venerdì, 30 marzo 2012

Eurispes: economia sommersa è ammortizzatore della crisi

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L’economia sommersa è diventata uno dei principali ammortizzatori della crisi economica. In Italia muove ormai 540 miliardi di euro, spiega l’Eurispes in un rapporto pubblicato oggi, ed è un fenomeno trasversale che interessa ampie fasce sociali in cui rientrano lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti. C’è chi deve fare un secondo lavoro per arrivare a fine mese e chi arrotonda con l’economia informale. Il risultato è che l’Italia ancora resiste, in un contesto economico difficilissimo, perché le risorse del sommerso consentono alle famiglie di arrivare a fine mese.

A dirlo è l’Eurispes nel suo rapporto “L’Italia in nero”, uno studio sull’economia sommersa in Italia realizzato insieme all’Istituto di Studi Politici San Pio V. L’analisi evidenzia che esiste uno “spread” fra la ricchezza dichiarata e il benessere reale di cittadini e famiglie, che al bilancio di una famiglia media che viva dignitosamente mancano mille euro al mese, e che l’economia sommersa è diventata uno strumento per ammortizzare la crisi economica.

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lunedì, 19 marzo 2012

Prestiti e rate: secondo Eurispes peggiorata la situazione economica degli italiani

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Dall’ultima ricerca Eurispes sulle condizioni economiche del Paese si evince che gli italiani denunciano (74,8% del campione) un peggioramento della propria situazione finanziaria durante gli ultimi dodici mesi.
In relazione al fattore età sono i più anziani a testimoniare un’inclinazione della propria condizione economica nel corso dell’ultimo anno oltre la media: 81,5% rispetto al 74,8%. Oltre un quarto del campione (26,2%) ha effettuato una richiesta di prestito bancario negli ultimi tre anni, per rispondere alle esigenze di base. Nelle prime posizioni si trovano il mutuo per l’acquisto della casa (41,9%) e il pagamento di debiti accumulati (33,1%).

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mercoledì, 27 gennaio 2010

EURISPES: Fiducia italiani: bene Napolitano e magistratura, male Governo, scuola, sindacati e partiti

napolitano.jpgdi Angela Abbrescia (Ansa)

Il massimo della fiducia la danno al capo dello Stato, ma anche ai magistrati non va male, mentre per governo, scuola, sindacati e partiti e' 'pollice verso': l' Eurispes, come ogni anno, misura la temperatura del rapporto tra gli italiani e le istituzioni. Che nel complesso segnala un' inversione di tendenza rispetto al progressivo allontanamento registrato negli anni scorsi, anche se non per tutte.
L'istituto di Gian Maria Fara anticipa i dati di uno dei sondaggi contenuti nel Rapporto Italia 2010 - che sara' presentato venerdi' prossimo - realizzato grazie ad interviste dirette tramite questionario somministrato a 1.191 cittadini e che si e' concluso agli inizi del gennaio 2010.
In generale, quindi, la fiducia accordata dai cittadini alle istituzioni e' salita di ben 28,5 punti percentuali, passando dal 10,5% del Rapporto 2009 al 39% del 2010. Di pari passo cala del 10% la quota di italiani che esprimono una diminuita fiducia, che si attesta al 45,8%.
IL CAPO DELLO STATO - E' ad altissimo gradimento: la fiducia, gia' alta, nell'operato di Giorgio Napolitano ha spiccato il volo quest'anno sfiorando il 70% dei consensi. Un balzo di circa 6 punti sull'anno precedente. E questo vale soprattutto per gli over 65 (73,3%) e tra coloro che hanno tra 45 e 64 anni (73,7%).
In ogni caso, il consenso tocca tutte le fasce di eta' e non scende mai al di sotto del 60%.
GOVERNO - Qui la fiducia cala, anche se di poco: i positivi sono il 26,7% contro il 27,7% del 2009. Il dato e' comunque costante negli ultimi anni, sia che si tratti di un governo di centrodestra che di uno di centrosinistra. Mostrano maggiore fiducia i cittadini del Nord-est (29,4%) e quelli di destra e centrodestra, mentre il livello piu' basso e' nelle isole e nelle persone di sinistra e centrosinistra. Agli stessi livelli la fiducia nel PARLAMENTO: 26,9% contro il 26,2% del 2009, con percentuali piu' alte nelle persone di destra, centrodestra e centro e piu' basse a sinistra e centrosinistra.

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