domenica, 30 maggio 2010

LE RADIO LOCALI OSCURANO LE NUOVE USCITE DISCOGRAFICHE

radio_bigger.jpgda Circuito Radiofonico Nazionale Le 100 Radio

Si allarga il fronte delle radio locali che oscurano le nuove uscite discografiche.
Sono oramai oltre 700 le emittenti aderenti alla protesta generale che ha coinvolto, per la prima volta, quasi tutte le stazioni fm esistenti in Italia.
Gli editori, stanchi delle continue vessazioni subite negli ultimi anni, dopo la triste storia dei contributi per l'editoria tolti con effetto retroattivo, i contributi a fondo perduto previsti dalla legge ma di fatto mai erogati dal 2007, hanno fatto sì che la situazione esplodesse in una rabbia che, partita dal circuito nazionale delle 100 Radio, ha coinvolto indistintamente tutti, mettendo da parte fedi politiche e associative, portando la protesta nei palinsesti quotidiani, non con i soliti spot poco comprensivi da chi ascolta, ma programmando solo quegli artisti e quelle etichette che hanno avuto il coraggio di rompere quegli schemi di promozione radiotelevisiva che da qualche anno stanno uccidendo la musica.

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martedì, 18 maggio 2010

Sparite dalle radio alcune hit a causa delle tensioni tra discografia ed emittenti

dj.jpgdi Andrea Conti

Gli ascoltatori delle radio da qualche giorno hanno notato che il palinsesto musicale è cambiato. Mancano le nuove hit, da Marco Carta ("Quello che dai") a Noemi ("Vertigini"). Il motivo? La tensione tra Consorzio Fonografici SCF (riunisce la major discografiche) e le radio. La SCF ha chiesto di alzare i diritti fonografici dall'1 al 4% secondo media europea. Le radio hanno trovato esagerata la richiesta e, per ora, non trasmettono i nuovi brani.

 "Questa situazione va avanti dal dicembre 2006 quando è scaduto il contratto- spiega a Tgcom Saverio Lupica, presidente della SCF (che include le case discografiche Emi, Universal, Sony, Warner, Nar e Sugar) -. Abbiamo fatto la richiesta iniziale di alzare i diritti dall'1% al 2%, oggi le radio pagano comunque meno del 2%. Ma non è stato raggiunto nessun accordo a dicembre 2008. Poi siamo passati a un altro piano di discussione chiedendo di stabilire un equo compenso della percentuale calcolando il minimo dei diritti applicati dalla Spagna del 2,16% e quello massimo francese del 5,8%. In sostanza si arriva a una richiesta del 4%. Siamo stati disponibili, abbiamo provato una conciliazione ma alla prima udienza, dopo mesi di promesse, è saltato tutto da parte delle radio.

SCF_logo.jpgQuando abbiamo comunicato che saremmo ricorsi, come abbiamo fatto, ai giudici ecco che le radio hanno attuato questa iniziativa di rimodellare i loro palinsesti musicali non proponendo le nuove hit. Per carità, liberissimi di farlo, possono anche programmare canzoni degli anni 30 ma non trovo corretto la richiesta della liberatoria per la richiesta sui pagamenti dei diritti fonografici, chiamati anche comunamente diritti discografici". Insomma la soluzione sembra ben lontanta anche perché in ballo ci sono "dieci cause con cinque giudici". Per adesso le posizioni sembrano inconciliabili.

Una richiesta piombata sulla testa dei direttori delle radio che sembrano essere rimasti spiazzati dalla decisione. Nelle prossime ore comunicheranno sicuramente una posizione decisa e netta rispetto a tutta la questione. Per adesso non resta far altro che affidarsi alla Rete e ai canali ufficiali di vendita dei dischi in digitale per ascoltare nuovi album e i singoli degli artisti più amati.

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lunedì, 03 maggio 2010

Diritti sull'inno nazionale, la Siae fa marcia indietro

siae.jpgda Aduc

Dopo la denuncia dell'Aduc, seguita da un'interrogazione parlamentare dei senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, la Siae ha fatto marcia indietro sui diritti chiesti a chi esegue l'Inno di Mameli. Ovviamente lo fa dando la colpa a presunte campagne di disinformazione o complotti vari. Di seguito la nota di stampa della Siae.

Eseguire l'inno di Mameli non comporta il pagamento dei diritti d'autore: a precisarlo e' la direzione generale della Siae, la Societa' italiana autori editori, dopo le polemiche dei giorni scorsi sollevate dal Consiglio comunale di Messina. La Siae annuncia anche che si assumera' la responsabilita' della riscossione dei diritti di noleggio delle partiture musicali, incarico finora attribuito alla casa editrice Sonzogno.
'Il clamore suscitato dal recente episodio concernente i diritti di noleggio delle partiture musicali del nostro inno nazionale - afferma la direzione generale della Siae in una nota - e' fondato sul nulla e frutto di una generale disinformazione che e' necessario correggere.

Le esecuzioni e le rappresentazioni dell'inno nazionale sono, e restano, non soggette al diritto d'autore, in ragione della caduta in 'pubblico dominio' dei diritti, essendo decorsi piu' di 70 anni dalla morte degli autori. Conseguentemente la Siae non procede ad incassi relativamente alle manifestazioni in cui l'inno viene eseguito'.

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