domenica, 20 maggio 2012

IMU: ALLARME ANCI, I COMUNI PERDERANNO 2,5 MILIARDI

imu.jpgda Codacons

Secondo uno studio Ifel-Anci, con l'introduzione dell'Imu i Comuni perderanno circa 2,5 miliardi, con una perdita rispetto all'Ici del 27% delle risorse.
Per il Codacons i Comuni, invece di mettere le mani avanti piangendo già miseria, avrebbero fatto bene a fare prima i loro calcoli, fissando le aliquote quando potevano farlo. Le vere vittime dell'Imu, infatti, non sono certo i Comuni ma le famiglie italiane che non solo saranno costrette a pagare, ma che non sanno nemmeno quanto alla fine dovranno sborsare, vivendo così nell'incertezza fino a dicembre, con il serio rischio di dover pagare l'Imu con la loro tredicesima.

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lunedì, 23 aprile 2012

Tasse, arriva un’altra mazzata. I comuni metteranno l’Imu-bis

imu bis,comuni,tasse,imposte,casada Affariitaliani.it

Ennesima stangata in arrivo. Questa volta dai primi cittadini di ogni città, ancora ignari della portata. Forse perché infilata all’ultimo momento nel decreto sulle semplificazioni fiscali, approvato giovedì dalla Camera. L’imposta di scopo – come si legge su Repubblica – rinasce dalle ceneri e si candida ad essere l’Imu-bis. Uno strumento nelle mani dei sindaci per finanziare asili, scuole, parchi, biblioteche, strade, parcheggi. Ma anche una nuova tassa sul mattone, il bancomat più gettonato in questo tempo di crisi e sacrifici.
Istituita da Prodi con la Finanziaria 2007, l’imposta di scopo doveva essere la leva dei Comuni a parziale copertura delle opere pubbliche (prime case escluse). Un flop, in realtà. Utilizzata pochissimo – scelta da neanche una ventina di città – finisce poi nel decreto sul Federalismo fiscale dello scorso anno che a sua volta rimanda a un regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2011.

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martedì, 04 maggio 2010

Biotestamenti in Comune, la campagna-truffa

BIOTEST.jpgdi Andrea Galli - da L'Avvenire

Siamo sempre lì. Alla situazione che questo inserto ha documentato a più riprese negli ultimi mesi. Ovvero, mentre la legge sul testamento biologico avanza fra la Camere come un cavallo nel pantano, direbbe Gadda, procede l’offensiva silenziosa ma tenace per esportare in più Comuni possibili la più inutile (a rigor di legge) inziativa che si ricordi da un po’ di tempi a questa parte: quella dei registri del testamento biologico fatti in casa. O meglio, in municipio. La giurisprudenza infatti è chiara: se ai Comuni sono assegnate sì funzioni e capacità d’intervento nei servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica – ma è tutto da vedere che un registro per il testamento biologico rientri in tali categorie –, come è confermato da più parti, e non da ultimo dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, le competenze specifiche sono attribuite da leggi statali o regionali. Punto. Senza quelle, tutto il da farsi su registri e pseudo-attestati di volontà sul trattamento in casi di malattia grave, resta carta straccia. E quand’anche nella legge ora in discussione venisse approvata l’esistenza di strumenti simili, tutto sarebbe da rifare, vista l’assenza di uniformità nelle procedure finora applicate, di parametri adeguati all’eventuale normativa. ecc.
  Insomma, un grande spreco se non di risorse economiche (ma in parte anche di quelle) certamente di tempo. A che pro? Ovvio, testimoniare al legislatore una domanda da parte della cittadinanza, preparare un fronte di contestazione se la legge sarà approvata non prevedendo la vincolabilità per il medico del 'testamento biologico' redatto, fare
 lobbying politica dal basso.
 
Q
uanti sono i Comuni finora coinvolti? Difficile dirlo con precisione. Erano una settantina a gennaio, verosimilmente oggi sono ben oltre gli ottanta. Tra febbraio ed aprile, per esempio, si contano tra le
 new entries Francavilla Fontana (Br); Campolongo (Ve); Gattattico (Re); Sesto Fiorentino (Fi); Pavullo nel Frignano Mo); Cattolica (Fc); Ottaviano (Na). Una raccolta firme per chiedere l’indizione di un referendum comunale consultivo «ai sensi dell’art. 46 dello statuto del Comune di Udine», che sollecita l’istituzione del registro per le dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, si è tenuto a Udine. Petizioni per votare in consiglio comunale il registro sono arrivate a Gorizia e Forlì, ecc.

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