giovedì, 08 luglio 2010
Farmaci biosimilari, un paziente oncologico su due non li conosce
I farmaci biosimilari sono già una realtà nella pratica clinica ma restano un`incognita per un malato di tumore su due. Sei pazienti su 10 non sanno dire se queste molecole, simili ma non uguali all`originale `biotech`, siano già disponibili in Italia e il 46% ignora i possibili effetti collaterali. In mancanza di informazioni certe, solo il 15% sarebbe peró disposto a cambiare il farmaco biologico che assume con una "copia" se il medico glielo proponesse e appena l`8% ritiene il minor costo un motivo valido per sostituire la propria terapia.
Sono i risultati del primo sondaggio nazionale sui pazienti promosso dalla fondazione dell`associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in collaborazione con la società italiana di nefrologia (Sin), la federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) e l`associazione italiana malati di cancro, parenti e amici (Aimac) condotto nel giugno 2010.
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giovedì, 17 giugno 2010
Farmaci generici e biosimilari, l'Aifa lancia sistema alternativo di controllo
Prevedere gli effetti dei farmaci, in particolare dei generici e dei biosimilari, le eventuali reazioni avverse e i limiti di efficienza sull'uomo. Questi gli obiettivi del nuovo progetto qualita' e sicurezza presentato dal direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Guido Rasi, intervenuto a un incontro fra aziende farmaceutiche e agenzie regolatorie italiane e americane a Washington DC (Usa).
"Il progetto - ha detto Rasi - avra' come particolare riferimento i farmaci generici, biosimilari e contraffatti e si prefigge l'obiettivo di mettere a punto un sistema alternativo a quelli attualmente in uso, che permetta una valutazione di specifici parametri chimici e chimico-fisici per ottenere informazioni sui farmaci analizzati, anche in termini di equivalenza farmaceutica".
"Con le piu' moderne tecniche disponibili si procedera' all'individuazione e alla validazione di metodi che, anche al fine dell'attivita' regolatoria, permettano di ottenere una maggiore attendibilita' scientifica e possano rappresentare una valida alternativa dal punto di vista della sostenibilita' economca delle analisi attualmente condotte". Le attivita' saranno incentrate su controllo della sostanza attiva, valutazione della biodisponibilita' attraverso studi di farmacocinetica su modello animale e definizione di un modello bioinformatico predittivo di bioequivalenza nell'uomo.
16:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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