venerdì, 25 maggio 2012

Indennizzabili le complicanze da vaccini anche non obbligatori

vaccini,corte costituzionale,salute,complicanze,indennizzabileda Aduc

Con sentenza n. 107/2012 del 26 aprile scorso, la Corte Costituzionale ha accolto la questione sollevata dal Tribunale di Ancona, dichiarando costituzionalmente illegittima l'esclusione di indennizzo in caso di complicanze permanenti scaturite da vaccini raccomandati ma non obbligatori, a fronte della risarcibilità invece dei danni derivati da vaccini obbligatori.
La Corte ha così fornito un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 1, comma 1, legge 23 febbraio 1992, n. 210 (che prevede appunto un indennizzo da parte dello Stato, in favore di soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), sancendone l'applicabilità anche alle complicanze derivate da vaccini non obbligatori (come il morbillo, la rosolia e la parotite).

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venerdì, 06 aprile 2012

Anatocismo, Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma “salva-banche”

anatocismo,decreto salva banche,banca,anatocismo bancario,corte costituzionale,illegittimada Help Consumatori

La norma sull’anatocismo bancario contenuta nel decreto Milleproroghe del 2010 è illegittima. Lo ha dichiarato la Corte Costituzionale (sentenza n.78). La norma in questione regola i tempi di prescrizione per presentare ricorso contro le banche che hanno applicato l’anatocismo, ossia la contabilizzazione trimestrale degli interessi bancari passivi.

La norma calcola i tempi di prescrizione decennale dal compimento di ogni singola operazione e non dalla chiusura del conto corrente, come aveva ribadito la Corte di Cassazione con una sentenza del 2 dicembre 2010. La Corte, raccogliendo 9 ordinanze di tribunali diversi, sottolinea come “retrodatando il decorso del termine di prescrizione” e derogando dalle disposizioni del codice civile, la norma rende “asimmetrico il rapporto contrattuale di conto corrente” fra correntista e banca.

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sabato, 18 febbraio 2012

La Consulta: le regioni non devono aumentare le tasse per far fronte alle calamità naturali

corte costituzionale,sentenza,regioni,calamità naturali,tasseFonte: il corriere.it

La Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale della cosiddetta «tassa sulle calamità», la norma introdotta l’anno scorso nel disegno di legge cosiddetto Milleproroghe che stabiliva che in caso di calamità naturali, le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza. A impugnare la normativa erano state sei Regioni.
LA SENTENZA – Secondo i giudici la norma è in contrasto con gli articoli 77, 119, 23 e 123 della Costituzione.

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venerdì, 23 luglio 2010

Immigrazione. Divieto di sposare un clandestino: la parola alla Corte Costituzionale

CLAND.jpgdi Emmanuela Bertucci - da ADUC

Il giudice di pace di Trento ha sospeso l'espulsione di una cittadina straniera clandestina “colpevole” di aver chiesto le pubblicazioni di matrimonio con il suo compagno italiano e ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale affinche' valuti se il divieto di contrarre matrimonio con un clandestino sia legittimo o meno.
 L'estate scorsa, all'indomani dell'entrata in vigore del cosiddetto pacchetto sicurezza (legge 94/09) abbiamo definito il divieto di matrimonio con straniero irregolare una norma da legge razziale. Secondo questa legge, per sposarsi in Italia lo straniero, al momento della richiesta di pubblicazioni, deve esibire “un documento attestante la regolarita' del soggiorno nel territorio italiano”. Dunque gli stranieri extracomunitari devono allegare copia del permesso di soggiorno, o della ricevuta (della Posta o della Questura) per il suo rilascio, o ancora, se in Italia per periodi inferiori a 3 mesi, copia della dichiarazione di presenza depositata in Questura entro 8 giorni dall'ingresso sul territorio italiano.
Auspicavamo, un anno fa, che la Corte Costituzionale venisse investita della questione, poiche' il diritto di sposarsi e' un diritto fondamentale della persona riconosciuto sia a livello internazionale che dalla Costituzione italiana. Ci ha pensato il Giudice di pace di Trento, con ordinanza n. 1680 del 16 giugno 2010. Ad avviso del giudice, e come da noi auspicato un anno fa “il diniego di esercizio del diritto a contrarre matrimonio in virtu' del suo status di irregolare appare palesemente in contrasto con l'art. 29 comma 1 della nostra Costituzione, strettamente connesso all'art. 2 in quanto i costituenti hanno inteso garantire all'individuo, indipendentemente dal requisito della cittadinanza, l'esercizio di questo diritto umano fondamentale”.

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martedì, 08 giugno 2010

SERVIZI DI DEPURAZIONE: IL CANONE NON E' DOVUTO SE MANCA L'IMPIANTO

depuratore_3.jpgda Federconsumatori

La Federconsumatori chiede la restituzione dei canoni pagati negli ultimi 10 anni dagli utenti che non hanno fruito del servizio di depurazione e che si riconosca loro tale diritto, senza ricorrere alle vie legali.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale con sentenza n. 335/08, dichiarando l'illegittimità dell'art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n.36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, e sia nel testo modificato dall'art. 28 della legge 31 luglio 2002, n.179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Illegittimità estesa anche all’art. 55 comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota relativa al servizio di depurazione, è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi»; nella fattispecie si è stabilito che tale quota, pagata finora da tutti gli utenti del servizio idrico, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio che, nei casi in cui manchino gli impianti, non viene erogato.
La Federconsumatori Nazionale invita tutti i Presidenti dei 91 ATO operanti sul territorio nazionale e i Presidenti dei gestori del servizio idrico integrato che hanno avuto in affidamento il servizio di prendere atto della sentenza e di far cessare e ristornare il canone fognatura e depurazione, indebitamente pagato per tutte le utenze non collegate al servizio di depurazione e pubblica fognatura.Invita tutte le utenze aventi diritto a rivolgersi alle nostre sedi, al fine di ricevere assistenza.

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lunedì, 12 aprile 2010

Ma l’IVA sulla TIA è dovuta?

iva.jpgda Casa del Consumatore

Otto mesi fa, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza che ha definito tributo la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA)

Dal giorno successivo ad oggi, si sono scatenate le proteste basate sul concetto, di per sé giusto, che ad un tributo non debba essere applicata l’IVA, in quanto applicare un tributo su un altro tributo è vietato dalla Costituzione.
Migliaia di cittadini, in gran parte fuorviati da pareri legali superficiali, sono stati indotti a pensare che a breve avrebbero ricevuto rimborsi su rimborsi.
Purtroppo invece le risposte ottenute sono state sempre negative. Perché?

Non è forse la Corte Costituzionale ad avere il potere di cancellare le norme ritenute contrarie alla Costituzione? Sì, ma in questo caso non l’ha fatto!

Ciò in quanto nel caso in questione la Corte Costituzionale non era stata chiamata a decidere se l’IVA sulla TIA fosse dovuta oppure no.
La Corte però, nelle motivazioni della sentenza (in cui si è pronunciata su altre questioni), ha spiegato le ragioni su cui poggia la natura di tributo della TIA e l’ha qualificata come prelievo identico alla precedente TARSU.

Risultato?
La decisione non è vincolante per i giudici.
In questa situazione, per ora la strada migliore è quella di inviare in ogni caso una diffida al Comune e all’azienda locale che si occupa dello smaltimento dei rifiuti per interrompere la prescrizione ed evitare che con il passaggio del tempo in futuro vi possano dire che non vi rimborsano perché non lo avete chiesto in tempo (sul nostro sito potete trovare il modello di
diffida).

Nel frattempo, se continuano a non arrivare i chiarimenti che si attendono dal Governo, La Casa del Consumatore avvierà alcune cause pilota per obbligare la Corte Costituzionale ad un nuovo intervento, questa volta proprio sulla specifica questione dell’IVA sulla TIA.

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giovedì, 11 marzo 2010

INSEGNANTI DI SOSTEGNO: LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA IL LIMITE

corte.jpgda L'Avvenire

Sono "irragionevoli" e pertanto "illeggittime" le norme varate nel 2007 sotto il governo Prodi che hanno fissato un limite massimo invalicabile al numero dei posti degli insegnanti di sostegno e che hanno escluso la possibilità di avvalersi, in deroga al rapporto studenti-docenti fissato per legge, di insegnanti specializzati che assicurino al disabile grave " il miglioramento della sua situazione nell'ambito sociale e scolastico".

Lo ha deciso la Corte Costituzionale che, con la sentenza 80 depositata in cancelleria, ha bocciato due norme contenute nella Finanziaria 2008.

A sollevare la questione di legittimità costituzionale è stato il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia , chiamato a dirimere il braccio di ferro tra un istituto scolastico  nel catanese ed i genitori di una bambina disabile affetta da ritardo psico-motorio e da crisi convulsive gravi. Per effetto del limite imposto dalle norme del dicembre 2007, le ore di iinsegnamento di sostegno alla bambina sono infatti passate da 25 a 12 alla settimana.

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