto e del riscaldamento e' di pari entita'.

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lunedì, 01 febbraio 2010

Quanto inquina una sigaretta?

sigaretta.jpgdi Alessandra Profilio - Terranauta
Ogni anno nel mondo vengono gettati via 4,5 milioni di miliardi di cicche di sigarette che, complessivamente, contengono 7.800 tonnellate di agenti chimici pericolosi. L’Enea presenta uno studio sul potenziale nocivo dei “mozziconi” e suggerisce di avviare una raccolta differenziata per questi rifiuti di fatto tossici.
 

Nel nostro Paese, giornalmente, vengono dispersi nell’ambiente 195 milioni di cicche
“Il fumo uccide” e, come se non bastasse, inquina al pari dei rifiuti industriali.

 

In Italia, secondo le stime, i fumatori sono 13 milioni, per una media di 15 sigarette fumate singolarmente ogni giorno. Nel nostro Paese, giornalmente, vengono disperse nell’ambiente 195 milioni di cicche, ovvero 72 miliardi l’anno. Nel mondo, i mozziconi gettati via sono 4,5 milioni di miliardi ogni anno. Complessivamente contengono 7.800 tonnellate di agenti chimici pericolosi. Nel Mediterraneo le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica.

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