martedì, 13 aprile 2010
Influenza A. Oms apre inchiesta: sovrastima per interessi commerciali?
L'Organizzazione mondiale della sanita' ha aperto un'inchiesta sull'influenza A (H1N1), dopo le accuse secondo le quali l'Oms avrebbe sovrastimato i rischi del virus per interessi commerciali. Al termine di tre giorni di un meeting formativo - ha reso noto il portavoce dell'Oms, Gregory Hartl - la commissione di controllo composta da 19 esperti esterni all'agenzia, impieghera' nove mesi per valutare se vi siano state irregolarita', soprattutto nella comunicazione con il pubblico e nella pubblicizzazione del vaccino.
Il consigliere speciale dell'Oms sull'influenza A, Keiki Fukuda, un anno dopo la scoperta del primo focolaio del virus in Messico nell'aprile del 2009, ha ammesso che "ci sono ancora molte cose da sapere" e, tra queste, il modo con cui e' stato informato il pubblico sui rischi.
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sabato, 16 gennaio 2010
INFLUENZA : IL VACCINO H1N1 NON VALIDO PER I VIRUS STAGIONALI
In tutto il mondo circolano ormai diversi ceppi di virus influenzali di tipo A, che nel 98 per cento dei casi appartengono alla varietà H1N1 2009 (la famigerata influenza suina). Secondo il Centro americano per il controllo delle malattie infettive, tutti questi microrganismi risultano essere sensibili ai vaccini messi a punto ( o quasi). Questi , però, non sono validi per combattere i virus stagionali: per le molte persone a rischio, quindi, si renderà necessario sottoporsi ad una doppia vaccinazione. Info : www.cdc.gov/media/transcripts/2009/t090908.htm.
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martedì, 15 dicembre 2009
VACCINO INFLUENZA A: QUANTI VACCINI SARANNO BUTTATI?
Quanti vaccini verranno fatti? Quanti saranno gettati? E' sulla base di questi interrogativi che il Codacons chiede alla Procura della Corte dei Conti di aprire un'indagine per accertare se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico.
Secondo gli ultimi dati resi noti si conferma che il picco, previsto per fine dicembre, in realtà è ormai tramontato, visto che da 3 settimane consecutive vi è una riduzione degli accessi al pronto soccorso e del numero dei ricoveri per sindrome respiratoria acuta. E' evidente che questa errata previsione sul picco farà si che molti non si vaccineranno più.
Dall'inizio della campagna vaccinale, complessivamente sono state somministrate, secondo i dati resi noti nell'ultimo bollettino del ministero della Salute di mercoledì scorso, 611.425 prime dosi e 1.666 seconde dosi. In totale, però, sono 5.030.851 le dosi di vaccino distribuite.
Il Codacons si chiede che fine faranno? Potranno essere utilizzate anche il prossimo anno o scadranno prima? E se il virus mutasse? Quanti vaccini saranno alla fine buttati nella spazzatura?
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sabato, 05 dicembre 2009
Influenza A: nuovi casi di reazioni avverse al vaccino
Facciamo il punto. Secondo gli ultimi dati ufficiali, relativi al 22 Novembre, sono state vaccinate contro l'influenza AH1N1 494.915 persone su un fronte di oltre 5 milione di dosi distribuite. Sempre al 22 Novembre, sono stati 3.064.933 i casi di infezione da influenza A con un corrispettivo di vittime correlate (questa volta al 30 Novembre) di 107, ovvero lo 0,0032% dei malati.
Ora un altro dato. 44 è il numero di morti giornaliero per l'influenza stagionale. Questo dato giornaliero fa si che in Italia ci siano 8000 morti l'anno per influenza stagionale. 8000 è anche il numero totale di morti, ad oggi, per influenza suina in tutto il mondo.
Perché lo diciamo? Perché solo facendo il paragone tra questi dati è possibile capire da un lato la vera incidenza della temibile "suina" e dall'altro come governi, OMS e media stiano calcando la mano in maniera del tutto ingiustificata.
Continuando ad analizzare i dati si osserva come poco meno di 500.000 dei 5 milioni di dosi che sono state distribuite sono state effettivamente utilizzate, il che è un bene per chi crede che il vaccino sia inutile se non dannoso, ma è decisamente un male per chi in questa caccia alle streghe ci sta mettendo la faccia come il vice-ministro Ferruccio Fazio. A questo proposito proprio Fazio ha annunciato che "nella prossima unità di crisi, in programma giovedì, andremo verosimilmente ad estendere la vaccinazione da subito ai bambini dai 6 mesi di età ai 17 anni". Questa scelta può essere vista come la conseguenza della morte del bambino di due anni di San Pancrazio Talentino (Brindisi) il cui decesso inizialmente indiziato alla nuova influenza, si sospetta ora sia, invece, dovuta ad una encefalite, oppure proprio a questa scarsa adesione alla vaccinazione di massa. Al solito noi speriamo, per quanto illogico sia scegliere in base ad un unico caso, che si tratti della prima ipotesi.
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giovedì, 03 dicembre 2009
COME COMBATTERE L'INFLUENZA A
Lo stress mediatico relativo all'influenza A ha creato un panico pandemico quanto la stessa infezione virale.Non vogliamo entrare nei dettagli epidemiologici di questa temuta influenza, ma abbiamo pensato di affrontare la questione con il farmacista-naturopata, dottor Rosario Porzio (in foto) specializzatosi a Londra negli anni ’90, alla prestigiosa Universita' britannica sostenuta in quegli anni dal British Medical Journal.
Studi su integratori, fitoterapici, nutrienti, antiossidanti e omeopatici sostenuti con grande passione, perche' sin dagli anni novanta assiste con i suoi preziosi consigli l'attrice piu' bella di tutte, la sua amica del cuore Ornella Muti.
Prima di tutto bisogna saper mangiare: pasti variati e sani, la dieta mediterranea ne è un valido esempio.
Almeno 5 o 6 porzioni tra frutta e verdura, badate bene a variare il colore dei vegetali per ottenere la massima quantità possibile di bioflavonoidi, antociani e polifenoli, tutti ad attività fortemente antiossidante.
Poca carne rossa, molto pesce, ottimi i legumi ed i cibi integrali.
Evitate i grassi saturi, il burro e gli oli fritti.
Questo schema dietetico è anche un'arma interessante per il sovrappeso. L'attività giornaliera, venti o trenta minuti di passeggiata sostenuta, per esempio, allertano il sistema immunitario. Non fumare mai. Non bere alcolici, al massimo mezzo bicchiere di vino rosso (ricco di resveratrolo- un potentissimo antiossidante).
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lunedì, 23 novembre 2009
INFLUENZA A: "Il vaccino è una truffa", denuncia in parlamento il Ministro della sanità polacco!
Traduzione dell'intervento del Ministro della Salute Ewa Kopacz, al Parlamento polacco
Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent'anni di pratica medica è sempre stata: "prima di tutto non fare del male". Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.
Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?
Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?
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giovedì, 12 novembre 2009
Il presunto potere dell'informazione. Il caso H1N1
Positiva all'H1N1 partorisce un bimbo sano”. Cosi' un titolo della cronaca fiorentina del quotidiano “Il Giornale” che, nell'occhiello, riporta: “La donna, una trentenne, alcuni anni fa aveva avuto un trapianto di cuore”. Poi una foto con immagine indefinita, che riporta: “la neomamma e il bambino sono a Careggi [ospedale fiorentino] in buone condizioni di salute”. Un titolo, un occhiello e una didascalia che sono sintesi di cosa sia e di cosa possa essere l'informazione. Dell'uso che se ne possa fare e dell'importanza della stessa per la vita quotidiana. Quanti, leggendo questo articolo, avranno tirato un sospiro di sollievo e avranno pensato “...ah, ce l'ha fatta, meno male...”, senza riflettere piu' di tanto sulla questione e passando ad altri titoli sul medesimo giornale; dentro di loro, pero', la convinzione che questa donna ce l'avesse fatta, il bimbo era nato sano... senza l'infezione della mamma. Sicuramente medesima attenzione non sarebbe stata prestata se il titolo fosse stato del tipo: “donna con leggera influenza partorisce bimbo sano”... ma probabilmente un titolo del genere non solo non sarebbe mai stato fatto, ma la notizia in se' non sarebbe mai stata data.
Entrambe le titolazioni della notizia -quella reale e quella da noi supposta- corrispondono a verita'. La differenza e' nel modo di darla rispetto ad un contesto e alle intenzioni di chi -giornalista, titolista e direttore del giornale- ha deciso di pubblicarla in quel modo.
Un piccolo fatto di cronaca (sarebbe meglio chiamarlo non-fatto) che ha dato il suo contributo a chi ha deciso che attirare l'attenzione sull'influenza H1N1: inventare uno scoop diventa cosi' piu' importante di tutto il resto, lo scopo e' di tentare di vendere piu' copie. Ignorando quello che il viceministro della Salute va dicendo ogni giorno (e' un'influenza leggera e molto meno pericolosa di quelle di tutti gli inverni, incluso questo) e quello che ripetono medici e loro associazioni (vaccinazioni solo in casi limite di soggetti a rischio).
Ma la stampa e' come l'organizzazione del nostro Stato: incosciente. Si fa solo i fatti propri, in una sorta di delirio di potere che la fa auto-convincere di essere al centro del mondo. In era Internet e' ridicolo, ce ne rendiamo conto, ma e' cosi'.
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