mercoledì, 04 maggio 2011
Geronzi cacciato dalle Generali: dopo appena un anno di lavoro incassa oltre 16,5 milioni di euro come liquidazione
Il siluramento dell'ex presidente di Generali Cesare Geronzi è costato alla compagnia 16,65 milioni di euro, “somma congrua secondo l'amministratore delegato Giovanni Perissinotto visto che, in caso di mancato accordo, il pensionamento d'autorità dell'ex banchiere di Marino sarebbe costato assai di più” – denuncia nel comunicato l’ADICO.
Addirittura, si legge nella nota, le Generali avrebbero fatto “un risparmio liquidando Geronzi con un'indennità di circa 1,4 milioni al mese per undici mesi di lavoro, da aggiungere allo stipendio di 2,32 milioni di euro annui, più benefit vari, come appartamenti, voli su aerei privati e faraoniche ristrutturazioni di uffici”.
E pensare che il «premio alla carriera», venti milioni di euro, l'aveva già ricevuto traghettando Capitalia in Unicredit e la sua poltrona in Mediobanca di quattro anni fa – le «gratificazioni» di Cesare Geronzi venivano proposte e votate all'unanimità dal vecchio e fedele consiglio d'amministrazione della banca romana.
Ma nella top dei campioni della finanza e dell'industria nazionale, che vantano emolumenti e liquidazioni da capogiro in testa alla classifica – ricorda indignato il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – c'è un altro Cesare, Romiti. L'ex numero uno di Fiat nel 1998 lasciò la presidenza del Lingotto con un «premio per i 25 anni di carriera» di 105 miliardi di lire, circa 66 milioni di euro.
11:00 Scritto da: consumatori in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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