domenica, 14 marzo 2010

Incidenti stradali, obesità, stress, rumore e inquinamento: i malanni di città

evoluzione_obesita_N.jpg

da TERRANAUTA

obesit.jpgDurante la quinta Conferenza paneuropea Ambiente e salute di Parma Legambiente lancia l’allarme per il mal Comune. I malanni provocati dall'abitare in città aumentano sempre più, dall'obesità allo stress per il rumore, dall'inquinamento agli incidenti stradali.

Nel 2008 sulle strade urbane si sono verificati ben 168.088 incidenti (pari al 76,8% del totale) che hanno causato 228.325 feriti (73,5% sul totale) e 2.076 morti (pari al 43,9%). Numeri impressionanti, che dovrebbero spingere gli amministratori delle città a trovare soluzioni più sicure per la mobilità nei centri urbani, dove comunque non sono solo gli incidenti a minacciare la salute dei residenti.

Si stima infatti, che vivere in una grande città significhi dormire trenta minuti a notte in meno a causa dei rumori da traffico. E sono circa 20 milioni gli italiani che abitano nelle medie e grandi aree urbane. L’inquinamento acustico è percepito come un problema grave dalle famiglie italiane che, secondo un’indagine dell’ISTAT, dichiarano per il 36,8% gravi problemi relativi al rumore nella zona in cui abitano. Ma anche il problema dell’obesità, sempre più diffuso nelle aree urbane viene ormai attribuito, oltre che ad una cattiva alimentazione, alla sedentarietà e all’uso prevalente dell'automobile come principale mezzo di spostamento. Circa un terzo degli adulti è sovrappeso e lo stesso vale per i bambini. Gli obesi, coloro che superano i 130 chili di peso, sono poco meno del 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone. Eppure basterebbe, ad esempio, camminare o andare in bicicletta per circa mezz'ora al giorno per ridurre concretamente il rischio-obesità.

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domenica, 07 febbraio 2010

Motocicli: percentualmente i veicoli a maggior tasso di mortalita' negli incidenti stradali

motocicli.pngNel 2008 la categoria di veicolo maggiormente coinvolta in incidente stradale è costituita dalle autovetture, che rappresentano il 66,4% dei veicoli (272.832 in valore assoluto). Seguono i motocicli, che rappresentano il 13,5% (55.320 in valore assoluto). I ciclomotori e i velocipedi rappresentano, rispettivamente, il 7,0 e il 3,8% del totale dei veicoli coinvolti in incidente.
I conducenti e i passeggeri morti sulle autovetture a causa di incidente stradale sono pari al 51,8%, mentre quelli rimasti feriti rappresentano il 61,3% del totale. Dall’analisi emerge che i motocicli, pur rappresentando una percentuale ridotta dei veicoli coinvolti in incidente stradale rispetto alle autovetture, sono responsabili del 26,6% dei decessi (escludendo i pedoni).
Dati tratti dal rapporto Aci
sugli incidenti stradali rilevati nel 2008.

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lunedì, 01 febbraio 2010

Il costo degli incidenti stradali soffre il fenomeno speculativo delle finte vittime

incidente-stradale.jpgda Adiconum

Il numero degli incidenti resta pesante e costa agli italiani più di 5.000 morti e oltre 300.000 feriti l’anno, senza calcolare i morti oltre le 24 ore dall’incidente, che spesso fuggono al conteggio.

Lodevole è l’obiettivo del nuovo codice della strada di dimezzare questo drammatico dato per il paese che porta con sé anche un forte costo sociale gravante sul sistema sanitario e previdenziale (circa 600 euro l’anno a persona).

Adiconsum partecipando al convegno, svoltosi in parlamento lo scorso 26 gennaio, sulla sicurezza stradale, ha evidenziato l’urgenza di:

  • una rapida approvazione delle modifiche al nuovo codice della strada;
  • un accertamento dei sinistri in tempo reale in modo da evitare le frodi;
  • introdurre una norma che sanzioni pesantemente i “furbi” che millantano danni o invalidità inesistenti.

Adiconsum ha posto anche il problema della necessità di combattere il malcostume diffuso che vede molti comuni utilizzare il codice della strada per fare cassa.

Il costo degli incidenti stradali
soffre il fenomeno speculativo delle finte vittime.

Servono sanzioni più severe
per i “furbi” che lucrano sulle false invalidità

Sanzionare i comuni che hanno trasformato
il codice della strada in bancomat

13:00 Scritto da: consumatori in AUTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 29 gennaio 2010

SALUTE E SICUREZZA: IN AUMENTO I CASI DI INVALIDITA’ PERMANENTE TRA I GIOVANI

giovane.jpgdi Fabrizia Rosati

Sono in aumento i giovani invalidi vittime di incidenti sul lavoro,incidenti domestici e stradali.

A rivelarlo è uno studio condotto dall’Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, che ha stimato circa 30.000 invalidi ogni anno con una sempre maggiore incidenza tra i più giovani.

Nonostante il 2008 abbia fatto registrare una riduzione sia degli infortuni sul lavoro con 874.940 infortuni con una percentuale del - 4,1 rispetto al 2007 e sia dei casi mortali con 1.120 casi mortali, ovvero con una percentuale del  -7,2% rispetto al 2007, la gravità del fenomeno assume ancora proporzioni rilevanti.

Il dato che preoccupa maggiormente è il gran numero di casi di infortuni sul lavoro che coinvolge il 37% dei giovani fino ai 34 anni d’età.

Diventa importante,come affermato dal direttore generale Ispel, Umberto Sacerdote, investire soprattutto tra le fasce d’età più giovani e a partire dalle scuole primarie, in percorsi di formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro per cercare di ridurre progressivamente il numero degli infortuni .

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mercoledì, 16 dicembre 2009

Morti sulle strade grazie all'alcool

incidente.jpgNel 2008 in Europa sono morte sulle strade 39mila persone, mentre 1 milione e 700mila sono rimaste ferite. Se ne è parlato al convegno "Safe&Sober Italy: prevenzione e riduzione della sinistrosità alcol-correlata", organizzato dallo European Transport Safety Council (Etsc) in collaborazione con la fondazione Ania per la sicurezza stradale.
Nel nostro Paese si è riscontrata una flessione del 33% della mortalità stradale rispetto al 2000, quando si registravano 7.061 vittime a causa di incidenti stradali, ma l`Italia si trova ancora ben lontana dal raggiungere l`obiettivo fissato dalla Commissione europea di dimezzare i morti da incidente stradale entro il 2010. Va, inoltre, sottolineato che il decremento percentuale delle vittime registrato all'interno dei nostri confini è al di sotto di quello conseguito nei principali Paesi europei, come Francia (-47,1%), Spagna (-46,3%) e Germania (-40,3%).
Studi della Commissione europea stimano che l'alcol alla guida contribuisce a determinare circa 10mila morti l'anno in Europa ed è responsabile di circa il 30% delle morti tra i conducenti. Allo stesso modo, secondo l`'stituto superiore di sanità, circa il 30% degli incidenti stradali in Italia è provocato da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droghe. "L'alcol miete vittime soprattutto tra i giovani - spiega Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione Ania per la sicurezza stradale - e la perdita di una vita è incomparabile rispetto a qualsiasi parametro economico. Una presa d'atto e le relative misure di intervento rappresentano i necessari passaggi da parte del Governo su questo tema. Le nostre forze dell'ordine hanno fatto miracoli, raddoppiando i controlli sulle strade, ma ora è assolutamente prioritario che il Parlamento riconsideri le risorse stanziate per il miglioramento della sicurezza stradale in Italia. Solo con un significativo aumento dei test alcolemici sarà possibile creare un forte deterrente nei confronti di chi, ancora oggi, si mette alla guida in condizioni alterate da alcol e droga Le istituzioni devono rendersi conto che ci troviamo di fronte ad una emergenza nazionale, non esistono temi di maggiore rilevanza".
"Di tutte le vittime per incidente stradale - sottolinea Antonio Avenoso, direttore esecutivo di Etsc - quelle causate dall'alcol sono tra le più deplorevoli poichè conseguenza di un comportamento scorretto altamente rischioso e di certo prevenibile. Controlli frequenti ed inflessibili ed utilizzo delle più moderne tecnologie, tra cui gli alcohol interlocks, sono tra le misure più efficaci per la riduzione della mortalità alcol-correlata".

13:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook