venerdì, 01 aprile 2011
Farmaci. maggiori risparmi con distribuzione in ospedali e Asl
Razionalizzare la spesa farmaceutica ospedaliera si puo', e si deve a causa dell'arrivo di molecole sempre piu' costose e della cronicizzazione di molte patologie.
Uno dei sistemi piu' semplici ed efficaci e' la distribuzione diretta dei medicinali ai pazienti in dimissione e, nel caso di malati cronici, tramite l'Asl e in assistenza domiciliare. Lo sottolinea la Societa' Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), spiegando che un risparmio ancora maggiore e' realizzabile evitando il canale delle farmacie private: una recente indagine della Guardia di Finanza lo ha quantificato per il quadriennio 2004-2008, per i farmaci del Prontuario ospedaliero per la continuita' terapeutica a pazienti cronici e/o seguiti dalle strutture pubbliche, in poco meno di 900 (892) milioni di euro.
"Nonostante da anni i farmacisti ospedalieri e delle Asl pongano l'accento sulla distribuzione diretta dei farmaci - afferma Laura Fabrizio, presidente della Sifo - non molto e' stato fatto, se si eccettuano esperienze di distribuzione a domicilio attuate in alcune Asl di Liguria, Umbria e Calabria e altre lodevoli iniziative purtroppo isolate.
E oggi addirittura alcuni propongono l'opposto: portare alcuni medicinali di fascia H anche al di fuori dell'ospedale e delle Asl. Un controsenso, almeno per due motivi: primo, per i mancati risparmi, dato che la distribuzione diretta tramite le farmacie territoriali costa di piu' perche' vi si aggiungono le spese di distribuzione per i farmacisti privati, oneri che variano in base ad accordi regionali fino ad arrivare al 12% sul prezzo al pubblico compreso di IVA; secondo, perche' si tratta di medicinali di uso ospedaliero proprio perche' necessitano di una particolare attenzione per aspetti legati al monitoraggio dell'efficacia e degli effetti collaterali, e quindi alla loro sicurezza e appropriatezza di utilizzo, verificabili mediante il continuo controllo dei rispettivi piani terapeutici depositati presso i servizi farmaceutici del Sistema Sanitario Nazionale e il monitoraggio attraverso il Registro dell'Agenzia italiana del Farmaco (AIFA)". "Al contrario, i farmacisti delle farmacie territoriali, non conoscendo il piano terapeutico - spiega Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO - non sono in grado di valutare l'appropriatezza prescrittiva che e' il parametro piu' avanzato e complesso sul quale anche gli studi piu' recenti ci dicono sia necessario agire per diminuire ulteriormente la spesa, in particolare per i farmaci complessi che necessitano di un monitoraggio intensivo come quelli ospedalieri e innovativi".
17:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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