martedì, 01 giugno 2010

ATTENZIONE:Eutelia spera che arrivi un 'salvatore'

eutelia.jpgEutelia, gestore telefonico con sede ad Arezzo, da anni alle prese con tribunali, indagini penali, manovre societarie e finanziarie dubbie, non ha ancora svoltato. Anche se ha 400.000 clienti e nell'ultimo trimestre sono aumentati di 7.000. Si attende una sorta di salvatore che entri in società. L'ultimo ipotizzato è un gruppo di manager con esperienze internazionali e che operano da decenni nel settore delle telecomunicazioni, sarebbe disposto ad entrare nella compagine azionaria di Eutelia, azienda di telecomunicazioni, per il rilancio della societa'. Lo hanno annunciato il presidente di Eutelia Leonardo Pizzichi e Gilberto Gabrielli, advisor della societa' aretina per l'operazione di aumento di capitale.

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sabato, 29 maggio 2010

Legge Bersani adottata dai gestori telefonici: testimonial per la legittimazione delle illecite penali di recesso

 bersani.gifda Aduc - di Domenico Murrone

Ingegnosi ribalta-frittata. I gestori telefonici si erano lamentati di Pierluigi Bersani quando, da ministro, abolì le penali per il recesso, ora lo hanno adottato come testimonial.
Il cliente vuole recede dal contratto? Ecco il call center che snocciola:
"come prevede il decreto Bersani, le addebiteremo i costi di disattivazione. 60 euro per la linea base; 60 euro per l'Adsl; 200 euro per il recesso dalle opzioni tariffarie X e Y".

Cifre altissime (vere e proprie penali) che prima dell'entrata in vigore del divieto, nel 2007, mai avrebbero osato chiedere.
Peggio va se a recedere è un'azienda. In questo caso, il cliente 'infedele' viene punito con richieste di migliaia di euro.
Ma non finisce qui, il ribaltamento della realtà.
La legge Bersani prevede: è sempre possibile recedere ed è vietata la richiesta di penali, ma solo eventuali costi di disattivazione. L'Agcom specifica: esclusivamente le spese per cui sia dimostrabile un pertinente e correlato costo dai primi sopportato per procedere alla disattivazione o al trasferimento.
In caso di portabilità del numero, poi, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni specifica che eventuali costi di disattivazione posti a carico dell’utente non sono in linea di massima giustificati.
Quindi, in generale è possibile richiedere pochi spiccioli (visto che le operazioni sono nel 99% dei casi effettuabili tutte tramite computer) e nulla in caso di portabilità, perché le operazioni di trasferimento le effettua il gestore entrante.

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domenica, 18 aprile 2010

Assistenza clienti inesistente o a pagamento: tutti i gestori sanzionati dall'Agcom

agcom2.jpgIn totale 932 mila euro di sanzioni ai gestori telefonici, piu' o meno tutti i big della telefonia non rispettano leggi e delibere in fatto di assistenza clienti. Cosi' dopo innumerevoli segnalazioni l'Agcom ha sanzionato con multe come sempre accade troppo basse per essere un effettivo dissuasore. Di seguito il comunicato dell'Agcom. 
L’utente che chiama per un reclamo ha il diritto di conoscere il codice identificativo dell’operatore di call center e il numero della pratica che lo riguarda. Lo ha ribadito il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, riunitosi sotto la presidenza di Corrado Calabrò, che ha deliberato oggi una multa di complessivi 290mila euro a carico di Telecom Italia, Wind Telecomunicazioni, Fastweb, Tiscali Italia e Opitel-Tele2 (gruppo Vodafone).
Il giro di vite deciso dall’Agcom arriva al termine di un’intensa attività di verifica sul comportamento delle compagnie telefoniche, avviata sulla base di numerose denunce inoltrate dagli utenti. Dagli accertamenti effettuati è infatti emerso che, in violazione della delibera 79/09/CONS, gli operatori coinvolti non hanno fornito in molti casi né il codice dell’operatore nel messaggio preregistrato previsto dalla normativa, né il codice della pratica di reclamo, anche dietro richiesta esplicita da parte dell’utente.

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lunedì, 23 novembre 2009

L'Agcom boccia la norma corporativa pro-avvocati: no all'obbligo di legali per le conciliazioni con gestori telefonici e pay tv

agcom.jpgL'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, Agcom, ha inviato una segnalazione al governo sui recenti disegni di legge in tema di ordinamento forense nonche' sulla Legge Delega 69/2009 in materia di riforma del processo civile. Nella segnalazione l'Agcom sottolinea che alcune disposizioni relative alle conciliazioni e ai procedimenti davanti alle Autorita' indipendenti risultano mal compatibili con le norme comunitarie gia' vigenti a tutela degli utenti dei servizi di comunicazioni elettroniche.
''In particolare - si legge in una nota dell'Autorita' - non puo' essere condivisa la scelta di obbligare gli utenti ad avvalersi della difesa tecnica di un avvocato nelle
procedure di conciliazione e nei procedimenti davanti alle Autorita': la direttiva 2002/22/CE, infatti, che regola i diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, stabilisce che ''gli Stati membri devono assicurare procedure extragiudiziali trasparenti, semplici e poco costose per l'esame delle controversie irrisolte''. E' evidente, allora, che la necessaria presenza di un avvocato, con il suo ruolo tipicamente difensivo, puo' da un lato irrigidire la semplicita' delle procedure e, dall'altro, comporta certamente un aumento dei costi che, specialmente nelle liti di ridotto valore (quali sono generalmente quelle in materia di comunicazioni elettroniche), davvero non e' auspicabile.

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