giovedì, 06 maggio 2010
Farmaco antitumorale Avastina. Immagine appannata in Germania
C'è un problema per il gigante farmaceutico Roche: prima ha dovuto ammettere che il suo farmaco "faro" Avastina non serve contro il cancro alla prostata; ora, una nuova perizia ne mette in dubbio l'efficacia anche rispetto ad altri tipi di tumore. E non è escluso che le casse malattia lo eliminino dall'elenco delle prestazioni.
Nel 2009 l'antitumorale in questione (principio attivo bevacizumab) fruttò alla casa farmaceutica svizzera 4,2 miliardi di euro a livello mondiale. Ma un recente studio clinico ha dimostrato la sua inconsistenza nel trattare il tumore alla prostata. E non è finita qui. Il servizio medico dell'assicurazione malattia, Medizinisches Dienst der Krankenversicherung ( MDK) del Baden-Wuerttemberg, ha appena espresso un giudizio sul farmaco che non è esattamente lusinghiero: è un antitumorale "dall'efficacia marginale", scrive Handelsblatt, citando la perizia degli analisti. Non è dimostrato che da quando si è cominciato a utilizzarlo, nel 2005, i pazienti siano vissuti più a lungo. MDK fa notare che l'efficacia aggiuntiva di questo farmaco, usato contro il cancro al seno, all'intestino, ai polmoni e ai reni, non giustifica i 5.000 euro di costo mensile. Inoltre comporta "una notevole tossicità" e in alcuni casi favorisce le complicazioni che conducono a esiti letali, aggiunge il foglio.
11:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook









