giovedì, 08 aprile 2010
«Avanti col day hospital»: sulla Ru486 è sfida aperta
Giulia Lantini - da L'Avvenire
Un ritorno alle origini per la pillola abortiva: l’ordine numero uno per la Ru486, che da oggi sarà spedita agli ospedali italiani dalla Nordic Pharma – delegata in Italia dall’azienda produttrice, la francese Exelgyn, ad aprire gli ordini di vendita e a distribuire la pillola – proviene infatti dall’Ospedale Sant’Anna di Torino, il primo che la introdusse in Italia, con la sperimentazione del ginecologo ed esponente radicale Silvio Viale: «Non è un mistero che tutti i giorni riceviamo decine di richieste per l’aborto farmacologico » afferma il medico, che nonostante ritenga «dopo ben due ispezioni ministeriali, di essere nell’occhio del ciclone», sostiene che «quello del ricovero è un falso problema ». Infatti per Viale, che pare incurante del parere espresso pochi giorni fa dal Consiglio Superiore di Sanità – secondo cui tutto il processo abortivo deve avvenire in una struttura ospedaliera –, «qui si vorrebbe costringere la donna a restare in ospedale, cosa che di certo la legge non impone». Il parere del Consiglio di Sanità, attacca, «è ridondante e prolisso. È scritto da persone che non sanno di cosa parlano. Si tratta, come ho sempre detto, di una questione ideologica, senza contare il problema delle risorse, perché la donna è costretta a occupare un letto che invece potrebbe essere riusato ». Secondo Viale, la maggioranza delle donne firmeranno il consenso informato per andare a casa dopo aver assunto il farmaco, al punto che «per me se c’è scritto day hospital o ricovero ordinario è indifferente, perché anche quando Storace ci impose il ricovero e io obbedii e le donne continuavano a uscire».
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giovedì, 25 febbraio 2010
Ru486, il Governo cerca di imporre ricovero ordinario alle Regioni
Day hospital o solo ricovero? L'arrivo, a giorni, della pillola abortiva negli ospedali, con la maggior parte delle regioni che ancora non si sono date indicazioni, sollecita preoccupazioni, appelli, prese di posizione, con un dibattito che riguarda le competenze regionali ma anche la liberta' di scelta del medico e della paziente.
E il governo annuncia la richiesta di un parere al Consiglio Superiore di Sanita'.
'Il governo deve mettere fine alla situazione diversificata, anarchica e a macchia di leopardo' che si sta profilando nelle Regioni sulle modalita' di utilizzo della pillola abortiva Ru486, aveva chiesto monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, rettore dell'Universita' Lateranense e cappellano di Montecitorio. Un'esigenza che il governo intende raccogliere: 'e' sentita da molte parti' ha ammesso Fazio, 'ma anche delle stesse regioni, di dare una normativa nazionale'.
Ma se la Chiesa e' preoccupata la voce laica dell'oncologo ed ex ministro della sanita' Umberto Veronesi, spiega che la pillola abortiva 'e' ormai accettata in tutta Europa e in tutto il mondo, in Italia e' stata approvata dall'Aifa e non si puo' tornare indietro'
18:00 Scritto da: consumatori in SANITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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