sabato, 19 maggio 2012

Groupon e i certificati energetici, inchiesta Altroconsumo: meglio non fidarsi

groupon,certificati energetici,energia,inchiesta,altroconsumodi Help Consumatori

Si parla ancora dei tranelli che si nascondono dietro i gruppi d’acquisto online, diventati ormai un canale di vendita diffusissimo. Sotto accusa questa volta sono le certificazioni energetiche delle abitazioni, ormai obbligatorie per legge, offerte da Groupon a prezzi bassissimi che superano di poco i 100 euro. Altroconsumo ha condotto un’inchiesta sul fenomeno e i risultati sono alquanto interessanti. L’associazione ha acquistato 3 coupon di certificazione energetica, venduti a 99 euro e 129 euro.

Il coupon garantisce, dopo un sopralluogo in casa, il certificato che attesta la classe energetica dell’immobile, che è obbligatorio per tutti gli edifici di nuova costruzione o da ristrutturare, per comprare o vendere casa, per accedere agli incentivi fiscali e per i nuovi contratti di affitto.

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lunedì, 19 marzo 2012

Tumore dopo anni al cellulare, il pm Guariniello apre un fascicolo

tumore.jpgda Avvenire.it

Per vent’anni ha trascorso circa sette ore al giorno al cellulare. Ora è stato colpito da un glioblastoma, un pericoloso tumore al cervello. Il caso, che riguarda un torinese di circa 45 anni ricoverato in uno degli ospedali cittadini, è stato segnalato alla Procura di Torino per accertare se ci sia una relazione tra l’abitudine, a lungo protratta nel tempo, di usare il telefonino e la malattia. Il fascicolo è aperto, al momento senza alcun indagato, dal pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello.

Lo scorso anno un gruppo di 21 esperti dello Iarc, l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro, aveva visto una relazione tra le onde elettromagnetiche sprigionate dagli apparecchi di telefonia mobile e i tumori al cervelli. Un’ipotesi ancora tutta da verificare, ma che invita ad alcune misure precauzionali.

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giovedì, 02 febbraio 2012

Truffe lavoro - L’inchiesta UNC

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Nel mondo degli inganni e dei raggiri, le truffe in danno di chi cerca lavoro sono tra le più spregevoli perché fanno leva sulle speranze di chi sta cercando un’occupazione con il solo intento di “spillare” dei soldi al malcapitato di turno.

Proprio per analizzare i raggiri più frequenti e le tecniche più utilizzate dai truffatori, la nostra Unione ha di recente realizzato un’inchiesta da cui emerge che i truffatori scelgono principalmente i giovani come vittime predilette: desiderosi di accedere al mondo del lavoro, sono infatti inclini a trascurare quelli che invece rappresentano dei veri e propri campanelli di allarme. Complice la crisi, dobbiamo aggiungere che stanno aumentando i casi di raggiri anche in danno di persone appartenenti ad altre fasce di età, magari padri di famiglia che hanno da poco perso il lavoro e sono in cerca di nuova occupazione.

Ecco i casi di truffa più frequenti:

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martedì, 24 gennaio 2012

Inchiesta Altroconsumo su gruppi d’acquisto online: e la ricevuta fiscale dov’è?

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Prezzi super scontati e velocità nell’acquisto, direttamente da casa, con una connessione Internet. Ma anche overbooking e delusione rispetto al servizio o prodotto acquistato. Sembra essere questo il quadro che si sta delineando del fenomeno dei gruppi d’acquisto online.

Da poco meno di un anno le caselle di posta elettronica di tantissimi consumatori si sono riempite di offerte di cene, weekend, soggiorni turistici e quant’altro, a prezzi scontatissimi. Basta registrarsi al sito e decidere quale delle decine di promozioni quotidiane scegliere. E poi? Una volta cliccato sull’oggetto del desiderio, lo si acquista direttamente online: si lascia il numero di carta di credito e il gioco è fatto. Dopo qualche minuto arriva una email che ci avvisa della riuscita dell’acquisto, un coupon da stampare e consegnare al negoziante/ristoratore al momento giusto.

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lunedì, 09 gennaio 2012

Inchiesta "Una poltrona per due"

inchiesta

INCHIESTA: “UNA POLTRONA PER DUE”: La denuncia di Pasquale Natuzzi

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In periodo di recessione un  numero sempre più elevato di consumatori dirotta i propri acquisti verso articoli di importazione  a costi più bassi, ed in alcuni casi di gran lunga inferiori. Le conseguenze di questa scelta, che va attentamente analizzata, possono essere gravissime, e spesso si ritorcono sullo stesso consumatore.

In che modo?

Innanzitutto i prezzi più bassi sono indice di prodotti che hanno una qualità più bassa e materiali scadenti. In alcuni casi, come ad esempio per i giocattoli di importazione cinese, i materiali sono addirittura nocivi. La bassa qualità porta con sé una minor durata del prodotto che si usura prima vanificando l'iniziale risparmio nell'acquisto.

Una seconda conseguenza è di natura etica. Il più delle volte una filiera riesce ad ottenere prezzi più bassi perchè si avvale di lavoro nero o di lavoro minorile e soprattuto evade le tasse.

Ma la conseguenza più nascosta e forse più pericolosa è quella di natura economica. La concorrenza sleale sottrae volumi e quote di mercato alle aziende nostrane generando una riduzione di posti di lavoro legali e cassa integrazione.

L'argomento è stato oggetto di una delle ultime puntate della trasmissione televisiva Report, che è possibile visionare su Youtube. La Gabbanelli ha dato voce alla battaglia dell'imprenditore italiano Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi, contro il “meid in Itali” a favore del “Made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro, le leggi e le persone. L'intervista a Natuzzi è scaricabile in pdf al seguente link: scarica l'intervista.

E' dal 2007 che il settore del mobile imbottito Made in Italy a Forlì ha subito una vera e propria concorrenza sleale e cioè da quando lavoratori irregolari cinesi hanno iniziato a produrre divani e poltrone a prezzi fuori mercato in capannoni fatiscenti. Le aziende artigiane locali non sono riuscite a competere perdendo le commesse con clienti della grande distribuzione sia italiana che estera. Poco sono riusciti a fare i rari controlli delle forze dell'ordine e degli organi di controllo.

Il sistema ha avvantaggiato molte grandi marche che hanno aumentato i margini ed ha penalizzato gli artigiani ed i consumatori che si ritrovano con prodotti senza alcuna garanzia di qualità, che non durano e che sono stati realizzati senza alcun rispetto dell'etica imprenditoriale.

E' in questo contesto che si focalizza la denuncia di Pasquale Natuzzi, la cui azienda è quotata alla borsa di New York e che è leader nel settore del mobile imbottito. Natuzzi sottolinea l'importanza del rispetto delle regole e denuncia apertamente la concorrenza sleale. Il Gruppo Natuzzi infatti realizza tutta la produzione all'interno delle sue fabbriche dando lavoro in Italia a 3.200 dipendenti e a tanti altri nelle fabbriche aperte nel resto del mondo.

 

Consigliamo vivamente ai lettori del nostro blog di approfondire l'argomento attraverso il video di Youtube o la lettura dell'intervista in pdf, e soprattutto di effettuare scelte consapevoli nei propri acquisti in difesa del Made in Italy, della legalità e della nostra economia.
 



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