giovedì, 19 gennaio 2012
GrinTuss e le anomalie dei dispositivi medici
A novembre abbiamo ricevuto questa segnalazione da parte di un nostro lettore: “La ditta Aboca sta producendo e commercializzando GrinTuss, uno sciroppo per la tosse formulato con Grindelia, Piantaggine, Elicriso. Lo ha registrato come “dispositivo medico CE” di classe I (con la sola autocertificazione del produttore al Ministero della Salute!). Vorrei che Vi faceste sentire, grazie. F.P”.
Noi ci siamo fatti sentire dopo aver accertato l’anomalia con Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori: “”Il fatto che si tratti di un prodotto erboristico non si significa di per sé che è innocuo per l’organismo”.
16:04 Scritto da: consumatori in SALUTE | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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giovedì, 06 maggio 2010
Farmaco antitumorale Avastina. Immagine appannata in Germania
C'è un problema per il gigante farmaceutico Roche: prima ha dovuto ammettere che il suo farmaco "faro" Avastina non serve contro il cancro alla prostata; ora, una nuova perizia ne mette in dubbio l'efficacia anche rispetto ad altri tipi di tumore. E non è escluso che le casse malattia lo eliminino dall'elenco delle prestazioni.
Nel 2009 l'antitumorale in questione (principio attivo bevacizumab) fruttò alla casa farmaceutica svizzera 4,2 miliardi di euro a livello mondiale. Ma un recente studio clinico ha dimostrato la sua inconsistenza nel trattare il tumore alla prostata. E non è finita qui. Il servizio medico dell'assicurazione malattia, Medizinisches Dienst der Krankenversicherung ( MDK) del Baden-Wuerttemberg, ha appena espresso un giudizio sul farmaco che non è esattamente lusinghiero: è un antitumorale "dall'efficacia marginale", scrive Handelsblatt, citando la perizia degli analisti. Non è dimostrato che da quando si è cominciato a utilizzarlo, nel 2005, i pazienti siano vissuti più a lungo. MDK fa notare che l'efficacia aggiuntiva di questo farmaco, usato contro il cancro al seno, all'intestino, ai polmoni e ai reni, non giustifica i 5.000 euro di costo mensile. Inoltre comporta "una notevole tossicità" e in alcuni casi favorisce le complicazioni che conducono a esiti letali, aggiunge il foglio.
11:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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