lunedì, 07 maggio 2012
U.E. - Clausole abusive. Nullita' valida per chiunque. Corte Giustizia
Grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia europea, ogni consumatore puo' trarre beneficio dalla nullita' di una clausola dopo un ricorso collettivo promosso da un'autorita' a tutela dei consumatori. Si tratta di una sentenza sollecitata dall'autorita' ungherese per la tutela dei consumatori contro l'operatore telefonico Invitel.
Quest'ultimo si era arrogato, senza spiegare nei particolari, il diritto di fatturare a posteriori i costi applicati per le fatture pagate tramite vaglia postale.
14:00 Scritto da: consumatori in CONSUMATORI, DIRITTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 02 maggio 2012
Energia elettrica e gas: contratti non richiesti
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha finalmente emanato nuovi provvedimenti al fine di contrastare e arginare il fenomeno ormai sempre più massiccio delle pratiche commerciali scorrette de parte di alcune società di vendita di energia elettrica e gas (che si affidano a promotori esterni privi di scrupoli per l’affidamento delle campagne acquisti).
La Casa del Consumatore, insieme con le altre associazioni dei consumatori, da tempo, infatti, monitora e denuncia tali pratiche aggressive di vendita nei confronti dei consumatori che si ritrovano attivati contratti non richiesti, in modo spesso ignaro e inconsapevole con firme apocrife, contraffatte o false o ancora ottenuti promettendo vantaggi iperbolici ed ingannevoli.
00:05 Scritto da: consumatori in ARTICOLI IN EVIDENZA, ENERGIA, TRUFFE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 27 aprile 2012
Clausole contrattuali abusive, dall’Europa una vittoria per i consumatori
Dall’Europa arrivano buone notizie per i consumatori vessati da clausole contrattuali abusive. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che se una clausola contrattuale viene dichiarata nulla a seguito di un ricorso collettivo promosso da un’associazione o organismo a tutela dei consumatori, la legge può prevedere che questa clausola non abbia effetti vincolanti su alcun consumatore che ha stipulato lo stesso contratto.
Il casus belli arriva dall’Ungheria, dove l’autorità nazionale per la tutela dei consumatori ha ricevuto numerose denunce di consumatori nei confronti di un operatore di telefonia fissa che aveva unilateralmente introdotto nelle condizioni generali dei contratti di abbonamento una clausola che le conferiva il diritto di fatturare a posteriori “spese di vaglia” ai clienti, ovvero costi applicati in caso di pagamento delle fatture attraverso vaglia postale.
16:00 Scritto da: consumatori in CONSUMATORI, DIRITTO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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mercoledì, 11 aprile 2012
Forniture non richieste, Antitrust avvia procedimento su Sorgenia
Sorgenia finisce nel mirino dell’Autorità Antitrust per l’attivazione di contratti non richiesti. L’Autorità ha infatti deciso di avviare un procedimento nei confronti dell’azienda, cui viene contestata – sulla base di numerose segnalazioni giunte da consumatori e dalla stessa Autorità per l’energia elettrica e il gas – l’attivazione non richiesta di forniture di energia elettrica.
Secondo quanto scrive l’Antitrust nell’odierno bollettino, “in moltissime delle segnalazioni ricevute i consumatori lamentano di essersi accorti di avere cambiato fornitore di energia elettrica solo al momento della ricezione delle fatture di pagamento da parte di Sorgenia o addirittura al momento del distacco della fornitura per omesso pagamento, dopo aver contattato la società di cui ritenevano essere ancora utenti per chiedere chiarimenti in merito alla vicenda occorsa.
14:00 Scritto da: consumatori in ANTITRUST, ENERGIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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sabato, 29 maggio 2010
Legge Bersani adottata dai gestori telefonici: testimonial per la legittimazione delle illecite penali di recesso
Ingegnosi ribalta-frittata. I gestori telefonici si erano lamentati di Pierluigi Bersani quando, da ministro, abolì le penali per il recesso, ora lo hanno adottato come testimonial.
Il cliente vuole recede dal contratto? Ecco il call center che snocciola:
"come prevede il decreto Bersani, le addebiteremo i costi di disattivazione. 60 euro per la linea base; 60 euro per l'Adsl; 200 euro per il recesso dalle opzioni tariffarie X e Y".
Cifre altissime (vere e proprie penali) che prima dell'entrata in vigore del divieto, nel 2007, mai avrebbero osato chiedere.
Peggio va se a recedere è un'azienda. In questo caso, il cliente 'infedele' viene punito con richieste di migliaia di euro.
Ma non finisce qui, il ribaltamento della realtà.
La legge Bersani prevede: è sempre possibile recedere ed è vietata la richiesta di penali, ma solo eventuali costi di disattivazione. L'Agcom specifica: esclusivamente le spese per cui sia dimostrabile un pertinente e correlato costo dai primi sopportato per procedere alla disattivazione o al trasferimento.
In caso di portabilità del numero, poi, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni specifica che eventuali costi di disattivazione posti a carico dell’utente non sono in linea di massima giustificati.
Quindi, in generale è possibile richiedere pochi spiccioli (visto che le operazioni sono nel 99% dei casi effettuabili tutte tramite computer) e nulla in caso di portabilità, perché le operazioni di trasferimento le effettua il gestore entrante.
11:15 Scritto da: consumatori in TELEFONIA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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