domenica, 07 febbraio 2010
LA FORZA DELLA VITA SFIDA LA POVERTÀ
Una grave crisi economica produce profonde trasformazioni nella struttura e nei valori della società. La crisi del 1929 ha messo fine ai cosiddetti “anni ruggenti”. Un periodo di sviluppo economico, ma anche di liberalismo sfrenato, di disordine, di spensieratezza e di eccessi. Con la crisi sono ricomparsi lo spettro della disoccupazione, della miseria, il timore del futuro, poi le dittature e la Seconda guerra mondiale. L’attuale crisi economica non avrà un seguito così nefasto, però produrrà o sta producendo un profondo cambiamento del modo di vivere e di pensare degli ultimi trent’anni in cui abbiamo avuto prosperità, sviluppo del terziario, continuo aumento del tempo libero e della scolarizzazione.
La nostra società è molto fragile, disunita, al punto che il sociologo Bauman la chiama società liquida, per lui tutto è liquido dall’amore, agli affetti, alle relazione tutto diventa debole. Egli sottolinea che non ci sono più regole forti, si sono indebolite le Chiese, i partiti, tutti i rapporti e non solo quelli di lavoro sono diventati precari, anche nella famiglia, anche nella coppia, mentre l’educazione svanisce e prevale l'impulso immediato.
In questo contesto societario dobbiamo leggere il messaggio dei vescovi per la 32esima giornata della vita, e riflettervi profondamente soprattutto cominciare a pensare seriamente a come la nostra vita l’abbiamo legata alla prosperità economica privandola del suo valore essenziale. Il benessere economico ci ricordano i vescovi “non è un fine ma un mezzo, il cui valore è determinato dall’uso che se ne fa: è a servizio della vita, ma non è la vita. Quando, anzi, pretende di sostituirsi alla vita e di diventarne la motivazione, si snatura e si perverte”.
18:00 Scritto da: consumatori in SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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