giovedì, 28 gennaio 2010
Rai. La proposta di pubblicare i compensi e' una presa in giro, la legge gia' lo prevede. Campagna per disdire il canone tv
da Aduc - di Pietro Yates Moretti
Quando si parla di Rai, la legge e' un optional. Lo si evince dal surreale "dibattito" sulla pubblicazione dei compensi dei conduttori Rai riapertosi in questi giorni in Parlamento. Da una parte Sergio Zavoli, presidente della Commissione di vigilanza Rai, che "propone" la pubblicazione, e dell'altra la reazione dei membri del consiglio di amministrazione Rai. "Si' alla pubblicazione dei compensi", dice Zavoli; "Certe proposte appaiono affascinanti ma possono sconfinare nella demagogia", risponde il consigliere del Cda Nino Rizzo Nievo.
Ecco una proposta interessante, verrebbe da dire... ma la pubblicazione dei compensi e' gia' prevista dalla legge, legge che da anni la Rai ignora e viola impunemente. Proprio la violazione di questa norma e' stata oggetto di una nostra denuncia alla Corte dei Conti (1 - 2 ), che ha riconosciuto l'illegalita' in cui versa la Rai per la mancata pubblicazione dei compensi. Con la senatrice Donatella Poretti abbiamo anche presentato una interrogazione parlamentare di cui evidentemente neanche la Commissione di vigilanza sa niente.
Per comprendere l'assurdita' di questa "proposta" per fare cio' che la legge gia' richiede, basta visitare il sito della Rai dove si sarebbero dovuti pubblicare i compensi: http://www.contrattidiconsulenza.rai.it/main.aspx . Nell'intestazione della pagina si legge: "Comunicazione dei dati relativi ad incarichi conferiti, ai sensi dell'art. 3, comma 44, Legge 24 dicembre 2007 n. 244 e della circolare DPCM 16/3/07". E laddove dovrebbe apparire l'elenco dei compensi, si legge laconicamente da oltre tre anni: "Lavori in corso".
Per chi ancora non si rassegna alla diffusa illegalita' della Rai e la continua presa per i fondelli delle nostre istituzioni, c'e' un modo per farsi sentire: disdire subito il canone-tassa Rai. Qui come aderire alla campagna dell'Aduc "Disdici il canone Rai".
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domenica, 17 gennaio 2010
DISDIRE IL CANONE RAI: LA CAMPAGNA DELL'ADUC E LE ISTRUZIONI
Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non rispettano le leggi, perche' dovrebbero farlo gli utenti della Rai continuando a pagare il canone-imposta sulla tv?
Da anni siamo impegnati per l'abolizione di questa imposta e abbiamo sempre invitato i contribuenti a rispettare la legge pagando l'odioso balzello se in possesso di un apparecchio televisivo. Da troppo tempo, pero', e' imbarazzante invocare questo rispetto, quando sono le istituzioni per prime a violare la legge. Ecco l'elenco di alcune delle violazioni piu' eclatanti che riguardano la tv di Stato:
- mancato funzionamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, cioe' il controllo del legislatore (e quindi del popolo italiano) sull'operato dell'informazione di Stato;
- la Rai non ha ancora pubblicato sul proprio sito l'elenco delle consulenze esterne e relativi compensi in violazione della legge n. 244/2007 e della circolare DPCM 16/3/07. Anche una interrogazione parlamentare e un esposto alla procura della repubblica non hanno per il momento dato alcun risultato;
- la Rai impedisce ai cittadini di disdire il canone, ignorando le richieste di suggellamento e di disdetta;
- richieste intimidatorie e continue di pagamento del canone da parte della Rai a coloro che non hanno un apparecchio televisivo;
- condotta truffaldina da parte di incaricati Rai che, intrufolandosi nelle case dei contribuenti in modo arrogante e spesso irrispettoso, invitano chi e' sprovvisto di tv a firmare dichiarazioni di possesso di apparecchi televisivi spiegando che si tratta solo di una 'firma per ricevuta' o per presa visione;
- da tre anni i Governi di ogni colore non rispondono a numerose interrogazioni parlamentari e un interpello dell'Agenzia delle Entrate su quali apparecchi, oltre al televisore, sono soggetti al canone. Ma la Rai richiede illegittimamente alle famiglie (ma, chissa' perche', non alle imprese!) il pagamento del canone anche per il possesso di un pc, di un cellulare o di altri apparecchi non televisivi;
- violazione delle norme sulla pluralita' dell'informazione: la Rai offre spazi record al Governo e ad alcune forze politiche, censurandone altre, come recentemente ribadito dall'Autorita' per le garanzia nelle comunicazioni (e non e' la prima volta);
- mancata attuazione della legge che prevede l'esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo;
- mancata attuazione del contratto di servizio che prevede la realizzazione di una struttura dedicata all'informazione sulle liberta' fondamentali e le questioni umanitarie.
- mancata attuazione del contratto di servizio relativo relativo alla predisposizione di almeno il 60% del proprio palinsesto degli strumenti per ciechi e sordi.
- mancata attuazione del parametro di valutazione sulla qualita' dei programmi (Qualitel).
- mancato inserimento del palinsesto in rete.
- mancato inserimento nei programmi delle tribune elettorali al di fuori delle campagna elettorali e dei messaggi autogestiti.
Fino a quando non sara' ristabilita' la legalita', invitiamo tutti i contribuenti ad aderire all'iniziativa "Disdici il canone Rai".
Non invitiamo i cittadini a partecipare a "scioperi" o a sospendere i pagamenti, in quanto sarebbero sanzionati con multe fino a 600 euro. Invece li informiamo su come disdire legalmente il canone.
16:00 Scritto da: consumatori in CANONE RAI | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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