venerdì, 21 gennaio 2011
Finanziamento pubblico ai partiti. Effetti collaterali indesiderati ma prevedibili
da Aduc - di Alessandro Gallucci
I fatti di questi giorni portano nuovamente alla luce una stortura del sistema politico del nostro Paese. In Italia -e’ cosa nota, verrebbe da dire- lo Stato di diritto e’ temperato dal principio non scritto “fatta la legge, trovato l’inganno” E’ cosi’, dopo ben due referendum che ne sancivano l’eliminazione, il finanziamento pubblico ai partiti e’ tornato sotto le mentite spoglie di rimborso elettorale. Una lauta remunerazione che la partitocrazia s’e’ assegnata (per ogni legislatura ed al di la’ della sua durata) per sopravvivere e mantenere inalterato l’attuale sistema di potere. Un ginepraio tipico del nostro Paese i cui frutti sono i disastri politici ai quali ogni giorno il cittadino -suddito, disarmato e disamorato- e’ costretto ad assistere. Che cosa accadrebbe se tutto fosse come dovrebbe, se tutto fosse come già accade, per esempio, negli Stati Uniti? Probabilmente, se i partiti dovessero cercare il proprio sostentamento direttamente presso l’elettorato, si sentirebbe parlare di abolizione del canone Rai, di eliminazione del finanziamento all’editoria, di maggiore liberta’ d’espressione (3) e di liberta’ di scelta per le cure e per il fine vita . In sintesi la politica sarebbe costretta, gioco forza, a tornare ad occuparsi dei temi che le persone hanno piu’ a cuore, del vivere quotidiano e non delle dispute sul pene delle statue di palazzo Chigi.
15:00 Scritto da: consumatori in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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