martedì, 01 maggio 2012

1° Maggio senza lavoro: disoccupazione al 9,7%

1 maggio, disoccupazione, 9,7%, disoccupazione giovanile, crisi economica, festa dei lavoratori, ginestra

da Avvenire.it

È tutto pronto a Rieti per la manifestazione sindacale del 1° maggio, che oggi eccezionalmente, vedrà nel capoluogo reatino la partecipazione dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. Un corteo, a partire dalle ore 10 da piazza Mazzini, si snoderà per le vie cittadine per concludersi, intorno alle 12, in piazza Cesare Battisti, dove i tre segretari generali interverranno (diretta su Rai Uno dalle 12.05). Per l’occasione sono attese in città tra le 5 e le 6mila persone, 100 i pullman secondo le stime delle organizzazioni sindacali.
“Cgil, Cisl e Uil – hanno illustrato le segreterie provinciali questa mattina nel corso di una conferenza stampa – hanno deciso di celebrare la Festa del Lavoro a Rieti, perché città-luogo simbolo di tutte quelle realtà italiane in grave crisi occupazionale, cui occorrerà assicurare seri e coerenti progetti di crescita per ripartire verso un domani migliore.

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mercoledì, 25 aprile 2012

Tassa di scopo. Come quella sulla benzina per l'Abissinia?

tassa di scopo,abissinia,governo monti,mario monti,fisco,crisi economicada Aduc - di Primo Mastrantoni

La "tassa di scopo fu introdotta dal Governo Prodi. Ora viene ricordata ai Comuni dal presidente del Consiglio, Mario Monti, quasi a dire... se volete impinguare le casse comunali...
La "tassa di scopo" e' una addizionale finalizzata al perseguimento di particolari obiettivi di volta in volta individuati (scuole, asili, ecc.). Nei fatti e' una tassa in piu'. Il bello, o brutto, e' che le amministrazioni comunali dichiareranno che ad obiettivo raggiunto la tassa decadra'. Gia', ma in Italia le "tasse di scopo" non sono state mai eliminate al cessare della causa che le hanno determinate.

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sabato, 14 aprile 2012

Suicidi legati alla crisi economica, Federcontribuenti presenta esposto alla Procura di Roma

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Suicidarsi per problemi economici. Sta succedendo nel 2012: in meno di 4 mesi, dall’inizio dell’anno, sono già una dozzina i casi di imprenditori, pensionati o giovani disoccupati che si sono suicidati a causa delle difficoltà economiche. Oltre 100 i suicidi nel 2011.

Federcontribuenti ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Roma per chiedere l’apertura di un fascicolo sui troppi casi di suicidio avvenuti dal 2011 ad oggi, legati a problemi economici o allo stalking degli enti riscossori a danno delle vittime. La Federcontribuenti ha indetto per domani a Roma una conferenza stampa davanti al Tribunale penale, a Piazzale Clodio alle 11, durante la quale il presidente Carmelo Finocchiaro, il senatore Stefano Pedica (Idv), l’avvocato Maurizio Scuderi e l’avvocato Tiberio Passerani, spiegheranno i motivi dell’esposto. Verrà anticipata anche ”una sentenza storica ottenuta ieri, che vede Equitalia, ancora una volta, in grave difetto”.

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Governo Monti. Le tre sconfitte

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Possiamo iniziare a tirare le somme dell'azione del governo Monti. Tre le sconfitte:
1. Liberalizzazioni.
2. Riforma del mercato del lavoro.
3. Mancati tagli della spesa.

Liberalizzazioni. Colpetti di tosse. Cosi' potremmo definire il decreto liberalizzazioni, oggi legge. Lo slittamento a settembre del prossimo anno della separazione Snam-Eni e la concessione agli enti locali di 12 mesi per verificare la realizzabilità di una gestione liberalizzata e concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, da' la misura del fallimento delle iniziative liberalizzatrici approvate dal Parlamento..

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lunedì, 09 gennaio 2012

Natale, sprecato cibo per 1,3 miliardi di euro

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La crisi economica c’è e si vede. Ma non blocca lo spreco alimentare: dalla vigilia di Natale a Capodanno, sono finite dal tavola al bidone della spazzatura 440 mila tonnellate di cibo, pari al 20% della spesa degli italiani. Nella pattumiera gli italiani hanno gettato soprattutto carne, latticini, uova, pane, frutta e verdura. Oltre 1,3 miliardi di euro in cibo sono stati sprecati.Un vero sperpero di risorse, e uno schiaffo alla miseria, costato più di 50 euro a famiglia. I dati sugli sprechi alimentari durante le festività natalizie vengono da un’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori e fotografano purtroppo una tendenza difficile da combattere.

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domenica, 13 novembre 2011

Da Tre-Monti a un Monti: il Calvario. I RETROSCENA DELLA CRISI

Da Tre-Monti a un Monti: il Calvario. I RETROSCENA DELLA CRISI, silvio berlusconi, caduto il governo berlusconi, governo monti, mario monti, speculazione finanziaria, spread, crisi economica, di Marcello Pamio - da disinformazione.it

E’ tutta colpa di Silvio Berlusconi, se l’Italia è in rovina è colpa sua. Non ha fatto nulla per questo paese, se non leggi ad personam”.
La colpa è di una persona. Facciamolo cadere e avremo risolto tutti i problemi nazionali.

Tale è il messaggio che sta passando, e perfino i mercati internazionali danno segnali di questo tipo.
Il presente articolo non ha lo scopo di difendere l’indifendibile, difendere cioè un personaggio (politico?) che non ha fatto nulla per il popolo, se non evitare con tutti gli strumenti possibili la magistratura e farsi leggi ad uso e consumo personale. Lo scopo è quello di cercare di usare il proprio cervello per pensare fino in fondo e capire cosa sta realmente succedendo nello scenario nazionale e internazionale: quali sono le dinamiche e le forze in gioco.

L’agnello sacrificale è stato trovato, e tra poco verrà scannato al pubblico ludibrio.
Portiamo Berlusconi a piazzale Loreto e poi festeggiamo con lo spumante, perché finalmente ci siamo liberati dalla dittatura berlusconiana, dal male per antonomasia.

Ma è proprio così?

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mercoledì, 12 gennaio 2011

ISTAT: Spesa delle famiglie al palo

carrello-spesa2.jpgLa ricchezza delle famiglie fa fatica a recuperare le perdite subite dall'inizio della crisi e la capacita' di spesa torna a scendere. Nel terzo trimestre del 2010 il reddito disponibile e' rimasto fermo rispetto al trimestre precedente mentre il potere d'acquisto e' sceso dello 0,5%, che diventa -1,2% se si guarda ai primi 9 nove dell'anno appena passato. I portafogli si sono cosi' alleggeriti e con il budget rimasto gli italiani hanno fatto fronte alle spese, in continua crescita, rinunciando ai risparmi. La propensione a mettere i soldi da parte ha, infatti, raggiunto nel periodo luglio-settembre il valore piu' basso da dieci anni.
Sono questi i risultati del monitoraggio condotto dall'Istat sui bilanci delle famiglie. E solo rispetto al 2009 si vede qualche miglioramento, almeno per il reddito disponibile lordo, destinato a consumi e risparmi, pari a 266 miliardi e 555 milioni di euro, che a fronte di una variazione nulla su aprile-giugno ha, invece, segnato un aumento su base annua dell'1,4%, (ma solo +0,4% nei primi 9 mesi del 2010). Le cifre, invece, restano negative e anzi peggiorano, se si guarda al potere d'acquisto delle famiglie italiane, cioe' il reddito in termini reali (212,181 miliardi di euro), che e' sceso sia su base mensile che su base annua (-0,5%). E il calo e' ancora piu' marcato se si considera il periodo gennaio-settembre (-1,2%). Insomma, i livelli pre-crisi rimangono ancora distanti e il confronto tendenziale con il terzo trimestre del 2008, ovvero due anni fa, lo dimostra, con riduzioni nette sia per il reddito disponibile (-1,9%) che per quello reale (-2,9%).

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11:00 Scritto da: consumatori in ISTAT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 19 novembre 2010

ISTAT: GIU' CONSUMI FAMIGLIE, NEL 2009 -43 EURO MESE (-1,7%)

spesa.jpgda Codacons

Tra gli innumerevoli dati resi noti oggi dall'Istat, spicca la diminuzione di 43 euro della spesa mensile delle famiglie italiane nel 2009, -1,7% rispetto all'anno precedente. Un calo dei consumi che, se si tiene conto del fatto che il dato incorpora anche la dinamica inflazionistica, assume l'aspetto di un autentico crollo.
La spesa per alimentari, poi, in un solo anno è diminuita addirittura del 3%. In pratica gli italiani fanno la fame e non hanno più soldi nemmeno per mangiare. Sembra di essere tornati ai tempi della guerra. D'altronde è da tempo che il Codacons denuncia il fatto che gli italiani mangiano il 10% in meno di cibo rispetto al 2006.
Per il Codacons questi dati sono una sentenza di condanna per il Governo che non ha voluto aiutare le famiglie italiane ad arrivare alla fine del mese. L'unico provvedimento, infatti, è stato quello della social card, una miseria di 40 euro al mese dato ad appena il 7,5% dei 7 milioni 810 mila individui poveri. Senza contare che in realtà avrebbero dovuto essere aiutati 23 milioni di italiani, cifra che si raggiunge se agli individui poveri si aggiungono i "quasi poveri'. Insomma ormai più di un terzo della popolazione è a rischio povertà, ma il Governo sembra fregarsene.
Inevitabile, dunque, il dato reso noto oggi dall'Istat, secondo il quale solo il 4,4% delle famiglie italiane considera la sua situazione economica migliorata rispetto al 2008, un record negativo senza precedenti.

15:00 Scritto da: consumatori in ISTAT | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 30 luglio 2010

CRISI! MA LO STATO STA A GUARDARE?

crisi.jpgdi Maria Marangi

La crisi economica che sta interessando il mondo non tende ad allentare la sua morsa. Protagonista indiscussa del momento continua a colpire paesi e rami sociali più deboli, mettendo in ginocchio il panorama politico-economico.  

La crisi dei mutui denominati Subprime (mutui concessi e lasciati insoluti da clienti poco attendibili) scoppia   nell’estate duemilasette negli Stati Uniti. Crisi  in seguito estesasi in tutto il mondo. Sappiamo che qualsiasi mutamento  a carico dell’economia americana, tende di riflesso a colpire tutti gli stati a causa della globalizzazione. Come già menzionato l’attuale  crisi è riconducibile al crollo del mercato immobiliare. Infatti per favorire la ripresa positiva del settore, furono concessi prestiti anche a famiglie meno agiate, in considerazione del tasso d’interesse “contenuto”, nei primi anni. Inoltre lo stesso tasso dava la possibilità di essere rifinanziato se naturalmente sottoscritto, mantenendo a sua volta l’iniziale e conveniente percentuale . Ma nel tempo un indice  troppo basso ha conseguentemente  favorito l’ascesa dello stesso, portando le famiglie all’impossibilità di far fronte ai relativi prestiti, mettendo in gioco per l’appunto la propria casa. Le più grandi società di mutui e assicurazioni hanno subito a loro volta danni non più recuperabili.

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martedì, 22 giugno 2010

Libertà d’impresa:i paletti li mette l’ente locale

CALLCENT.jpgda L'Avvenire

Tante restrizioni impediscono l’avvio di nuove attività: fra aperture bloccate, orari rigidi e mancanza di gare.
Nonostante la crisi eco­nomica, nel 2009 sono nate oltre mille impre­se al giorno. È il dato fornito dal­la Cgia di Mestre a dimostrazio­ne del fatto che «già oggi aprire un’impresa non costituisce più un grosso ostacolo così com’e­ra qualche anno fa». Gli artigia­ni salutano «con soddisfazione» le nuove misure di semplifica­zione burocratica messe in can­tiere dal governo Berlusconi, ma ricordano, tuttavia, che già «dal primo aprile di quest’anno è possibile avviare un’impresa con una semplice comunica­zione via internet dal sito della Camera di Commercio e fare la comunicazione di inizio attività, che immediatamente viene i­noltrata anche all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e all’Inail». Più in generale, osserva il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «la difficoltà per un imprenditore non è riconduci­bile alla fase di avvio della sua e­sperienza ma a un periodo suc­cessivo. I problemi da affronta­re subito, quindi, sono altri». La Cgia chiede di «diminuire la bu­rocrazia e il carico fiscale che grava su tutte le imprese; ridur­re per legge i ritardi nei tempi di pagamento; sbloccare i circa 70 miliardi di euro di pagamenti che le Regioni e gli enti locali non riescono a effettuare per i vincoli imposti dal Patto di sta­bilità interno». Ma ci sono anche altre restri­zioni, soprattutto a livello loca­le che limitano la libertà sanci­ta dall’articolo 41 della Costitu­zione. A rilevarli è stata l’Anti­trust, nelle segnalazioni inviate nell’ultimo anno a Parlamento, governo ed enti locali, denun­ciando i limiti alla concorrenza ed auspicando un cambiamen­to di rotta. Perché avviare un’at­tività economica, che sia un bar, un negozio di ottica o una scuo­la di sci, è in Italia una vera im­presa. Nonostante, il governo punti a riformare le modalità, i limiti e i vincoli a livello locale sono infiniti.

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