giovedì, 22 luglio 2010

Mucca pazza, donna in fin di vita a Livorno

MUCCA.jpgda L'Avvenire

Una livornese di 42 anni è ricoverata in coma nell'hospice di cure palliative dell'ospedale di Livorno, dopo avere contratto la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob, il cosiddetto morbo della mucca pazza. La donna è in condizioni disperate ed è ricoverata nel reparto dell'ospedale livornese proprio per effettuare cure che l'aiutino ad affrontare con dignità la fase terminale della malattia. È il secondo caso della malattia registrato in Italia; il primo colpì una donna siciliana nel 2002.

Il caso era stato segnalato come "probabile variante della malattia di Cjd " nell'ottobre del 2009 dal ministero della salute. Nei mesi scorsi la livornese aveva accusato progressivi disturbi neurologici e ha scelto di farsi curare presso l'Istituto neurologico milanese Besta che le ha diagnosticato la malattia e l'ha sottoposta alle terapie senza riuscire ad arrestare l'avanzata del male. La paziente è dunque stata trasferita già in coma presso il reparto di cure palliative dell'ospedale di Livorno. Non è ancora chiaro invece in che modo la paziente abbia contratto la malattia.

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lunedì, 29 marzo 2010

«Cure palliative, il vero antidoto per l’eutanasia»

cure palliative.jpgLe cure palliative come risposta ferma e decisa all’eutanasia. Ne è convinto Augusto Caraceni, direttore della struttura complessa di cure palliative dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. A una settimana dall’approvazione della legge che prevede tra l’altro l’istituzione di due reti distinte – una per le cure palliative e una in terapia del dolore –, il medico rassicura su eventuali rischi che qualcuno, nascondendosi dietro il cavallo di Troia della nuova normativa, ne faccia un uso distorto e lontano dai princìpi di questo tipo di medicina.
«Le cure palliative praticate correttamente – spiega Caraceni – sono il miglior antidoto all’eutanasia. E questo essere contro ogni pratica di morte, perché le cure palliative rispettano la vita fino alla sua fine naturale, è un dato di fatto riconosciuto anche con studi a livello internazionale».
N
essun dubbio allora, ma come si fa a distinguere le cure palliative da qualsiasi altra pratica che è lontana dai principi fondanti di questo genere di medicina? «Le cure palliative hanno una loro base ed autorevolezza scientifica, conquistata in anni di rigorosa pratica da decine di studiosi in tutto il mondo, a partire dalla fondatrice, la dottoressa inglese Cicely Saunders. La somministrazione dei farmaci antidolore a intervalli regolari, l’approccio multidisciplinare che include anche l’assistenza infermieristica, psicologica e spirituale sono principi fondamentali dai quale non si può prescindere».

Continua...

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