venerdì, 29 ottobre 2010

Mirtilli. Ancora solfiti

da Aduc - di Primo Mastrantoni

Mirtillo.jpgUn supplemento di solfiti per i mirtilli freschi. E' quanto ha autorizzato l'Unione europea con una nuova direttiva (1). I mirtilli sono ricchi di polifenoli, molecole antiossidanti cui sono stati riconosciuti numerosi effetti benefici. In particolare si sottolineano le propriea' favorevoli delle antocianine sui capillari della retina e sui capillari in generale. I solfiti sono additivi alimentari che agiscono primariamente come agenti antimicrobici e di controllo delle alterazioni chimiche ma possono provocare reazioni allergiche. Ricordiamo che i solfiti sono contenuti in una notevole quantita' di alimenti (vino, frutta secca, confetture, crostacei, ecc.). In epoca di globalizzazione la frutta di stagione e' quasi un ricordo, perche' si possono sempre avere tutte le tipologie di frutta, basta trasportarle da una parte all'altra del globo terrestre, anche via mare; questo tipo di trasporto puo' durare diverse settimane e l'uso di anidride solforosa e di solfiti protegge i mirtilli freschi contro la crescita di funghi. Ma non si puo' mangiare frutta di stagione visto che siamo il giardino d'Europa? La stagione dei mirtilli va da giugno a settembre. In questo periodo si possono mangiare pere, mele, caki e clementine. Si puo' aspettare il prossimo anno per mangiare i mirtilli o e' proprio necessario consumarle nel periodo invernale importandoli dal Cile? La scelta la fanno i consumatori, noi consigliamo di mangiare frutta di stagione.

(1) Direttiva 2010/69/Ue della Commissione del 22 ottobre 2010.

17:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

lunedì, 23 agosto 2010

ALIMENTARE. PIU' INFORMAZIONE PIU' VERIFICHE E CONTROLLI PIU' SANZIONI PER I TRASGRESSORI

latte.jpgda Federconsumatori

La questione del latte alla melanina cinese, anche se non dovrebbe avere nessuna conseguenza nel nostro paese, pone ancora una volta , se ce ne fosse bisogno, la questione relativa alla massima informazione e chiarezza in un settore così delicato per l’integrità della persona quale quello alimentare, Le famiglie italiane sono stanche di venire a sapere molto spesso di prodotti che nulla hanno a che fare con mozzarelle blu, ricotte rosse, prosciutti avariati senza voler ricordare polli e mozzarelle alla diossina, etichette post-datate per evitare le scadenze, ed altri traumi quali la BSE .

Ed allora, sostiene  Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori - rivendichiamo con grande determinazione per prima cosa che il

cittadino sia completamente informato della provenienza e dell’origine di tutti i prodotti, che siano intensificati verifiche e controlli all’interno e ai confini del nostro paese, che ci siano maggiori sanzioni per i trasgressori e non solo in termini amministrativi ma anche penali con relativa andata in galera e divieto permanente delle autorizzazioni a produrre ed a vendere per chi è risulti colpevole. 

12:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

giovedì, 12 agosto 2010

E poi la mozzarella a pallini rossi...

mozzarella.jpgL'istituto zooprofilattico di Lodi sta analizzando due mozzarelle con puntini e macchie rosse dopo la denuncia di una donna che ha avvertito i carabinieri, insospettita dalla strana colorazione. L'allarme e' scattato ieri pomeriggio intorno alle 18:30, quando la signora, una 31enne di Livraga, ha chiamato la centrale operativa di Codogno dopo aver aperto la busta di una mozzarella acquistata una settimana prima e averla trovata ricoperta da puntini e macchie rosse. Nessuno ha toccato o ingerito il latticino e subito sono stati contattati i Nas di Cremona che, stamane, hanno riscontrato che, su tre acquistate, anche un'altra mozzarella, ancora sigillata, aveva lo stesso problema. Ancora da chiarire il luogo dell'acquisto: il supermercato della Bassa Lodigiana dove la famiglia e' solita recarsi non vende quel tipo di prodotto e quindi i Nas stanno cercando di risalire alla catena commerciale che le mette in commercio. Finora non e' stato disposto alcun sequestro.

18:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

E ora il pollo fluorescente

pollo.jpgdi Maria Marangi

Dopo la mozzarella blu e la ricotta rossa e' il colore anomalo di un pollo finito sulla tavola di una famiglia bellunese a creare nuovo allarme. Il sospetto era che potesse trattarsi anche in questo caso del batterio pseudomonas florescens. Ma i test sui campioni dell'alimento, venduto in un discount, all'esame dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (Padova) escludono tale ipotesi.
A far intervenire i tecnici veterinari dell'Ulss 2 bellunese, come riporta il Gazzettino, e' stata una donna di Feltre (Belluno) che ha notato nei giorni scorsi una strana colorazione fluorescente nel pollo acquistato nell'esercizio commerciale.
Dopo averlo cotto in forno e averne consumato una parte, la famiglia ha notato successivamente che l'alimento aveva delle chiazze di colore anomale.
I medici dell'Ulss 2 hanno invitato il supermercato a ritirare dal commercio la partita di carne di pollo in vendita, per dare modo ai tecnici sanitari di analizzarla. Le altre confezioni non avrebbero evidenziato la presenza del batterio.

17:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

mercoledì, 11 agosto 2010

Falsi alimentari: pomodori e non solo, anche tartufi, formaggi, arance...

pomodoro.jpg

da Aduc - di Primo Mastrantoni

Non solo pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i "falsi alimentari" che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore. Se un prodotto viene dall'estero, non e' detto che sia necessariamente cattivo, dipende dalla qualita' e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perche' il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema e' dovuto al fatto che questi prodotti vengono spacciati come "made in Italy", cioe' come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando cosi' i consumatori. Cosi' i consumatori continueranno a consumare passata di pomodoro italo-cinese, a grattugiare tartufo afro-cino-albanese messo accanto a quello italiano per farne assorbire l'odore, a tagliare formaggio danese, a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, a mangiare una pizza ai funghi dell'Est Europa, a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo.
Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.

15:45 Scritto da: consumatori in TRUFFE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 25 giugno 2010

MOZZARELLE BLU: IL CODACONS VUOLE I NOMI DI GROSSISTI E DETTAGLIANTI CHE HANNO COMMERCIALIZZATO IL PRODOTTO IN ITALIA

mozza.jpgda Codacons

Il Codacons ha chiesto formalmente al Ministero della salute di rendere pubblici i nominativi delle aziende, dei grossisti e dei dettaglianti che hanno commercializzato in Italia le cosiddette "mozzarelle blu'.
"Non importa se le mozzarelle in questione sono risultate non tossiche - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - la presenza di un batterio in grado di modificarne l'aspetto, rappresenta senza dubbio un danno per i consumatori che hanno acquistato il prodotto, senza contare il danno morale legato alla paura circa possibili rischi per la salute umana connessi al consumo dell'alimento'.
"E' addirittura ipotizzabile una class action europea in favore di tutti i consumatori che hanno acquistato le mozzarelle blu - prosegue Rienzi - Azione di risarcimento che, come prevede la legge, può essere intentata non solo verso i produttori, ma anche nei confronti dei venditori, in tal caso grossisti e dettaglianti'.

12:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

domenica, 11 aprile 2010

ALIMENTARE: IL CODACONS CHIEDE PIU' CONTROLLI CONTRO LE CONTRAFFAZIONI

frodi_alimentari.jpgda Codacons

Le sofisticazioni e le contraffazioni alimentari aumentano nel nostro paese. Lo afferma il CODACONS, che fornisce i dati emersi grazie ai controlli dei Nas.
Solo dall'attivita' annuale di tale nucleo dei Carabinieri la quantita' di prodotti sequestrati e' pari a oltre 34 milioni di chili per un valore di oltre 160 milioni di euro. Frodi scovate in aziende alimentari, magazzini, ristoranti, mense scolastiche e aziendali, supermercati, punti di sbarco e dogane.
L'enorme quantita' di prodotti alimentari illegali rende l'idea dei rischi sanitari corsi dai consumatori italiani. Per questo - sostiene l'associazione - e' indispensabile incrementare i controlli in questo settore e aumentare le pene nei confronti dei trasgressori.
Il consumatore, intanto, puo' tutelarsi seguendo alcune semplici regole:

  • leggete con attenzione le etichette del prodotto sulle quali deve esserne indicata la provenienza;
  • verificate che il banco di frutta, verdura, carne, pesce ecc. esponga sempre la provenienza del prodotto;
  • controllate che sia segnalata la presenza di additivi nei cibi.


Tutti i segreti per fare acquisti sicuri e combattere le CONTRAFFAZIONI verranno resi noti domani su Raiuno alle 7:30 circa nel corso della rubrica domenicale "I consigli dell'Avv. Rienzi" all'interno di Unomattina Weekend.

16:00 Scritto da: consumatori in ALIMENTI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

mercoledì, 30 dicembre 2009

Frodi alimentari. Dna dei cibi aiuta a scoprirle

dna.jpgE' come il codice a barre usato per identificare e prezzare i prodotti al supermercato ma per l'identificazione si basa sul Dna e puo' svelare le frodi alimentari perche' proprio attraverso test del Dna svela la reale composizione dei cibi. Grazie alla tecnica, usata in un rapporto Usa, la contraffazione di prodotti alimentari e' emersa essere una pratica molto diffusa, soprattutto per carne e pesce.
Lo studio e' stato condotto alla Rockefeller University insieme con esperti dell'American Museum of Natural History, e pubblicato sulla rivista Bioscience.
E' risultato che per 11 di essi le etichette sulle rispettive confezioni dichiarano un contenuto falso rispetto a quello reale smascherato dal test del Dna.
Le analisi sono state condotte da Brenda Tan e Matt Cost che studiano presso la Trinity School di Manhattan.
Ecco qualche esempio di sofisticazioni alimentari emerso grazie al test: carne di manzo spacciata per pregiata carne di cervo; un costoso formaggio di pecora che invece era fatto con normalissimo latte di mucca; e poi ancora, al posto del caviale di storione, caviale meno pregiato derivante da uova di pesce d'acqua dolce col muso a forma di pala che vive nelle acque del Mississippi.
La tecnica del 'Dna barcoding' (letteralmente codice a barre molecolare basato sul Dna) e' una metodica molecolare sviluppata per l'identificazione dell'identita' di materiale di natura biologica (cioe' animale o vegetale); si basa sull'analisi di marcatori genetici tipici del Dna di un certo animale o di una certa pianta, per cui, anche se un cibo a base di carne e' stato molto lavorato (cotto o trattato in vario modo), il test riuscira' a dire ugualmente se si tratta di carne di un certo animale piuttosto che di un altro, perche' il Dna non si rovina e resta analizzabile anche dopo la cottura.

Continua...

17:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook