venerdì, 17 febbraio 2012
Farmaco salvavita dodici volte più caro: la denuncia dell’Adico
Da alcuni mesi un farmaco salvavita, la benzilpenicillina (penicillina G), utilizzata nei pazienti con malattie reumatiche croniche gravi (compromissione di organi quali il rene, delle articolazioni, delle valvole cardiache) e per curare faringiti da streptococco beta-emolitico, è passato dalla fascia A, con un costo per il paziente di 2 euro, alla fascia C, cioè a totale carico dei cittadini, al costo di 24 euro.
Riteniamo vergognoso che il costo del farmaco sia rincarato del 1200% – dichiara il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – un aumento insostenibile per i malati e le loro famiglie ed inaccettabile, specie quando il farmaco viene utilizzato per cure di patologie croniche.
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martedì, 14 febbraio 2012
Caro cibo, la spesa è aumentata di 1 euro al giorno
Prima c’è stato lo sciopero dei tir, che ha sollevato denunce di rincari su frutta e verdura. Poi il gelo di questi giorni, con il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania che si è sentito di suggerire: “Non comprate la zucchina se costa 7-8 euro al chilo. Passate oltre”. Il risultato è che il carrello della spesa è aumentato in sole tre settimane: per Adiconsum, i rincari sono di quasi 1 euro al giorno, oltre 16 euro al mese, equivalenti a 201 euro l’anno.
Il costo di un ipotetico carrello della spesa (dove ci siano pane a pasta, latte e uova, mozzarella, carne e pesce, frutta e verdura) è passato da 37,75 euro dal 17 gennaio 2012 a 38,59 euro attuali: sono 84 centesimi in più al giorno, che significano 16,80 euro al mese e 201,60 euro l’anno.
16:00 Scritto da: consumatori in PREZZI, SPESA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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giovedì, 12 gennaio 2012
Stop al cambio in euro, rischia di perdere 10 milioni di lire. Adico: «Il decreto non venga convertito o via ad azioni legali»
P.V., consumatrice veneziana, non sapeva del provvedimento del Governo Monti. Il presidente Garofolini: «Chi ha risparmi in pericolo si rivolga ai nostri uffici per assistenza».
Una scadenza anticipata di tre mesi, che potrebbe costare – secondo i dati Bankitalia – 1 miliardo e 300 milioni di euro agli ignari cittadini italiani. Quanti sanno, infatti, che all’interno del decreto “Salva Italia” era presente una norma che anticipava al 6 dicembre scorso, data della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, il termine ultimo per cambiare le vecchie lire in euro? Stando al numero di persone che soprattutto durante il periodo festivo si sono rivolte ad Adico Associazione Difesa Consumatori, gli informati sono una minima parte: tantissimi cittadini infatti intendevano approfittare proprio delle ferie natalizie per recarsi alla filiale più vicina della Banca d’Italia e cambiare i gruzzoletti più o meno consistenti di banconote e monete del vecchio conio, magari per affrontare con maggior tranquillità le spese per i regali di Natale vista la crisi.
00:05 Scritto da: consumatori in RISPARMIO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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