martedì, 14 febbraio 2012

Con i soldi dei falsi invalidi la camorra paga gli stipendi del clan

falsi invalidi,camorra,inps,pensione,invalidità,truffa,arresti,clanda IL MATTINO - di Leandro Del Gaudio

NAPOLI - Hanno individuato il regista, hanno le idee chiare sui procacciatori d’affari, ora puntano a chiudere il cerchio: le pensioni di anzianità, quelle assegnate ai finti disabili, sono state per anni controllate dalla camorra . Più chiaramente: la camorra si è servita del sistema dei falsi invalidi per stipendiare i propri affiliati, per assicurare la cosiddetta «mesata» alle famiglie di detenuti, a uomini e donne inserite a pieno titolo nelle proprie fila. Poggioreale, dopo arresti e sequestri di conti correnti, qualcosa si muove. Una settimana di interrogatori di garanzia, a galla ci sono nuovi elementi.

Continua...

martedì, 11 maggio 2010

Scovati 30mila falsi invalidi e 60mila lavoratori in nero

INPS.jpgda L'Avvenire

L’ Inps accelera il contrasto alle false invalidità: nel 2009 i controlli sanitari hanno portato a revocare il sussidio nel 15% dei 200mi­la casi esaminati. In pratica sono stati scovati 30mila «furbet­ti ». Inoltre il contenzioso giudiziario registra «un netto miglioramento» della quota di giudizi che si concludono a favore dell’Istituto, e la rifor­ma del sistema dell’invalidità che assegna all’Inps un ruolo chiave nel­­l’attivare la prestazione garantisce un taglio degli abusi. Nel contempo il rapporto annuale Inps registra una crescita della spesa per il capito­lo invalidità: l’anno scorso sono stati spesi 16 miliardi di euro(+4,8%) per pagare le indennità a 2,6 milioni di persone, cui si aggiungono altri due milioni di inabili professionali. Si prevede un’ulteriore crescita a 17 miliardi quest’anno. Segno che la questione dell’invalidità non si esau­risce nella lotta agli abusi. Per chi ha diritto al sussidio intanto si ridu­cono i tempi di attesa: da una media che sfiorava l’anno, l’Inps garan­tisce un massimo di 120 giorni. Accele­ra anche il contrasto al lavoro sommer­so. Nel 2009 sono stati scoperti quasi 20mila imprese o lavoratori autonomi non iscritti e 60mila dipendenti in ne­ro, per un totale di 1,5 miliardi di euro di contributi evasi accertati. In totale, l’anno scorso l’Inps ha recuperato 4,6 miliardi di evasione contributiva (+66% rispetto al 2008).

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venerdì, 12 febbraio 2010

RC AUTO: è possibile ridurre le tariffe

auto.jpgda Adiconsum

Da anni Adiconsum dichiara che il processo delle riforme nella RC Auto non è terminato elencando all’Ania ed agli altri soggetti interessati i punti di criticità che devono essere affrontati con grande urgenza. Ecco i più significativi:

  1.  Frodi e speculazioni. I dati ufficiali sui sinistri portano le prime oltre il 2% ma in aree come la Campania si stima possano arrivare anche al 20%. Meglio non va sotto il profilo delle vetture non assicurate o utilizzanti Certificati assicurativi contraffatti. Questi raggiungono punte anche del 30%. Il pagamento degli incidenti procurati da questi veicoli ricade su tutti coloro che puntualmente e concretamente pagano la polizza, attraverso il Fondo vittime della strada che li rimborsa. Basterebbero poche risorse per varare una vera Agenzia Antifrode con compiti specifici di monitoraggio e contrasto del fenomeno.
  2. Falsi invalidi. Introdurre la rendita vitalizia nei risarcimenti per danni gravi alla persona al posto della liquidazione di capitale. Questo meccanismo smaschererebbe i numerosi casi di falsi invalidi. Regolarizzare, con la promulgazione del decreto ministeriale mancante in tema di danno alla persona, le invalidità permanenti dal 10% di IP al 100% di IP.
  3.  Aumento artificioso dei danni. Un malcostume, oramai di moda, reso possibile dai tempi lunghi di denuncia del sinistro (fino a 2 anni dopo l’evento). Basterebbe un bonus sulla polizza a chi favorisse l’intervento del perito in tempo reale sul campo del sinistro, o a chi documentasse fotograficamente il campo del sinistro.
  4. Rendite di posizione. Sono tutti quei costi a favore degli studi legali, spesso non fatturati, perché inseriti nel sinistro e contabilizzati come spese accessorie. Basterebbe rilanciare la conciliazione ed inserire nel risarcimento diretto l’intervento di periti e medici terzi, la cui valutazione conclusiva impegni le parti. Tali meccanismi possono essere favoriti da abbattimenti del costo polizza. Tale meccanismi permetterebbero risparmi fino al 30% dei risarcimenti che potrebbero essere utilizzati per incentivare chi utilizza tale procedura.
  5. Riparazione del veicolo. L’applicazione dell’art 14 del regolamento attuativo del risarcimento diretto è stato disatteso da sconti inesistenti a chi avesse favorito l’intervento ripartivo del veicolo dal proprio assicuratore. Anche ai fini della sicurezza della circolazione, realizzare un libretto di vettura che riporti ogni intervento riparativo eseguito sul veicolo con una foto del danno.
  6. Servizio all’assicurato. Le compagnie devono, inoltre, dirci come intendono garantire il servizio a tutti quei contratti sottoscritti dai consumatori del sud considerate le numerose chiusure di agenzie ed uffici diretti in questi territori.

Queste criticità, ad avviso di Adiconsum, possono essere affrontate (e risolte) con strumenti semplici, e di facile applicazione che impongono una precisa volontà di tutti gli attori, ma non viene fatto nulla.

Adiconsum le ha proposte e riproposte negli incontri con l’Ania, ma senza alcun risultato. La conclusione che sembra scaturirne è: la maggiore spesa per i sinistri rappresenta un vero e proprio business per le compagnie da trasformare in tariffe elevate per allontanare (eludendo l’obbligo a contrarre) dalla RC Auto gli utenti o le zone da Loro ritenute a rischio.

14:00 Scritto da: consumatori in ASSICURAZIONI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook