mercoledì, 09 maggio 2012

La privacy su Facebook e Google+? Un utente su due non conosce le regole

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Fonte: il sole24 ore.it

Chi frequenta i social network, e solo su Facebook parliamo di oltre 20 milioni di italiani, non ha le idee particolarmente chiare circa le politiche di accesso e di gestione dei dati personali applicate dalle aziende che offrono tali servizi. In altri termini non conosce come dovrebbe diritti e doveri concernenti la questione della privacy.
L’indicazione arriva da un’indagine della società specializzata in comunicazione digitale Siegel+Gale, secondo cui oltre la metà degli iscritti a Facebook e Google+ lamentano l’ignoranza di cui sopra e solo meno di un terzo è in grado di comprendere le policy dopo averle lette e consultate online.

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martedì, 07 febbraio 2012

Phishing. Iniziative per contrastarlo

phishing,truffe,internet,online,google,microsoft,facebook,pay palGoogle, Microsoft, Facebook e altri giganti del web come Yahoo, Aol, e PayPal, hanno stretto un'alleanza per fronteggiare il fenomeno del phishing, ovvero la sottrazione di dati "sensibili" attraverso la posta elettronica.
Insieme con la Bank of America, è stato creato Dmarc (Domain-based Message Autentication, Reporting and Conformance), un complesso di specifiche tecniche volto a fornire un'identificazione sicura di mittenti e messaggi.

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lunedì, 01 novembre 2010

Internet: Telecom Italia accusa Apple, Google, E-bay, Skype e Facebook di parassitismo

google.png I big Usa di Internet, come Apple, Google, E-bay, Skype e Facebook “sfruttano commercialmente la rete senza contribuire ai costi”, con il rischio di “compromettere la sostenibilità economica dell’attuale modello di business delle Tlc”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabé, intervenendo al convegno ‘Le telecomunicazioni in Italia’, organizzato da Asstel. “Quello che sta avvenendo - ha spiegato Bernabé - è che, dopo aver eliminato, correttamente, il monopolio dalle infrastrutture di trasporto e di accesso, si rischia di creare le condizioni affinché le posizioni dominanti, costituitesi al di fuori della filiera Tlc, possano gradualmente estendersi nel segmento degli operatori di rete. Stiamo parlando delle posizioni dominanti dei fornitori di soluzioni, servizi e applicazioni digitali, spesso localizzati Oltreoceano, quali Apple con I-tunes e l’application store, Google con online advertisement e E-bay, Skype con il suo Unmanaged voip, Facebook con il social-networking”. Bernabé ha sottolineato, a questo proposito, che “oltre a drenare quote crescenti di ricavi”, questi grandi fornitori “stanno assumendo sempre più rapidamente la fisionomia di operatori integrati nel settore delle reti Tlc”. Un problema che, “se non affrontato con la dovuta tempestività e consapevolezza”, rischia di “compromettere la sostenibilità economica dell’attuale modello di business delle Tlc”. Secondo Bernabé, infine, non va dimenticato che questi operatori “sottraggono risorse anche all’erario, in quanto essendo localizzati all’estero pagano imposte solo sugli utili generati in Italia”.

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sabato, 07 agosto 2010

Google, i link sponsorizzati anche per chi non è titolare del marchio

google.gifSvolta di Google in Europa sugli annunci pubblicitari: a partire dal 14 settembre quando verranno fatte ricerche internet su un marchio registrato tra i collegamenti 'sponsorizzati' non compariranno piú unicamente quelli del titolare del marchio. Finora ai titolari di marchi era consentito richiedere l'esclusiva su questi link che - a pagamento - vengono elencati in alto nella pagina, ma lo scorso marzo una sentenza della Corte di giustizia europea aveva ritenuto illegittima questa esclusiva.
Cosí Google ha deciso di adeguarsi, portando in Europa un regime sul link pubblicitari già in vigore negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Il motore di ricerche sul web del gruppo internet americano resta solidamente il piú utilizzato al mondo.
In pratica, da metà novembre chi dovesse effettuare una ricerca ad esempio su un marchio automobilistico, invece di trovare solo i link ai siti della casa produttrice potrà vedersi elencare anche collegamenti a pagine web di meccanici, concessionari o rivenditori di pezzi di ricambio. Ad annunciare il nuovo regime è stato il portavoce di Google sulla pubblicità in Europa, Ben Novick.

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lunedì, 07 giugno 2010

U.E. - Privacy. Gestori europei alla Commissione: controllate Google, Yahoo, Facebook

facebook.jpgCon una lettera indirizzata ai commissari europei Neelie Kroes, responsabile per la Digital agenda, e Viviane Reding, responsabile per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, l'Associazione degli operatori europei di telecomunicazioni (Etno) ha sollevato il problema del rispetto della privacy dei consumatori da parte degli Internet Player. Mentre la Commissione si appresta a rivedere la Direttiva europea sulla protezione dei dati personali, ''gli internet players, di cui la maggior parte hanno sede al di fuori dell'Ue, basano il loro modello di business sulla profilazione dei dati dei clienti online e sulla pubblicita' comportamentale, godendo di un'applicazione piu' leggera del regime di protezione dei dati personali''. Infatti, continua la lettera alla Commissione, alcune aziende non europee non rispettano la normativa europea in materia di protezione dei dati e conservano i dati personali per periodi piu' lunghi rispetto a quelli previsti dalla normativa'', con la conseguenza che i consumatori e le aziende incontrano incertezza rispetto ai loro diritti e alla protezione legale degli stessi. E' necessario, sostengono gli operatori europei, che ''vi siano standard europei di protezione dei dati dei consumatori indipendentemente dal luogo in cui i dati sono trattati''. Ma non solo, ''condizioni paritarie sono necessarie per permettere anche alle imprese europee di competere su un mercato molto promettente con i cosiddetti operatori ''over the top'', vale a dire Google, Yahoo, Facebook.

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sabato, 15 maggio 2010

Microsoft lancia il nuovo Office che allarga la sfida con Google

MICROSO.jpgda L'Avvenire

Microsoft ha lanciato il 12 maggio la versione aggiornata di Office per le aziende, il pacchetto informatico usato da 500 milioni di persone. La maggiore novità è il passaggio al sistema «cloud», che consente agli utenti di manipolare documenti savati su server remoti da qualsiasi luogo. Cioè il terreno su cui già lavora Google, che nel giorno dell’esordio del nuovo Office ha invitato gli utenti a utilizzare il suo Docs.

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giovedì, 22 aprile 2010

«Privacy, su Internet non tutto può essere permesso» .I motivi della condanna di Google per il video su Down

CENSU.jpgda L'Avvenire

Per la legge non esistono zone franche, nemmeno su Internet. E in base alle norme sulla privacy i dirigenti italiani di Google sono responsabili dei contenuti dei loro siti. Per questo sono stati giudicati colpevoli.
Questi alcuni dei principi affermati nelle motivazioni della sentenza con la quale lo scorso febbraio il tribunale di Milano ha condannato a sei mesi di reclusione tre fra dirigenti ed ex dirigenti di Google, ritenuti colpevoli di violazione delle norme sulla privacy per non aver impedito la pubblicazione di un video in cui si vede un minore Down insultato e umiliato dai compagni di classe sul sito Google Video. La «sconfinata prateria di Internet» non può essere quel luogo «dove tutto è permesso e niente può essere vietato». Esistono «leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una responsabilità penale », si legge in uno dei passaggi delle motivazioni depositate dal giudice Oscar Magi. «Google Italy trattava i dati contenuti nel video caricati sulla piattaforma e ne era responsabile». L’infor­mativa sulla privacy secondo Magi era del tutto carente «e comunque o talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inef­ficace per i fini previsti dalla legge». Motivazioni a cui Google ha reagito sostendo che la condanna «attacca i principi
stessi su cui si basa Internet ». Se questi non venissero rispettati, «il Web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici che porta con sé».
La sentenza, che ha suscitato un’eco internazionale, aveva suscitato la reazione della stessa ambasciata americana in Italia, che si era detta «delusa» dal verdet­to, citando le parole del segretario di Stato Hillary Clinton, la quale nella polemica dei mesi scorsi con la Cina sulla censura ha definito Internet libero come un «diritto umano».
(N.S.)

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mercoledì, 21 aprile 2010

Gmail: attaccato il 'cuore' della posta elettronica di Google

gmail.jpg

Da quando nello scorso mese di gennaio Google annunció di avere subito ripetuti attacchi informatici al suo sistema, l'esatta natura e le conseguenze di queste violazioni erano rimaste 'segrete'. Ma una fonte del New York Times vicina all'indagine sulla vicenda, ha rivelato che sarebbe stato violato anche quello che Google considera uno dei suoi fiori all'occhiello: il sistema di password che controlla gli accessi di milioni di internauti alla maggior parte dei servizi Web offerti dalla società Usa.
Il programma, nome in codice Gaia, sarebbe stato attaccato per due giorni nello scorso mese di dicembre. Secondo quanto riferito, invece, gli Hacker non avrebbero 'rubato' le password degli utenti di Gmail. La società americana, in ogni caso, dopo questo attacco informatico ha rapidamente proceduto a una serie di cambiamenti per la sicurezza della rete: non è chiaro peró se gli hacker siano riusciti a rubare informazioni di cui Google al momento non è ancora a conoscenza, ha fatto sapere la fonte. Google, in ogni caso, continua a utilizzare il sistema Gaia, conosciuto anche come 'Single Sign-On' perchè permette agli internauti di digitare la propria password una sola volta per potere accedere a specifici servizi.
Intanto gli utenti Gmail in Sudafrica sono stati invasi da spam. 

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lunedì, 22 marzo 2010

Google: addio alla Cina? Lunedi' l'annuncio

google-cina_t.jpgE' finita, addio alla Cina. Google potrebbe abbandonare il mercato cinese, il maggiore al mondo per numero di utenti Internet, già il 10 aprile. L'annuncio ci sarà lunedí prossimo, l'epilogo di uno scontro tra il motore di ricerca e le autorità di Pechino sulla censura, che si è aggravato a gennaio con una serie di attacchi informatici e violazioni di account di posta elettronica. E' quanto riporta il quotidiano cinese China Business News, citando fonti della stessa azienda statunitense.
Il ritiro verrebbe annunciato ufficialmente lunedí prossimo, 22 marzo, insieme alle decisioni dell'azienda riguardo al personale cinese: ai dipendenti sarebbe stato già offerto di lavorare o nelle sedi statunitensi oppure nella regione dell'Asia-Pacifico, il che secondo il quotidiano sembrerebbe implicare la chiusura del motore di ricerca Google.cn piuttosto che una sospensione totale delle attività.
Minacce, frasi intimidatorie. La tensione tra Google e la Cina nelle ultime settimane era salita alle stelle. L'ultima provocazione, lo scorso week end. Li Yizhang, ministro dell'informazione e della tecnologia, aveva avvertito Google: "ci saranno serie conseguenze, se Google non rispetterà le leggi e le nostre regole". Aggiungendo : "Se insistete ancora a voler sfidare le leggi cinesi, lo ripeto: vi comportate in modo ostile e irresponsabile".

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giovedì, 25 febbraio 2010

Dirigenti Google condannati per video 'lesivo' caricato da un utente

bulls.jpgTre dirigenti di Google sono stati condannati a 6 mesi di reclusione per violazione della privacy in relazione al filmato che riprende le angherie subite dai compagni di classe a un ragazzo down, caricato sul motore di ricerca nel 2006. I tre sono stati invece assolti dall'accusa di diffamazione. L'episodio era accaduto nell'istituto tecnico Steiner di Torino.  Una sentenza che, se fosse confermata nei gradi successivi, potrebbe mettere a rischio in Italia siti che ospitano contenuti e commenti degli utenti di Internet, come appunto Google Video e Youtube.

'Siamo molto soddisfatti perche' con questo processo abbiamo posto un problema serio, ossia la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa'. Lo hanno affermato il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e il Pm Francesco Cajani, al termine del processo milanese.
I Pm avevano chiesto la condanna di tutti e quattro i dirigenti di Google imputati, a pene comprese tra i sei mesi e un anno di reclusione. Un dirigente, invece, e' stato assolto perche' il giudice per lui e per gli altri imputati non ha riconosciuto l'accusa di diffamazione. 'La tutela della persone e' fondamentale nella societa' di oggi - hanno spiegato Robledo e Cajani -. E la liberta' di impresa non puo' mai prescindere dalla tutela della dignita' umana, come ha dimostrato questo processo'. Questo, secondo Robledo e Cajani, 'non e' stato un processo sulla liberta' della rete come alcuni hanno detto. Si e' posto invece per la prima volta in Italia un problema serio sui diritti della persona nella societa' di oggi'.

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