giovedì, 03 maggio 2012
Sanita'. Perche' l'Italia non aderisce alla Rete europea contro frodi e corruzioni? L'Aduc lo chiede a Monti
Perche' l'Italia non ha ancora aderito alla Rete europea contro le frodi e la corruzione nel settore sanitario?. E' una domanda che rivolgiamo al presidente del Consiglio, Mario Monti.
Che gli scandali nella sanita' siano all'ordine del giorno e', a tutti, evidente. La corruzione e le frodi non hanno effetto solo sulla finanza pubblica ma anche sulla salute dei cittadini perche' limitano l'accesso ai servizi o, comunque, inducono prestazioni inferiori o non appropriate.
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sabato, 24 marzo 2012
Scandali pubblici. Quando moralismo e magistratura non bastano
da Aduc - di Primo Mastrantoni
In queste settimane una serie di "scandali" ha coinvolto vari esponenti istituzionali di entrambi i segni. Lo sdegno e' grande, la sfiducia anche. La Corte dei Conti stima in 60 miliardi l'affaire della corruzione pubblica. Come se ne esce? L'azione della magistratura nei primi anni del '90 (Tangentopoli) non ha prodotto i risultati sperati. Sembra che tutto prosegua come prima nonostante gli interventi di allora e di oggi. Una proposta molto semplice potrebbe ridurre il budget della corruzione, si chiama semplificazione amministrativa. Il che non significa solo diminuire il numero delle carte, bollate o meno, che il cittadino o una impresa devono depositare negli uffici pubblici, ma ridurre l'apparato burocratico amministrativo e relative funzioni. Se lo Stato, e relative propaggini, deve stabilire quante edicole ci devono essere in una citta' e probabile che si scateni la lotta all'accaparramento: chi e' piu' "raccomandato" avra' maggiori probabilita' di successo. Se riuscissimo a liberarci da lacci e lacciuoli che imbrigliano il cittadino, probabilmente i livelli di corruzione diminuiranno. Il decreto sulle liberalizzazioni era una buona occasione. Peccato che la si sia persa.
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Scandali pubblici. Quando moralismo e magistratura non bastano
da Aduc - di Primo Mastrantoni
In queste settimane una serie di "scandali" ha coinvolto vari esponenti istituzionali di entrambi i segni. Lo sdegno e' grande, la sfiducia anche. La Corte dei Conti stima in 60 miliardi l'affaire della corruzione pubblica. Come se ne esce? L'azione della magistratura nei primi anni del '90 (Tangentopoli) non ha prodotto i risultati sperati. Sembra che tutto prosegua come prima nonostante gli interventi di allora e di oggi. Una proposta molto semplice potrebbe ridurre il budget della corruzione, si chiama semplificazione amministrativa. Il che non significa solo diminuire il numero delle carte, bollate o meno, che il cittadino o una impresa devono depositare negli uffici pubblici, ma ridurre l'apparato burocratico amministrativo e relative funzioni. Se lo Stato, e relative propaggini, deve stabilire quante edicole ci devono essere in una citta' e probabile che si scateni la lotta all'accaparramento: chi e' piu' "raccomandato" avra' maggiori probabilita' di successo. Se riuscissimo a liberarci da lacci e lacciuoli che imbrigliano il cittadino, probabilmente i livelli di corruzione diminuiranno. Il decreto sulle liberalizzazioni era una buona occasione. Peccato che la si sia persa.
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mercoledì, 21 marzo 2012
“Corruzione vs Welfare”, uno stretto legame da interrompere
da Help Consumatori - di Antonella Giordano
La corruzione è l’abuso di potere e può esercitarsi in ogni attività della vita economico-sociale di un paese. Dagli appalti ai favori personali, passando per l’abuso d’ufficio e il peculato, la corruzione in Italia brucia circa 60 miliardi all’anno (dati della Corte dei Conti). Ciò vuol dire che sulla testa di ogni cittadino italiano pesa una tassa di 1000 euro non spesi per servizi di pubblica utilità.
Studi internazionali dimostrano che nei paesi ad alto tasso di corruzione diminuiscono le risorse per i servizi sociosanitari e sccolastici e, in generale, la qualità dei servizi pubblici è più bassa. Nella classifica internazionale stilata ogni anno da Transparency International, l’Italia è retrocessa al 69° posto su 182 paesi, a pari merito con il Ghana, con un indice di 3,9 su una scala da 1 a 10, dove 10 indica il livello minimo di corruzione. Oltre ai dati reali c’è la percezione del fenomeno, che tra gli italiani cresce sempre di più: nel 2009 l’83% considerava la corruzione un problema rilevante e nel 2008 il 17% dei cittadini ha denunciato tangenti, contro una media europea del 9% (dati Eurobarometro).
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domenica, 21 febbraio 2010
CORRUZIONE: IL CODACONS INVOCA LA CREAZIONE DI UNA AUTHORITY ANTICORRUZIONE
Dopo l'allarme della Corte dei Conti e l'infuocato dibattito politico sulla corruzione nel nostro paese, il Codacons chiede oggi a Governo e Parlamento la creazione di una apposita "Authority Anticorruzione', parallela alle autorità già esistenti (concorrenza, comunicazioni, energia, ecc.).
E' necessario creare una apposita Autorità, dotata di poteri uguali a quelli delle altre authority operanti nel nostro paese - spiega l'associazione - in grado di vigilare, anche attraverso l'ausilio della Guardia di Finanza e lavorando spalla a spalla con le Procure, sui fenomeni corruttivi e intervenire tempestivamente per sanare le situazioni critiche e punire chi si macchia di tale colpa, relazionando periodicamente al Parlamento. La corruzione, infatti, si riflette in modo negativo direttamente sui cittadini, attraverso ad esempio prezzi al dettaglio maggiorati, scarsa qualità nella fornitura di beni e servizi, distorsione di risorse, ecc.
08:00 Scritto da: consumatori in TRUFFE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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