giovedì, 03 maggio 2012
PIL senza appeal
di Mauro Artibani
Prodotto Interno Lordo: sistema che misura il rendimento dell'attività economica.
Per convenzione, il valore complessivo dei beni e servizi, destinati ad usi finali, prodotti all'interno di un paese in un definito intervallo di tempo.
Oddio, non proprio se si prende la formula keynesiana: Y=C+G+(I+S)+X.
Dove Y è il Pil, in Italia nel 2009 = 1.596.000.000.000 ?
C, la spesa privata.
G, la spesa pubblica.
I, la spesa per investimenti delle imprese.
S, la spesa per le scorte delle imprese.
X, il saldo commerciale.
Altro che misura della produzione; misura invece del consumo. Ad esser pignoli non è nemmeno un prodotto bensì una somma, seppur algebrica. fatta di + e -.
Guistappunto, domanda aggregata.
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martedì, 24 aprile 2012
La crescita economica tra il dire e il fare
Crescita, crescita, crescita, per uscire dalla crisi senza se, senza ma.
Si, insomma +Pil. Quel pil, che per quanto abbia perduto l'appeal dei giorni migliori resta lo strumento che misura l'aumento della ricchezza generata nel corso di un anno.
Bene, andiamo al sodo: questo pil non misura quanto prodotto, misura invece il consumato- Non è neppure un prodotto bensì una somma, seppur algebrica: l'equivalente della spesa effettuata dagli agenti economici; nella fattispecie la spesa privata, quella pubblica, quella per gli investimenti produttivi, quella per le scorte di magazzino delle imprese, fino alla spesa estera.
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giovedì, 22 marzo 2012
Suvvia famiglie, ce la faremo
Dai resoconti ufficiali degli organismi internazionali risulta che le famiglie italiane sono sempre più indebitate.
Tra prestiti e mutui il ricorso a banche e finanziarie sfiora la soglia dei 300 miliardi. Di questo monte, 51 miliardi sono l'intero appannaggio del Credito al Consumo, con una crescita dell'11,2% annuo.
Insomma, cifre alla mano, stiamo facendo un buon lavoro, consumiamo a rotta di collo.
Si può fare di più?
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venerdì, 16 marzo 2012
...“facciamoaffari.it: il primo sito (tutto italiano) dove a cercare il prezzo migliore non è il compratore ma il venditore!”
Abbiamo ricevuto presso la nostra redazione una singolare segnalazione. Incuriositi dalla stravaganza dello slogan abbiamo deciso di approfondirne i contenuti contattando uno degli ideatori di questo nuovo servizio on-line che, con coinvolgente entusiasmo, ci ha illustrato a grandi linee l’originale idea.
La premessa, afferma Vincenzo Petrucci, è tutta nella volontà di restituire forza contrattuale al compratore, vero leader del mercato, che però, specie sul web, ha visto ridurre sempre più spesso la possibilità di negoziare in prima persona.
I vari sistemi trova-prezzi, le aste on-line e le offerte stile last-minute, sebbene in alcuni casi siano in grado di apportare al consumatore-internauta, quello bravo e fortunato, reali vantaggi, attribuiscono all’acquirente un ruolo passivo espressione del classico “prendere o lasciare”. Il consumatore non ha facoltà di negoziare o di proporre; può solo accettare, rifiutare o, nel migliore dei casi, scegliere tra diverse alternative individuate, però, dal venditore. Ora se pensiamo – continua Petrucci – che il mercato è composto da poche migliaia di venditori e milioni di compratori mi chiedo come mai il potere sia tutto nelle mani dei primi quando invece, pensando a quel famoso spot “ti piace vincere facile?”, la situazione dovrebbe essere l’esatto opposto. La spiegazione sta nel fatto che la partita si gioca uno contro uno poiché manca uno strumento di aggregazione in grado di attribuire ai clienti la forza di cui essi, solo congiuntamente, dispongono.
Il ruolo di facciamoaffari.it è esattamente questo:
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mercoledì, 07 marzo 2012
Dubito del debito per uscire dalla crisi
Debito: quel che si fa per ottenere di poter fare cose non altrimenti fattibili con quel che si dispone; l'acquisto di reddito per acquistare e far crescere l'economia.
Questo si è fatto, in tutti i modi e le forme, finanche nel fare quelle opere di reflazione, fatte per contrastare l'anatema della deflazione quando si è arrestata quella crescita.
Proprio quel debito che ha corroborato la capacità di spesa per sostenere quella domanda che smaltisce l'offerta che genera utili, che reinvestiti generano nuova offerta che deve essere acquistata per far crescere l'economia.
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martedì, 06 marzo 2012
Liberalizzazioni? Ma quando mai! L'Italia non crescera'
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Doveva essere la prova provata che questo governo e questo Parlamento avevano interesse a che l'Italia crescesse. Ma non e' cosi'. Dopo la stangate delle tasse, avviare i processi di liberalizzazione significava togliere la crosta pluriennale che impediva a questo Paese di crescere. Invece non e' andata cosi'. Il maxiemendamento del governo al decreto sulle liberalizzazioni va in direzione opposta. La separazione tra Eni e Snam e' rinviata a settembre del prossimo anno, quando ci sara' un altro governo e chissa' cosa succedera' nel frattempo. Occorreva abolire l'esclusiva alle farmacie nella vendita dei farmaci tipo C e abolire del tutto i vincoli al numero di farmacie e di notai e non e' stato fatto.
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sabato, 18 febbraio 2012
Il Paese non risparmia più; nuovi depositi giù dell’80%
di ANDREA GRECO
fonte: repubblica.it
DUEMILAUNDICI fuga dalle banche. Nell’anno della crisi sovrana gli italiani danno e chiedono sempre meno ai loro istituti. Solo 25 miliardi di contributo dai privati alla raccolta bancaria (-80% su base annua), di cui solo 6 dai depositi. Per contro, nel quarto trimestre 2011 la domanda di credito per investimenti fissi è crollata: meno 50%, peggio che dopo il crac Lehman.
L’ossigeno creditizio, che in tempi normali viene per quasi metà del totale da famiglie e imprese, è stato fornito per quote rilevanti dalla Bce, senza il cui generoso sostegno, attesta il bollettino Abi, l’Italia avrebbe rischiato il blocco delle attività economiche. Colpa dell’attacco mondiale al rischio Paese, che tra luglio e novembre ha portato il differenziale Btp-Bund a 570 punti base.
19:30 Scritto da: consumatori in BANCHE, ECONOMIA, RISPARMIO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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giovedì, 09 febbraio 2012
LE IMPRESE POST-PRODUTTIVE IMPALLANO IL MERCATO
di Mauro Artibani
Quando l'eccesso di capacità produttiva rischia di alterare l'equilibrio del rapporto domanda/offerta le Aziende aggiornano la fisiologia dell'impresa, contaminano il core business implementandolo di tutto punto:
Il Franchising salda produzione e commercio del prodotto.
Il dispositivo della Moda sostituisce l'usura nella dismissione della merce.
La pubblicità informa di senso il prodotto, ben oltre un consiglio d'acquisto.
Il Marketing d'Impresa prende in gestione la Domanda.
10:00 Scritto da: consumatori in ECONOMIA, INFO CONSUMATORI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 18 gennaio 2012
Ecodem, 10 proposte “green” per uscire dalla crisi
Gli Ecologisti Democratici lanciano 10 proposte verdi contro la crisi economica; un vero e proprio new deal ecologico che cammina sulla rivoluzione industriale e tecnologica della green economy, e sulla nuova idea di benessere e diversi stili di vita.
Un paese come l’Italia ha la possibilità di innestare la modernizzazione ecologica del sistema industriale e manifatturiero su un patrimonio straordinario di civiltà, bellezza, creatività, e sulle vocazioni di territori ad alta qualità ambientale. La prima proposta degli Ecodem è quella di una modernizzazione ecologica dell’industria italiana. La rivoluzione industriale dell’economia verde parte dall’industria manifatturiera italiana, che è la seconda in Europa.
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sabato, 14 gennaio 2012
Osservatorio: come investire nel 2012? Qualche consiglio, dai conti deposito al Forex
da Help Consumatori - SUPERMONEY.EU
In un momento di grande incertezza finanziaria come quello attuale, sono tanti i risparmiatori che si chiedono dove “parcheggiare” i propri soldi. Tra i prodotti per investire liquidità a breve-medio termine, i più gettonati sono conti deposito, Bot e Pct. Ci sono poi forme di investimento più rischiose e adatte a chi ha una maggiore esperienza finanziaria: una di queste è il Forex (Foreign Exchange Market), il mercato internazione di cambio di valuta estera, che sta riscuotendo notevole successo anche tra i privati. Vediamo queste diverse opzioni più nel dettaglio. I conti deposito offrono un rendimento che supera il 4% lordo sui vincoli di un anno, mentre per quanto riguarda i conti liberi si aggira tra l’1 e il 2,5%. Esistono poi soluzioni intermedie, ovvero depositi liberi ad alto rendimento (per esempio il conto deposito Rendimax Like di Banca Ifis).
18:00 Scritto da: consumatori in INVESTIMENTI, RISPARMIO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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