mercoledì, 11 gennaio 2012
Giochi-mostri. Mercato e pedagogia infantile
“Babbo, quando arriva la bara letto a castello?”. E' quanto mi ha chiesto, durante le feste di fine anno, mia figlia di quasi sei anni. Sul momento non ci ho fatto caso piu' di tanto, pensando fosse una qualche battuta legata al letto a castello in cui la bimba dorme a casa nostra. Ma poi ho scoperto che nella lettera che aveva scritto a Babbo Natale con la lista dei doni c'era anche questa bara... e che, non avendola ancora ricevuta dai vari Babbo Natale che le hanno portato doni presso vari parenti, si era convinta che dovesse essere il Babbo Natale del babbo (che le aveva preannunciato un proverbiale ritardo con la speranza di poterle spiegare chi in realta' fosse l'omone vestito di rosso con la barba bianca che si dice giunga sui camini con una slitta... ma per ora non ce l'ho fatta...)... il Babbo Natale del babbo, per l'appunto, a dovergliela portare.
16:00 Scritto da: consumatori in SICUREZZA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 15 gennaio 2010
Superenalotto. Aduc contraria a fissare un tetto
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Torna la febbre di vincita con il Superenalotto. In palio circa 122 milioni di euro e con l'ammontare della vincita si ripropone la vexata questio: fissare o no un tetto alle vincite? Noi siamo contrari a fissare un tetto per le vincite del Superenalotto, anzi, riteniamo che il monte premi sia troppo basso. Vediamo perche'.
In un sistema di libero mercato, chi gioca dovrebbe avere il corrispettivo del rischio. Nel caso del Superenalotto, la probabilita' di azzeccare la combinazione e' di una su 622 milioni (esattamente 622.614.630) e per una giocata di 0,5 euro (un euro per due colonne) si dovrebbe avere, in caso di vincita, 622 milioni il valore della giocata, cioe' 311 milioni di euro, ma non e' cosi'. Se il ragionamento appare assurdo si consideri il gioco della roulette. I numeri sono 36 (piu' lo zero) e nel caso di una puntata vincente su un solo numero, si riceve 36 volte la posta. Lo stesso ragionamento si dovrebbe applicare a tutti i giochi, Superenalotto compreso. C'e' una evidente disparita' tra il rischio e il premio in palio ed e' lo Stato a guadagnare perche' si prende la meta' delle entrate (49,5%).
10:00 Scritto da: consumatori in LOTTERIE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 16 dicembre 2009
Giochi e lotterie: tentare la fortuna per vincere la crisi
2008-2009, la crisi finanziaria e la recessione economica in generale colpiscono quasi tutti: diminuisce il potere d’acquisto dei consumatori, diminuisce il salario di molti lavoratori, diminuisce il fatturato delle aziende.
Quasi tutti, ma non tutti: una tendenza “inversamente proporzionale” si registra nel mercato dei giochi d’azzardo: scommesse sportive, lotterie istantanee e lotterie “tradizionali”, slot machines, videopoker, poker online, bingo, lotto, e chi più ne ha più ne metta.
Sembra che agli italiani, non potendo arricchirsi con il proprio stipendio, anzi, non riuscendo neppure a risparmiare per il futuro, non sia rimasto altro che tentare la fortuna: non possono fare grandi investimenti, ma qualche euro per una schedina del superenalotto, un biglietto della lotteria, un gratta & vinci, possono ancora permetterselo.
Effettivamente gli italiani che sperano di cambiare vita “giocando” sono molti, lo dimostra il fatturato di concessionarie come Snai, Sisal e Lottomatica: un impressionante giro d’affari di miliardi di euro.
Fortunatamente, grazie alle liberalizzazioni del 2006 e ai maggiori controlli per debellare il gioco illegale, la concorrenza in questo settore è nettamente aumentata con vantaggio anche per i giocatori/consumatori (maggiore offerta di prodotti e maggiore possibilità di vincita).
17:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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