giovedì, 10 maggio 2012

Treni difficili per disabili e ipovedenti, Codici raccoglie le denunce

treni,ferrovie,disabili,codici,ipovedenti,barriere architettonicheda Help Consumatori

Le ferrovie italiane viaggiano ormai a due velocità, non solo nel senso dei chilometri orari. C’è la parte dell’Alta Velocità dove si investe in qualità ed efficienza e c’è la parte dei treni pendolari che è quasi una bad company, dove sicurezza e qualità latitano sempre più. Il Codici denuncia le enormi difficoltà che si trova ad affrontare un disabile che decide di prendere il treno: un vero e proprio percorso ad ostacoli.

All’Associazione sono giunte numerose segnalazioni sulla carenza di servizi per le persone ipovedenti: le bacheche con le informazioni e gli orari sono molto profonde o hanno i bordi della facciata così grandi da coprire buona parte dei fogli. I monitor spesso sono posizionati troppo in alto oppure, nel caso degli lcd, sono poco leggibili. Il pericolo di sbagliare fermata, poi, è sempre in agguato, visto che il sistema satellitare spesso non funziona. Il servizio di annuncio delle fermate da parte del personale è spesso assente.

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giovedì, 19 aprile 2012

Dl fiscale, no all’esenzione per anziani e disabili

fisco,agevolazioni,anziani,disabili,manovra monti,decreto leggeda Corriere.it

Le agevolazioni fiscali per anziani e disabili ricoverati in ospizi e ospedali e per le proprietà immobiliari degli italiani all’estero saranno a carico dei comuni. Le amministrazioni locali potranno disporre l’agevolazione sulla prima casa, nel caso questa non sia abitata per motivi sanitari, facendosi carico del mancato gettito statale, quindi coprendo il 100% dell’esenzione.

LE MODIFICHE – Nel frattempo l’iter parlamentare per la conversione del decreto legge sulla delega fiscale procede a passi spediti, anche grazie alla fiducia annunciata dal governo. Il voto è previsto per giovedì alla Camera, prima di un terzo passaggio al Senato. C’è una certa fretta perché il dl scade il 2 maggio e si avvicinano le feste del 25 aprile e del primo maggio. Alla Camera stavano per entrare anche le nuove regole sul finanziamento pubblico dei partiti, dichiarate poi inammissibili per estraneità di materia. Nessun sbarramento in questo senso invece per l’emendamento del governo sull’asta frequenze tv, che lascia il segno nei rapporti tra il governo e il Pdl.

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venerdì, 16 luglio 2010

Disabili, classi senza «tetto»

HANDICAP.jpgL'Avvenire

Disabili e manovra: un rapporto senza pace.
L’ultimo capitolo aperto, dopo la cancellazione della norma che innalzava all’85% la percentuale per l’assegno d’invalidità e della stretta sulle indennità di accompagno, riguarda l’emendamento (a firma Esposito e Latronico) che in commissione Bilancio del Senato ha tolto il limite dei 20 alunni nelle classi dove ci sono alunni con handicap. La denuncia arriva dalle associazioni Fish e Fand, che dopo la manifestazione del 7 luglio non hanno abbassato la guardia sugli interessi delle
persone che tutelano. Le due federazioni manifestano così il «loro rifiuto» all’emendamento che, delineando «la prospettiva di classi sempre più sovraffollate», rappresenta «un danno che riguarda tutti i bambini, siano essi disabili o meno». È «l’ennesimo colpo di mano – proseguono –, oltre che iniquo pure piuttosto vacillante e improvvisato sotto il profilo del calcolo economico» in quanto, fanno notare ancora, «senza nessun risparmio effettivo». Peraltro proprio i senatori del Pdl autori della proposta sono intervenuti ieri per sostenere che «si sta facendo una gran confusione» perché il loro
scopo sarebbe, all’opposto, «quello di ridurre il numero degli iscritti» nelle classi con disabili, per «favorire l’apprendimento»; per questo i due auspicano ora un «chiarimento» nel 'maxi­emendamento' del governo.

Ritenuto necessario per bloccare un «nuovo atto discriminatorio» anche dalle pd Anna Serafini, presidente del Forum infanzia (che ne ha parlato ieri con il sottosegretario alla presidenza, Carlo Giovanardi), e Ileana Argentin, oltre che dal Prc.

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martedì, 06 luglio 2010

SUI TAGLI AI DISABILI IL CODACONS PRESENTA DENUNCIA ALLA PROCURA DI ROMA E ALLA CORTE DEI CONTI

invalidità.jpgda Codacons

L'innalzamento all'85% della soglia per l'invalidità introdotto dalla manovra anticrisi del Governo, finisce alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti.
Il Codacons ha infatti presentato un esposto alla magistratura ordinaria e a quella contabile, denunciando le gravissime conseguenze che il taglio comporterà per i disabili e per le loro famiglie.
"Il provvedimento - scrive il Codacons nell'esposto - colpisce indiscriminatamente una indifesa categoria di persone che si vedono sottrarre un contributo assistenziale vitale, senza fondate ragioni. Non si vede in che misura tale riforma possa combattersi il fenomeno dei finti invalidi, se non in danno di quanti diversamente abili davvero necessitano di una, seppur minima, somma di Stato, considerato che l'importo medio dell'assegno di invalidità è di 256,67 euro mensili, bassissimo se raffrontato ai costi, anche economici, di chi versa in una tale condizione. Si stima che il costo per l'assistenza di un disabile grave non autosufficiente si attesti su una media mensile di 2.500 euro a carico della persona o della famiglia. In queste situazioni anche l'indennità di accompagnamento rappresenta un sostegno, tutt'altro che sufficiente a compensare un carico assistenziale che rimane in larga misura sulle spalle del cittadino e della sua famiglia. Verranno sicuramente colpiti tutti quei disabili che attualmente possiedono meno tutele e garanzie: ovvero persone escluse dal mondo del lavoro e comunque con un reddito personale bassissimo, già sottoposte a requisiti molto stringenti, oltre all'obbligo della dichiarazione annuale di iscrizione alle liste di collocamento'.

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lunedì, 14 giugno 2010

Manovra, scure sui disabili Niente invalidità per i Down

DOWN.jpgdi PINO CIOCIOLA - da L'Avvenire 

L
a mannaia s’abbatterà sulla spesa per i disabili, ma – ad esempio – non più sui costi delle province (neppure quel­le poco più grandi del... quartiere di una città). Così, nella beata illusione di colpire pochi falsi invalidi, si bastoneranno molti fra quelli veri, visto che ai primi le novità della prossima finanziaria cambieranno poco, non fosse perché chi truffava prima non smetterà di farlo adesso soltanto per un cam­bio di percentuale. La principale trasforma­zione prevista dalla manovra economica è infatti nota ed a riassumerla bastano tre ri­ghe: verrà alzata la soglia d’invalidità neces­saria a percepire la pensione, portandola dal­l’attuale 74% all’85%. Con la conseguenza dell’esclusione dalle stesse pensioni d’inva­lidità per chi ha la sindrome di Down, per coloro ai quali è stato amputato il braccio e la spalla o entrambi i piedi, per i sordomuti e per molti altri ancora.
Annotazione: la 'pensione' o 'assegno' (d’invalidità) che dir si voglia vale già pochi spiccioli, cioè 277 euro e 57 centesimi al me­se (3.330 euro e 85 centesimi all’anno). E non occorre una mano da Pitagora per farsi due conti, sapendo che il mantenimento in fa­miglia
di una perso­na disabile e non au­tosufficiente costa più o meno (cente­simi esclusi) circa 2.500 euro al mese.
Risultato? Le asso­ciazioni si sentono ancora più umiliate di quanto già acca­da. Prendiamo il 'Coordinamento nazionale delle as­sociazioni con sin­drome di Down' (Coordown). Ha
preso carta e penna e scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato ed ai ministri dell’Economia, del Lavoro, della Salute e del­le Pari opportunità, nella quale si esprime «sconcerto e gravissima preoccupazione» per quanto previsto dalla Manovra, che «e­scluderebbe tutte le persone con sindrome di Down con invalidità al 75%». E poiché «sol­tanto il 10% delle persone Down accede ad un lavoro retribuito, ne rimarrebbero mol­tissime senza alcun reddito».

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venerdì, 14 maggio 2010

Disabili. Bene le leggi ma male l'applicazione. Libro Istat

dis.jpgL'Italia ha fatto diversi passi in avanti sulle politiche per i disabili e la legge 104 del 1992 ne costituisce il principale esempio. Tuttavia, ci scontra ancora con numerosi problemi dovuti probabilmente alla lentezza delle amministrazioni nel recepimento delle norme e alla scarsita' di risorse finanziarie a disposizione dei governi locali.
Il tema della disabilita' in Italia e' stato affrontato dall'Istat che in un volume ha ricostruito un quadro completo sulle condizioni di salute, l'esperienza lavorativa, le relazioni familiari e, piu' in generale, il livello di partecipazione sociale delle persone oggetto di indagine, nel nostro Paese. Sono state ripercorse le diverse fasi della vita dei disabili, dal periodo scolastico a quello della vecchiaia, approfondendo gli aspetti legati alle politiche sociali finalizzate all'inserimento scolastico, all'integrazione lavorativa e al complesso di aiuti, formali e informali, sui quali le persone con disabilita' possono contare. Viene inoltre documentata quella parte della protezione sociale dedicata al sistema di previdenza per le persone con disabilita'.

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venerdì, 22 gennaio 2010

MAIL: PROBLEMA DISABILI

e-mail-marketing.jpgmail firmata da A. A. - Termoli

Ciao a voi,torno purtroppo a parlarvi dei problemi dei disabili, portarvi a conoscenza del fatto "grave"che tutti,politici,sindacalisti,giornalisti,impresari si riempiono la bocca con il"sociale" ma purtroppo ripeto sono solo parole.Il nostro Presidente della Repubblica, circa un mese fa' e stato in visita in un centro disabili, enel suo discorso disse :

BISOGNA INSERIRE QUESTI GIOVANI NEL TESSUTO SOCIALE

Bene, ma come? nella nostra cittadina vi e' solo una grande industria, che grazie a cavilli ad ok non e' obbligata in caso di mobilita' ad assumere nelle liste speciali.E si che per legge deve assumere il 7% di disabili e quindi avere in forza almeno 180 disabili,
ma sono solo 48. 

Oltre questo vi segnalo la incongruenza di leggi assurde che nel nostro caso ci obbligano ad andare a revisione di pensione oqni 3 anni per una patologia irreversibile e quindi non ci
possono essere miglioramenti. Ed allora mi chiedo:

A CHI GIOVA????:Sottoporre  una ragazza che per pudore non si fa'guardare le
cicatrici da me che sono il padre, immaginate il dover mostrare ogni tre anni a due commissioni le sue cicatrici e alle volte anche in presenza di estranei.

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