giovedì, 23 febbraio 2012
Italiani non smettono di fumare per mancanza di volonta'. Ricerca
Poca, anzi pochissima forza di volontà: è questo il motivo principale per il quale gli italiano non riescono ad abbandonare il vizio delle 'bionde', del fumo: è quanto emerge da una ricerca della Fondazione Umberto Veronesi e della Fondazione Pfizer nell`ambito della Campagna No Smoking Be Happy. L`indagine, che ha coinvolto 1000 persone di età compresa tra i 30 e i 64 anni, sia ex-fumatori che fumatori, è stata organizzata anche con lo scopo di capire qual è il ruolo delle campagne antifumo e come implementare ulteriormente gli strumenti che la Fondazione Veronesi e la Fondazione Pfizer, da anni, mettono a disposizione del pubblico per prevenire l`iniziazione del fumo e favorirne il percorso di disassuefazione.
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lunedì, 30 gennaio 2012
Danni tabacco. Corte d'Appello: no a class action
Se il fumatore sceglie liberamente di fumare nella consapevolezza dei pericoli che corre, compreso quello dell'assuefazione e della dipendenza 'non puo' dolersi dei danni che per tale via riceve, giacche', in definitiva, sceglie volontariamente di procurarseli'.
Cosi' la Terza Sezione Civile della Corte d'Appello di Roma ha respinto il ricorso del Codacons contro la precedente pronuncia del Tribunale di Roma che, lo scorso 11 aprile, aveva dichiarato inammissibile la class action nei confronti di British American Tobacco Italia (Bat Italia) per il preteso danno da dipendenza che avrebbero subito i fumatori di sigarette. A renderlo noto la Bat Italia.
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martedì, 27 aprile 2010
Tabacco, la tossicodipendenza è scritta nel Dna
Il 'vizio' del fumo e' scritto nel Dna. Alcune varianti genetiche, infatti, influiscono sulla decisione di iniziare con le 'bionde', sul numero di sigarette accese e sulla capacita' di smettere. A identificare e pubblicare su 'Nature Genetics' i nuovi marcatori genetici associati all'attitudine al fumo sono stati gli scienziati del Tabacco and Genetics (Tag) Consortium, una collaborazione di 19 gruppi di ricerca internazionali, nato proprio per studiare l'influenza genetica sulla predisposizione a iniziare e smettere di fumare.
"In tutto il mondo ogni giorno si fumano piu' di 15 miliardi di sigarette e i fumatori sono stimati in 1,2 miliardi", spiega all'Adnkronos Salute il cardiologo Diego Ardissino, dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Nel Tag Consortium e' stato fondamentale il contributo dei ricercatori italiani del gruppo Ateroscerosi, trombosi e biologia vascolare coordinato da Ardissino.
"Abbiamo infatti arruolato una grossa coorte di pazienti italiani, assistiti presso 125 unita' coronariche, per eseguire un'analisi genetica completa". E scovare cosi' i 'tasselli' del Dna legati al vizio del fumo.
I dati ottenuti dai ricercatori nello studio coordinato da Helena Furberg dell'University of North Carolina (Usa), dimostrano che non solo la decisione di iniziare a fumare, ma anche quella di smettere e il numero di sigarette accese ogni giorno - misura della dipendenza dal tabacco - sono geneticamente determinati. Inoltre i dati ottenuti dal gruppo sono stati confermati da altri due studi indipendenti, pubblicati sullo stesso numero di 'Nature Genetics'. Si tratta di lavori che hanno coinvolto complessivamente oltre 140mila persone.
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