martedì, 03 maggio 2011
Disastro di Fukushima: le automobili possono essere radioattive?
La situazione nella centrale nucleare di Fukushima in Giappone, è seguita con preoccupazione in tutto il mondo. Oltre alle radiazioni sulle persone, il problema principale è quello della contaminazione degli alimenti, dell’acqua e dei beni materiali. E siccome molti prodotti giapponesi sono esportati, in occidente si sta diffondendo la paura di imbattersi in beni contaminati. Ne parliamo perché fra i tanti prodotti “made in Japan” ci sono anche le automobili e per evitare allarmismi, OmniAuto.it ha chiesto ad esperti quali Eugenio Picano, direttore dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, e Pierino De Felice, responsabile dell'Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti ENEA, di chiarire se esiste o meno un rischio di radioattività legato alle vetture prodotte in Giappone e non solo.
A RISCHIO NON SOLO LE AUTO PRODOTTE IN GIAPPONE
Premessa importante è che per l’Europa e l’Italia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il problema si pone più per le auto non giapponesi che per quelle che hanno un marchio di nazionalità nipponica. Questo perché la produzione della maggior parte dei Costruttori giapponesi è delocalizzata in prossimità dei mercati di destinazione (un’auto di volume come la Toyota Yaris, ad esempio, è prodotta in Francia). L’ironia della sorte vuole invece che tantissimi altri costruttori – tra cui Volvo, Ford, Opel, GM, Renault e PSA Peugeot-Citroen – dipendono da aziende giapponesi per la fornitura di componentistica, tanto che questa dipendenza ha causato, nei giorni scorsi, il blocco della produzione per mancanza di fornitura dal Giappone. E allora se un costruttore come Nissan ha dato inizio ad un programma di analisi delle proprie vetture (assemblate in Giappone) per verificare la presenza di eventuali tracce di materiale radioattivo, possono sussistere rischi anche per le auto prodotte anche altrove con pezzi giapponesi eventualmente contaminati?
12:00 Scritto da: consumatori in ENERGIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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