Ricordate la truffa del falso bio venuta alla luce a dicembre del 2010 con una conferenza stampa della Guardia di Finanza? Il Salvagente, in edicola oggi, ha scoperto che oltre tutto quello che è stato scritto e detto sull’operazione “Gatto con gli stivali” c’è dell’altro e ha a che fare con il ruolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. In poche parole, secondo la ricostruzione del settimanale, “il bubbone scoppia nel 2010, quando la guardia di finanza e l’ispettorato centrale Controllo qualità e repressione frodi (ICQRF) del ministero puntano l’attenzione, seppur per ragioni differenti, su una quarantina di imprese, tutte operanti nel settore della produzione e della commercializzazione di cereali e frutta fresca in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna. Le indagini nascono parallele, ma ben presto prendono strade differenti: una, quella dei Finanzieri, si conclude con 7 arresti.
lunedì, 14 maggio 2012
L'accertamento sui caffè è nullo
È illegittimo l’accertamento che ricostruisce il maggior ricavo di un bar/ristorante esclusivamente attraverso il ricalcolo dei caffè consumati.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Torino (Sent. CTR di Torino n.81/10/11 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), la quale evidenzia come tra questo dato e i pasti somministrati ai clienti non vi è una conseguenza diretta.
Chiariscono infatti i giudici di Torino come – diversamente dal cd “tovagliometro”, ossia dal calcolo dei ricavi in base ai tovaglioli consumati da un ristorante nel corso dell’anno – l’accertamento induttivo basato sul consumo di caffè non risulta altrettanto attendibile poiché “tale ragionamento … appare per vero dotato di non sufficiente univocità per essere davvero affidabile” (pagina 4 della sentenza).
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lunedì, 26 marzo 2012
BENZINA: MILIONI DI ITALIANI PARTE CIVILE CONTRO I PETROLIERI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VARESE CHE INDAGA SUI PREZZI DEI CARBURANTI
E INTANTO IL CODACONS SI COSTITUISCE PARTE CIVILE E INVIA ALLA GUARDIA DI FINANZA LE PROVE DELL’IMBROGLIO CHE FA SALIRE IL PREZZO DEI CARBURANTI SENZA NESSUNA CONNESSIONE CON IL PREZZO DEL BARILE DI PETROLIO MA SOLO PER UNA BRUTALE E ILLEGALE SPECULAZIONE
E IL GOVERNO COMPLICE INCASSA IL FRUTTO DEL REATO: CHIESTO ALLA PROCURA DI SEQUESTRARE GLI INTROITI ILLEGITTIMI ANCHE DELLO STATO PRESSO LA SEDE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA PER POTER RISARCIRE I CITTADINI
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venerdì, 23 marzo 2012
Falsa universita' online accreditata al Parlamento
Era intitolata a Giovanni Paolo I, aveva laureato honoris causa uomini dello spettacolo e della poltica, la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico in corso si e' svolta a Palazzo Marino, ma l'ateneo era finto. E' quanto ha scoperto il nucleo speciale Frodi telematiche della Guardia di finanza di Caserta che ha ottenuto dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere il sequestro del sito web dell'universita' che in realta' aveva sede legale nei locali di servizio di una associazione per artigiani e il rettorato in un appartamento vuoto di Latina. Sulla carta, anzi on line, l'Universita' Giovanni Paolo I aveva struttura articolata con facolta' e dipartimenti e persino scuola di specializzazione, formando i suoi iscritti in una vasta gamma di materie, dalle scienze della comunicazione alle sanitarie.
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mercoledì, 07 marzo 2012
Lo scontrino, strumento per la lotta all’evasione fiscale e l’esercizio della garanzia
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da Adiconsum
Contribuire alle spese pubbliche secondo la propria capacità è un obbligo sancito dall’art. 53 della Costituzione.
Tutti i soggetti passivi IVA-imprese, commercianti, artigiani, professionisti-riversano al Fisco sotto forma di imposta una quota proporzionale di quanto riscosso a titolo di corrispettivo per le attività svolte e i servizi resi.
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venerdì, 24 febbraio 2012
Falso bio, la scoperta de Il Salvagente
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domenica, 05 febbraio 2012
Convertendo BPM, indaga la procura di Milano
La procura di Milano sta indagando sul caso dei bond Convertendo BPM, con cui i risparmiatori hanno perso fino al 90% del capitale investito.
L’Aduc fa sapere che i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano stanno procedendo all’audizione dei sottoscrittori al fine di verificare le modalità di collocamento. Le audizioni sono aperte a tutti i sottoscrittori che desiderano collaborare con le indagini.
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giovedì, 02 febbraio 2012
Nuovo redditometro e controlli di massa. Ecco le 8 armi contro l’evasione fiscale
di ROBERTO PETRINI
fonte:repubblica.it
Otto bazooka da schierare in campo nella campagna di primavera contro gli evasori fiscali. Attilio Befera, direttore generale della Agenzia delle entrate, il braccio operativo dello Stato nella lotta all’evasione, ha varcato ieri 1le soglie del Parlamento per spiegare alla Commissione Finanze della Camera le proprie strategie.
Nel proprio arsenale c’è un redditometro potenziato, la nuova mega-banca dati dei movimenti bancari, il tutoraggio per chi ha più di 100 milioni di fatturato, l’accertamento esecutivo di Equitalia, la richiesta di 1.440 assunzioni di 007 fiscali, lo spesometro che traccia chi spende più di 3.600 euro, la limitazione dell’uso del contante a 1.000 euro.
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sabato, 21 gennaio 2012
Agenzie di rating. Crearne una europea? La crisi dell'Europa occidentale
da Aduc - di Primo Mastrantoni
La Procura di Trani invia la Guardia di Finanza negli uffici di Standard and Poor's per supposte manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate. L'Europa dovrebbe dotarsi di una sua agenzia di rating, dice il presidente della Bce, Mario Draghi, ribadendo come la reputazione delle agenzie sia stata "intaccata durante la crisi".
Ovvio, che le agenzie di rating non sono la "Bocca della Verita'" e qualche dubbio sulla esattezza delle loro analisi ci gira per il capo, cosi' come una agenzia europea di rating non dovrebbe servire a dirci che siamo bravi; a suonarcela e cantarcela, insomma.
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martedì, 09 novembre 2010
ACCERTAMENTO BASATO SUI QUESTIONARI INVIATI AI CLIENTI: E’ VALIDO
Le sole risposte ai questionari da parte dei clienti di un’azienda possono portare ad un accertamento fiscale nei confronti della stessa. A tale conclusione è giunta la Suprema Corte, la quale ha stabilito che gli elementi sorti dai questionari “possono costituire per l’Ufficio prove sufficienti a ricostruire un diverso volume d’affari” (Sentenza della Corte di Cassazione n. 22122 del 29 ottobre 2010).
Secondo i giudici, dunque, tale metodologia di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria non viola il divieto di prova testimoniale nel processo tributario ma anzi può rappresentare un valido elemento volto a sostenere l’accertamento cd “INDUTTIVO”.
In ogni modo, si ricorda che la predetta tipologia di accertamento è applicabile al verificarsi delle particolari condizioni previste dall’art. 39, comma 2, del DPR n.600/73, il quale prevede che “… l’ufficio delle imposte determina il reddito d’impresa sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a conoscenza, con facoltà di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili in quanto esistenti e di avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di cui alla lettera d) del precedente comma (ossia presunzioni gravi, precise e concordanti): a) quando il reddito d’impresa non è stato indicato nella dichiarazione; …. d) quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni accertate ai sensi del precedente comma ovvero le irregolarità formali delle scritture contabili risultanti dal verbale di ispezione sono così gravi, numerose e ripetute da rendere inattendibili nel loro complesso le scritture stesse …”
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venerdì, 05 novembre 2010
COSTI FITTIZI: LE FATTURE NON BASTANO
A seguito della contestazione da parte dell’Ufficio di determinati costi, non basta come prova al contribuente esibire solo la fattura.
Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Suprema Corte, (Sent. Cass. n.21317 del 15/10/2010), la quale stabilisce che “l’esibizione delle sole fatture di acquisto non è sufficiente a dimostrare l’effettività dei costi”.
Nel caso in oggetto l’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’indebita deduzione di costi e detrazione dell’IVA relativamente a fatture ritenute fittizie anche in virtù di dichiarazioni raccolte dalla Guardia di Finanza durante le operazioni di verifica.
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