mercoledì, 18 aprile 2012
La Corte Europea Diritti dell'Uomo conferma il reato d'incesto
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha confermato il reato d'incesto previsto dall'ordinamento tedesco, ma l'articolo che regola il divieto è molto dibattuto dai giuristi, alcuni dei quali lo reputano non commisurato al tema. Ci sono poi degli esperti che vorrebbero più prevenzione e aiuto per i soggetti coinvolti.
Patrick S. ha concepito quattro figli con sua sorella Susan K. L'uomo di 35 anni è stato più volte condannato per "rapporti sessuali con consanguinei" e ha passato oltre tre anni in carcere. Il suo ricorso presso la Corte costituzionale tedesca è stato respinto nel marzo 2008, e il giovane di Lipsia, che accusa la giustizia tedesca d'aver distrutto la sua famiglia, non ha ottenuto ragione nemmeno da quella europea.
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giovedì, 10 giugno 2010
Diritti umani, Consiglio d'Europa ammonisce l'Italia per violazioni diritti fondamentali
Il Comitato dei ministri ha richiamato le autorita' italiane, invitandole e rispettare le misure interinali indicate dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Nella sua sentenza, la Corte aveva ritenuto che, con l'espulsione del tunisino Ben Khemais verso il suo paese, malgrado l'indicazione della Corte europea di sospendere tale provvedimento fino a nuovo avviso, le autorita' italiane - si legge in una nota del Consiglio d'Europa - hanno ostacolato l'effettiva possibilita' del ricorrente di esercitare il proprio diritto di ricorso dinanzi alla Corte.
La Corte ha inoltre concluso che l'Italia ha altresi' violato il diritto di Khemais di essere tutelato contro ogni trattamento contrario all'articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo (tutela della dignita' e dell'integrita' fisica). Il Comitato dei Ministri ha deplorato il fatto che il primo maggio 2010 le autorita' italiane non si siano conformate a un'altra misura indicata dalla Corte e abbiano espulso un altro ricorrente verso la Tunisia. Ha constatato con preoccupazione che una situazione analoga si era gia' verificata in altri due casi, nel 2008 e nel 2009.
Il Comitato ha sollecitato con insistenza le autorita' italiane ad adottare tutti i provvedimenti necessari per prevenire future simili violazioni.
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Diritti umani, Consiglio d'Europa ammonisce l'Italia per violazioni diritti fondamentali
Il Comitato dei ministri ha richiamato le autorita' italiane, invitandole e rispettare le misure interinali indicate dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo. Nella sua sentenza, la Corte aveva ritenuto che, con l'espulsione del tunisino Ben Khemais verso il suo paese, malgrado l'indicazione della Corte europea di sospendere tale provvedimento fino a nuovo avviso, le autorita' italiane - si legge in una nota del Consiglio d'Europa - hanno ostacolato l'effettiva possibilita' del ricorrente di esercitare il proprio diritto di ricorso dinanzi alla Corte.
La Corte ha inoltre concluso che l'Italia ha altresi' violato il diritto di Khemais di essere tutelato contro ogni trattamento contrario all'articolo 3 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo (tutela della dignita' e dell'integrita' fisica). Il Comitato dei Ministri ha deplorato il fatto che il primo maggio 2010 le autorita' italiane non si siano conformate a un'altra misura indicata dalla Corte e abbiano espulso un altro ricorrente verso la Tunisia. Ha constatato con preoccupazione che una situazione analoga si era gia' verificata in altri due casi, nel 2008 e nel 2009.
Il Comitato ha sollecitato con insistenza le autorita' italiane ad adottare tutti i provvedimenti necessari per prevenire future simili violazioni.
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giovedì, 11 febbraio 2010
Consiglio diritti umani Onu esprime riserve sull'Italia in merito a asilo e xenofobia
Con l'intervento del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, e' iniziato ieri al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite di Ginevra l'esame del rispetto di questi ultimi nel nostro Paese. In attesa delle "raccomandazioni" - i voti - che l'11 febbraio saranno adottati dall'Assemblea di Ginevra, Scotti, rispondendo al fuoco di fila dei delegati dei 47 Paesi membri, ha delineato l'impegno del governo sui temi piu' delicati: lotta al razzismo, alla xenofobia e all'incitazione all'odio, le politiche nazionali dell'immigrazione, l'integrazione della minoranza Rom e la liberta' di stampa.
Scotti ha rivendicato i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia preannunciando, tra l'altro, la costituzione di una Commissione Indipendente per la Promozione e la Protezione dei Diritti Umani, "una sorta di authority" su cui stanno lavorando il governo e il parlamento.
Ai delegati che ripetutamente hanno toccato il tasto del diritto di asilo, il sottosegretario ha spiegato che "la politica italiana del ritorno ai paesi d'origine degli immigrati fermati in alto mare e' prevista dalle leggi internazionali" mentre se "il migrante si trova a bordo di una nave italiana ed esprime l'intenzione di chiedere asilo o altre forme di protezione internazionale e' portato in Italia". Per il governo e' determinante non abbassare la guardia "contro i trafficanti di esseri umani" il cui "commercio va fermato".
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