giovedì, 22 settembre 2011
Giustizia, Ordine avvocati: con manovra Governo ennesimo aumento dei costi per il cittadino
L'insieme delle manovre estive del governo 'comporta un ulteriore aggravio dei costi per il cittadino che ha un diritto da tutelare davanti all'autorita' giudiziaria'. Lo ha dichiarato Sergio Paparo, presidente dell'Ordine degli avvocati di Firenze, secondo cui 'ci sono ulteriori aumenti dei costi per accelerare la giustizia, e si interviene con tagli al comparto giustizia, che viene usato per reperire risorse finanziarie senza rendergli niente'.
Gia' la manovra economica di luglio, ha ricordato Paparo a margine di un convegno a Firenze, portava con se' 'un aumento indiscriminato dei costi d'accesso alla giustizia: ha aumentato il contributo unificato, ha previsto uno stralcio penalizzante per i contribuenti del contenzioso tributario in corso, e' intervenuta pesantemente e come al solito in maniera schizofrenica'.
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sabato, 01 maggio 2010
TARANTO: IL FORO DELL’INGIUSTIZIA. ANOMALIA SOTTACIUTA DAI MEDIA E LEGITTIMATA DALLE ISTITUZIONI.
da Antonio Giangrande -Presidente Associazione Contro Tutte le Mafie
Per gli errori giudiziari non ci sono avvocati locali che hanno il coraggio di mettersi contro i magistrati di Taranto. I Pubblici Ministeri che, presumibilmente, hanno sbagliato, intervengono in processi in cui si dovrebbe acclamare il loro errore e perseguono chi si oppone a questo stato di cose.
"Basta errori giudiziari che distruggono la vita dei cittadini. Basta impunità per i responsabili". Questo dice il dr Antonio Giangrande, Presidente della Associazione Contro Tutte le Mafie, che ha svolto una inchiesta sulla Giustizia in Italia, in generale, e a Taranto, in particolare. Una società civile che permette di tenere in carcere degli innocenti, per essere genuflessa ai poteri forti, è una società collusa e codarda. Dove c’è l’errore giudiziario, lì vi è un’omissione o un abuso d’atti di ufficio da parte del magistrato che non ha saputo o voluto cercare prove a discarico, così come la legge lo obbliga a fare. Dove c’è l’errore giudiziario, lì vi è un infedele patrocinio da parte del difensore che non ha saputo o voluto difendere il proprio cliente, spesso dovuto allo stato d’indigenza dell’indagato/imputato".
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lunedì, 19 aprile 2010
Il disastro della Giustizia italiana confermato dai dati 2009 della Corte europea
Nel 2009 l'Italia e' rimasta 'maglia nera', tra i 47 Paesi aderenti al Consiglio d'Europa, per le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo non applicate. Inoltre e' aumentato il numero dei casi irrisolti, passato dai 2.428 del 2008 a 2.471. Oltre 2 mila riguardano ad un unico problema: la lentezza dei processi.
E' quanto emerge dall'ultimo rapporto annuale del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, al quale spetta il compito di controllare che gli Stati membri diano attuazione alle decisioni della Corte di Strasburgo.
Dal documento pubblicato, si rileva che l'Italia, con il 31% di tutti i casi pendenti davanti al Comitato, rimane il Paese con piu' ricorsi da risolvere.
L'Italia e' invece scesa dal secondo al quinto posto per l'importo di indennizzi pagati - l'ammontare totale si e' piu' che dimezzato passando da quasi 10 milioni di euro a poco piu' di 4 milioni di euro - ma resta tra i 15 Paesi che pagano in ritardo quanto dovuto ai propri cittadini in base alle sentenze emessa dalla Corte di Strasburgo.
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martedì, 01 dicembre 2009
Cause condominiali e ragionevole durata del processo: l'amministratore non puo' chiedere l'equo indennizzo
Il condominio non e' esente dal problema della lunghezza dei processi.
Molto spesso, al contrario, le cause sono cosi' lunghe che cambiano i proprietari degli appartamenti con il contenzioso ancora in atto.
Le convenzioni internazionali, stipulate anche dall'Italia, riconoscono ai cittadini il diritto ad un processo, civile o penale, che debba concludersi in tempi ragionevoli.
Che cosa succede se cio' non accade?
Il cittadino, parte del processo, puo' chiedere allo Stato Italiano un indennizzo per i danni (morali e materiali) patiti quale conseguenza delle lungaggini processuali.
La legge n. 89/01, c.d. legge Pinto, disciplina il procedimento per ottenere il risarcimento del danno.
Nello specifico, a norma dell'art. 2, primo comma, della legge citata "chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha diritto ad una equa riparazione".
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