giovedì, 08 marzo 2012
8 marzo, donne rischiano povertà più degli uomini
Le differenze di genere esistono, eccome. Le donne più degli uomini corrono il rischio di soffrire di povertà e di esclusione sociale. E l’Italia ha il triste primato del paese europeo nel quale la differenza è più marcata: in pericolo di indigenza è il 26,3% delle donne contro il 22,6% degli uomini, con un gap di genere ben superiore a quello medio europeo (pari a poco più del 2%). Le differenze, neanche a dirlo, sono forti anche nel tasso di occupazione, che vede le donne “rimontare” posizioni solo quando aumenta il livello di istruzione.
I dati dell’Indagine Eurostat pubblicata oggi in occasione dell’8 marzo, festa della donna, fotografano una realtà dove ancora è lontana la parità di genere. Basti pensare al rischio di finire in condizioni di povertà. In tutti gli stati dell’Europa a 27, fra le donne è più alto il rischio di povertà o di esclusione sociale rispetto agli uomini.
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domenica, 04 marzo 2012
Giornata parità retributiva, in Europa donne guadagnano il 16,4% in meno
Tra qualche giorno si festeggia l’8 marzo, la Giornata mondiale della donna. Ma in Europa il gentil sesso continua a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini, nonostante da oltre 50 anni sia stato introdotto il principio di parità di retribuzione per uno stesso lavoro.
E oggi, infatti, si celebra la Giornata europea per la parità retributiva, istituita l’anno scorso dalla Commissione Europea. Questa seconda edizione della manifestazione punta i riflettori in particolare sui datori di lavoro.
01:14 Scritto da: consumatori in LAVORO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 19 maggio 2010
ATTENZIONE AI COSMETICI VENDUTI A BASSO PREZZO
In una società delle apparenze, dove l’aspetto esteriore è il primo bigliettino da visita, cresce sempre più la cura della persona, del corpo. In particolare, l’uso dei cosmetici sta crescendo notevolmente tra le donne e ultimamente anche gli uomini ne fanno largo uso. Secondo un recente studio condotto su 7.800 donne, è stato reso noto che ognuna utilizza mediamente dai 12 ai 14 prodotti cosmetici al giorno. L’allarme arriva quando alcuni di questi cosmetici vengono pagati a basso prezzo e si scoprono estremamente dannosi. Negli ultimi tre anni i carabinieri hanno sequestrato prodotti cosmetici contraffatti per un giro di affari che si aggirava intorno ai 50 milioni di euro. Proprio in questi giorni, la Guardia di Finanza ha sequestrato due fabbriche e oltre 672 mila prodotti cosmetici contraffatti e nocivi, con false confezioni di profumi di marca, ciprie e semilavorati per ombretti, mascara, fondotinta, pericolosi perché contenenti con una quantità di metalli superiore a quella consentita. Per questo, il monito che viene dal Movimento Consumatori avverte di scegliere i cosmetici da utilizzare in negozi specializzati come profumerie, farmacie e parafarmacie e soprattutto bisogna fare attenzione ai prezzi: diventa ovvio pensare che i prodotti di cosmesi presenti sulle bancarelle e venduti a prezzi stracciati siano di scarsa qualità e soprattutto dannosi alla salute umana.
Ma come riconoscere i cosmetici falsi?
15:00 Scritto da: consumatori in FRODI COMMERCIALI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 26 marzo 2010
«Non c’è lavoro per soli uomini»
di GIOVANNI MASPERO - da L'Avvenire
L e donne non possono essere criticate solo per la loro appartenenza al genere femminile e non si può dire che, ad esempio, in un determinato posto di lavoro, sarebbe meglio sostituirle, « comunque, con un uomo » . Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna per diffamazione nei confronti di un giornalista e di un sindacalista per le critiche di genere che avevano rivolto alla direttrice del carcere di Arienzo, nel Casertano. Lo stop alle critiche nei confronti delle donne, sganciate da qualunque riferimento a fatti specifici e
Confermata condanna per diffamazione di un giornalista e di un sindacalista che criticarono la direttrice del carcere di Arienzo
riferite solo al « dato biologico » , sono lesive della dignità della persona e si pagano con la condanna penale ed il risarcimento dei danni. Per la Suprema Corte, dunque, va valutata come « diffamatoria » un’intervista pubblicata su un quotidiano locale di Caserta nel giugno 2002, intitolata « Carcere: per dirigerlo serve un uomo » .
Non ha avuto successo la decisione presa dal giornalista e dal sindacalista di appellarsi al diritto di cronaca e a quello di critica sindacale. « Correttamente – scrive la Cassazione nella sentenza 10164 – i giudici di merito hanno ritenuto che la frase ' sarebbe meglio una gestione al maschile', attribuita al sindacalista, è oggettivamente diffamatoria ed è, da sola, idonea ad affermare la responsabilità sia dell’intervistato che dell’intervistatore » . La Cassazione aggiunge che « si tratta di una dichiarazione certamente lesiva della reputazione della direttrice del carcere trattandosi di un riferimento assolutamente gratuito, sganciato dai fatti, e che costituisce una mera valutazione, ripresa a caratteri cubitali nel titolo, nel quale si puntualizza proprio la necessità ( sottolineata dal verbo servire) di affidare la direzione del carcere, comunque, ad un uomo » .
Giornalista e sindacalista sono stati, dunque, condannati per diffamazione e a risarcire alla direttrice 3.500 euro come riparazione pecuniaria oltre ad un risarcimento danni di 7.000 euro. « Sono assolutamente d’accordo con questo pronunciamento, che, anzi, considero un importante passo avanti sulla strada della tolleranza zero nei confronti delle discriminazioni – ha detto il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna –. Seppur ci sia stato, col passare degli anni, un deciso miglioramento della condizione femminile, la forma di discriminazione più diffusa resta quella contro le donne, fatta magari di battutine o facili pregiudizi » . Elogi anche dal Pd.
« Ancora una volta la Corte di Cassazione ci consegna una sentenza che fa giustizia di affermazioni fondate su stereotipi discriminatori e paternalistici ai danni delle donne, agevolando in questo modo il necessario cambiamento di mentalità nel nostro Paese » ha sottolineato la senatrice democratica Vittoria Franco.
14:00 Scritto da: consumatori in DIRITTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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domenica, 07 febbraio 2010
Diritti umani, infibulate oltre 40mila donne in Italia
In Italia si contano oltre 40 mila donne vittime di infibulazione, un numero da record in Europa. Secondo una stima del ministero della Salute, riportata l'altro ieri a Milano durante il lancio della campagna di sensibilizzazione 'Mai piu' infibulata' promossa dal Comune, l'incubo della mutilazione genitale femminile segna la vita di oltre 90 mila donne, fra quelle gia' 'marchiate' e quelle a rischio. E nel bilancio dell'infibulazione gia' subita o potenziale, non entrano soltanto le donne adulte (si contano 26 mila over 40) e maggiorenni (piu' di 60 mila tra i 19 e i 40 anni), ma anche 400 bambine e 3.500 ragazze dai 14 ai 18 anni (3.500).
L'iniziativa di Palazzo Marino nasce proprio dai numeri: Milano e' una delle citta' lombarde con la piu' alta concentrazione di donne infibulate. Da qui la decisione dell'amministrazione comunale di scendere in campo. Lo slogan su cui ruotera' la campagna e' "Insieme per dire mai piu'" e campeggera' su mille manifesti formato 70x100 che verranno affissi in tutta la metropoli. L'iniziativa debutta alla vigilia della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (sabato 6 febbraio) che si propone di collocare l'intangibilita' del corpo femminile tra i diritti umani irrinunciabili e inalienabili. L'attivita' di sensibilizzazione si chiudera' simbolicamente l'8 marzo, il giorno in cui si celebra la Festa della donna.
15:00 Scritto da: consumatori in DIRITTI UMANI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 04 dicembre 2009
In attesa del partner ideale, sempre più donne congelano ovociti
Per garantirsi una maternita' in futuro, quando avranno un partner fisso e con lui vorranno fare un figlio, le donne single ricorrono al congelamento dell'ovocita. Nata negli Stati Uniti questa sorta di 'banca' del potenziale riproduttivo sta facendo sempre piu' proseliti anche fra le giovani italiane e in particolare torinesi. Il tema e' stato affrontato in una delle sessioni del Congresso nazionale di ostetricia e ginecologia, al Lingotto di Torino, al quale partecipano 1.500 specialisti provenienti da tutta Italia.
'Al contrario delle ovaie - sottolinea il professor Marco Massobrio, primario del Sant'Anna e uno dei presidenti del simposio - l'utero non invecchia. Vi si puo' percio' impiantare l'embrione fecondato in vitro. Con un numero adeguato di ovociti, di solito 8-10, si garantisce un 20% di probabilita' di avere un figlio per ogni ciclo di trattamento'.
Nei congelatori del Centro di Riproduzione clinica universitaria dell'ospedale ostetricio-ginecologico Sant'Anna, il piu' grande d Europa, il professore Alberto Revelli ha gia' conservato il tessuto ovarico e gli ovociti di 140 donne che possono andare incontro a riduzione o perdita di fertilita'.
14:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 04 novembre 2009
Con te, Donna! In piazza con l'O.P.E. contro la violenza sulle donne
L'Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio
d'Europa, nella persona del Presidente Giuseppe Catapano,
è da tempo impegnato nel promuovere e tutelare i diritti
dei cittadini sia sul piano normativo che su quello
progettuale e intende intensificare gli interventi per
prevenire e contrastare il fenomeno della violenza nei
confronti delle donne.
L'iniziativa "Con te, Donna!" rientra nelle azioni
previste dall'O.P.E. contro la violenza alle donne.
A tal proposito l'O.P.E. intende proporre politiche ed
interventi puntuali e coordinati in ambito sociale,
sanitario, educativo ed informativo, coinvolgendo come
referenti diretti i Comuni e, allo stesso tempo,
trasversalmente tutti i soggetti che intervengono nei
diversi settori (Psicologi, Sociologi, Associazioni, ecc.) .
Nei week end di Ottobre e Novembre 2009 l'O.P.E. intende
dar voce, con un allestimento dal fortissimo impatto emotivo
nelle piazze di diversi Comuni italiani, ad un problema
sociale poco conosciuto dall'opinione pubblica, ma che
coinvolge milioni di persone: il 70% dei soprusi è opera
di partner e il 96% delle donne vittima non sporge denuncia.
Due gli obiettivi:
1. Parlare al grande pubblico per smascherare i
pregiudizi intorno al fenomeno e promuovere un cambiamento
di mentalità capace di prevenire i comportamenti violenti.
2. Mostrare gli strumenti concreti per contrastare gli
abusi familiari e fornire indirizzi utili per chi ne è
vittima.
19:00 Scritto da: consumatori in 6 COMUNICATI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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