mercoledì, 09 marzo 2011
dimissioni facili, i medici rischiano omicidio colposo
Le dimissioni dei pazienti dagli ospedali devono essere decise solo secondo valutazioni di “ordine medico” e non in base a criteri di economicità presenti
medici possono essere chiamati a rispondere di omicidio colposo se dimettono dall'ospedale pazienti a rischio che poi muoiono. A stabilirlo la Cassazione penale, sez. IV, sentenza 02.03.2011 n° 8254 che ha accolto il ricorso della Procura di Milano contro l'assoluzione ''perchè il fatto non costituisce reato'' di un medico dell'ospedale di Busto Arsizio, che aveva dimesso un paziente, con esiti di recente infarto esteso del miocardio, a nove giorni di distanza dall'intervento di angioplastica all'arteria anteriore. L'uomo era deceduto poche ore dopo essere stato dimesso. Il sanitario si era difeso dicendo di essersi attenuto ''scrupolosamente alle linee guida'', ma secondo la Corte Suprema, questo non basta a liberarsi dalle responsabilità. Le linee guida, sottolinea la Cassazione, possono ''legittimamente'' essere ''ispirate anche a logiche di economicità di gestione'', ma ''il medico deve perseguire un unico fine: la cura del malato utilizzando i presidi diagnostici e terapeutici di cui al tempo dispone la scienza medica, senza farsi condizionare la esigenze di diversa natura''.
Si tratta senza dubbio di una sentenza significativa che riporta il medico al centro delle decisioni diagnostico-terapeutiche – commenta il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini - dopo anni di predominanza di logiche economiche che hanno cercato di trasformarlo da professionista in dirigente impegnato a cercare di far risparmiare le aziende.
11:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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