lunedì, 27 febbraio 2012
Farmers market, un successo anche in tempi di crisi
Aumentano del 53 per cento rispetto allo scorso anno degli acquisti nei mercati degli agricoltori, dove nel 2011 hanno fatto la spesa ben 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualita’ a tavola. E’ quanto emerge dal primo rapporto sul “Boom degli acquisti diretti: la ricetta anticrisi degli italiani” presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica della Coldiretti a Roma.In pochi anni – sottolinea la Coldiretti – sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market) dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone.
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sabato, 28 gennaio 2012
L’italian sounding e il caso Simest
da Help Consumatori - di Silvia Biasotto
Parmesan, Parmesanito, Parmesao. Sono i nomi fantasiosi le imitazioni all’estero del nostro Parmigiano. Prodotti che richiamano il concetto di italianità, ma che di italiano, nella ricetta e nelle materie prime, nulla hanno.
E’ il fenomeno dell’italian sounding, una delle forme più subdole di contraffazione alimentare. Difficile da accettare in qualità di consumatori e produttori italiani. Ancor più difficile se poi si scopre che proprio lo Stato italiano, anche se indirettamente, finanzia situazioni del genere. E’ il cd caso Simest, la storia di una società a partecipazione governativa che controllerebbe aziende che all’estero producono prodotti che richiamano il made in Italy ma che non hanno nulla a che fare con l’Italia.
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lunedì, 26 luglio 2010
TURISMO: CRESCE LA VACANZA NEL VERDE E VALE 10 MILIARDI
Cresce il turismo ecologico che raggiunge in Italia il valore di oltre 10 miliardi con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi, uniche forme di alloggio vacanziero che rispettivamente tengono e aumentano secondo la fotografia scattata da Unioncamere-Isnart per l'Osservatorio Nazionale Turismo. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la vacanza nel verde nel 2010 è scelta dall’8 per cento degli italiani, secondo l’indagine Swg. L'Italia puo’ contare - sottolinea la Coldiretti - su ben 772 i parchi e aree protette presenti che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. I turisti ecologici - continua la Coldiretti - cercano soprattutto il contatto con la natura (38%), ma anche relax e tranquillità (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilità di avere prezzi più bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport (trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing) e attività all'aria aperta (9,9%), secondo il rapporto Ecotur. E' significativa, tra gli amanti della vacanza a contatto con la natura, la presenza dei giovani tra i 16 ed i 30 anni che sono ben il 23,2 % mentre per quanto riguarda le strutture di ospitalità ad essere privilegiati rispetto alle tradizionali vacanze sono gli agriturismi, scelti da oltre il 20 per cento dei vacanzieri ecologici. La vacanza verde è infatti spesso abbinata all’enogastronomia locale grazie alla presenza in Italia della piu’ grande varieta' di percorsi turistici legati all'enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare le molteplici tipicita' del territorio e, oltre a piu' di diciottomila agriturismi, in Italia sono “aperti al pubblico” per acquistare prodotti enogastronomici 63mila frantoi, cantine, malghe e cascine ma anche centinaia di mercati degli agricoltori di Campagna amica.
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martedì, 08 giugno 2010
«Chilometri zero», la spesa senza crisi
DI ANDREA ZAGHI - da L'Avvenire
Oltre tre miliardi di euro di giro d’affari in un anno. È la cifra da capogiro raggiunta dal cosiddetto acquisto di prodotti agricoli «a chilometri zero».
Stando, almeno, agli ultimi dati resi noti ieri dalla Coldiretti – che ha inventato questo strumento – in occasione della giornata mondiale dell’Onu dedicata all’ambiente. Nata un po’ per provocazione un po’ per davvero, l’iniziativa è ormai un mercato parallelo a quelli tradizionali: il segno concreto della ricerca di genuinità e origine degli alimenti che fa discutere ma che, indubbiamente, colleziona successi.
La rete di aziende impegnate, spiega la Coldiretti, conta ormai 63mila unità, 18mila agriturismi, 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, quasi 1200 distributori di latte fresco oltre a decine di ristoranti, mense, osterie, botteghe, consorzi agrari, cooperative, agriasili, vinerie, pescherie, pizzerie e gelaterie.
Un esercito di canali di vendita che, sembra, riesce a garantire un risparmio medio del 30% a parità di qualità. Il segreto della formula è semplice: il taglio delle intermediazioni commerciali, delle conservazioni intermedie in magazzino e dei lunghi trasporti. Ma non solo.
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giovedì, 20 maggio 2010
PARTE IN MOLISE IL PROGETTO "COLTIVA LA SALUTE"
Al via in Molise il progetto ‘Coltiva la Salute’. Ideato da Coldiretti e realizzato con la collaborazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ‘Coltiva la Salute’ mira a promuovere una nuova cultura della prevenzione della salute e della sicurezza del lavoro in agricoltura. L’iniziativa è realizzata in 30 realtà provinciali pilota dall’Inipa (Area ricerca formazione e sviluppo) in stretta collaborazione con Giovani Impresa di Coldiretti. Il fine della campagna è quello di unire alla tutela dell’imprenditore e del lavoratore agricolo quella del consumatore e più in generale tutti gli altri aspetti di una nuova agricoltura multifunzionale socialmente sostenibile come sottolineato nel progetto di Coldiretti ‘Una filiera agricola tutta italiana’.
“Con questo progetto – spiega il presidente regionale della Coldiretti del Molise, Amodio De Angelis – la Coldiretti vuole approfondire un tema che rischia di essere sottovalutato, anche rispetto ad una normativa spesso poco adatta alle specificità del settore e attivare un dialogo costruttivo con le istituzioni per una corretta gestione delle fasi di prevenzione e di controllo. Parlare oggi di sicurezza in agricoltura – ha aggiunto – significa essere consapevoli che il costo della mancata prevenzione è troppo alto e mette a rischio la sopravvivenza delle stesse aziende”. Ma la sicurezza in azienda ha anche altri vantaggi. “Avere l’impresa in sicurezza – ha spiegato il direttore regionale della Coldiretti, Angelo Milo – è un fattore determinante di competitività, costituendo requisito indispensabile per accedere a gare d’appalto e finanziamenti e per entrare in filiere agroalimentari di qualità”.
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sabato, 17 aprile 2010
I PRODOTTI AGRICOLI ACQUISTATI NEI FARMERS MARKETS DURANO DI PIU’
La Coldiretti, in occasione del taglio del nastro del primo “farmers markets” coperto, promosso dalla Campagna Amica a Milano, ha dichiarato che i prodotti alimentari freschi come la frutta e verdura che vengono acquistati al mercato degli agricoltori o direttamente nelle azienda agricole, durano fino ad una settimana in piu' rispetto a quei prodotti presenti nei canali di vendita tradizionali. Infatti, questi prodotti provengono direttamente dalle aziende limitrofe e, dunque, non devono subire intermediazioni commerciali o conservazioni intermedie in magazzino o lunghi trasporti che ne compromettono la freschezza all’arrivo sul bancone di vendita. Si tratta, quindi, di prodotti che vengono raccolti in giornata nelle campagne e venduti direttamente in città, mentre,per essere venduti nei supermercati, occorrono molti giorni per il passaggio dal campo allo scaffale del prodotto. Si tratta di un fenomeno che concilia la necessità di dover risparmiare con la necessità di garantirsi la sicurezza del cibo. La Lombardia è la regione dove si registra una forte presenza dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica della Coldiretti. "Questa vendita diretta –spiega la coldiretti- è una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così garantirsi acquisti sicuri e di qualità al giusto prezzo" afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini" nel sottolineare che "è anche una occasione far conoscere e divulgare i veri sapori della tradizione italiana per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell'inganno del falso made in Italy".
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venerdì, 12 marzo 2010
Alimenti, il nuovo rischio cinese
La Cina presto potrebbe copiare gran parte dei prodotti agroalimentari italiani e mondiali. È la strategia che - se confermata - rischia seriamente di mettere in ginocchio alcune delle produzioni di spicco del settore, seminando, oltre tutto, ulteriore confusione nei mercati alimentari. A sollevare l'allarme sul nuovo «rischio Cina», è stata la Confagricoltura che ha spiegato come questo Paese stia facendo incetta di genomi (cioè di materiali genetici) in giro per il mondo. L'obiettivo, secondo l'associazione, è chiaro: decodificare il genoma di un organismo significa comprenderne i segreti più profondi, porre le basi per la ricerca applicata, acquisire un vantaggio tecnologico e conoscitivo sulla concorrenza. Per capire di più, basta sapere che il Beijing Genomic Institute, cioè il principale centro cinese di ricerca, ha da poco annunciato di voler sequenziare 1000 genomi (500 animali e 500 vegetali) nei prossimi due anni con un finanziamento statale di 100 milioni di dollari. Cosa ci aspetta? Una volta in possesso del corredo genetico dei prodotti tipici, è sufficiente individuare il microclima ideale e adottare le tecniche di produzione giuste per «copiare scientificamente» il meglio del nostro agroalimentare, con conseguenze in termini commerciali e di sicurezza alimentare. Non è una prospettiva allettante, soprattutto tenendo conto dell'andamento poco entusiasmante dei bilanci delle imprese agricole italiane. Secondo i dati diffusi in questi ultimi giorni dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori (che ha celebrato la sua assemblea annuale), nel 2009 trentamila imprese sono state costrette a cessare l'attività, la produzione è diminuita del 3,8%, così come gli investimenti, mentre il valore aggiunto è crollato del 5,2% e i prezzi addirittura del 13,5%. Un insieme esplosivo di condizioni che avrebbero tagliato del 25,3% i redditi dei produttori agricoli che hanno dovuto rispondere a costi di produzione cresciuti dell'8,5%. Tutto senza contare le perdite miliardarie provocate proprio dal mercato dei -falsi- prodotti alimentari italiani. È chiaro che di fronte a una situazione di questo genere, occorre che tutti si rimbocchino le maniche, mettendo da parte gli ancora troppo presenti campanilismi e guardando da vicino a soluzioni concrete. A partire, perché no, dalla ricerca scientifica e tecnologica, ma passando per la riformulazione delle filiere di produzione-trasformazione-distribuzione. Da questo punto di vista, l'andamento dei prezzi alla produzione a gennaio è un segno inequivocabile di come stanno andando le cose. Secondo Coldiretti, i prezzi dei prodotti agricoli in campagna si sono ridotti del 6,1% con cali record per i vini che perdono il 13,9%, seguiti dalla frutta fresca e secca (-12,5%), dagli ortaggi e legumi (-9,1%), dai cereali (-3,9%). Scienza, tecnologia e strategie commerciali, dunque, possono essere gli elementi vincenti per l'agroalimentare del Paese. A patto che si sappia usare con saggezza queste leve.
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mercoledì, 17 febbraio 2010
AGRYCULT: Il sito del mangiar sano
da Michele Vitale

Quanto è importante ciò che mangiamo? Per me, tantissimo.
Specialmente da quando, appassionandomi alle tematiche alimentari, mi sono reso conto della qualità delle informazioni sugli alimenti di cui normalmente disponiamo (o meglio, di cui NON disponiamo). Prendete un'etichetta qualsiasi di una bistecca di vitello venduta al supermercato: solitamente l’etichetta ha nomi che evocano un paesaggio bucolico (“La fattoria di zia Pina”) le immagini richiamano verdi campi, colline soleggiate, ecc. ecc..
Ma la realtà, ahimè, è spesso molto diversa da quella rappresentata: animali allevati in batteria, in condizioni igienico sanitarie da paura, e con condizioni di vita disumane (si, lo so: stiamo parlando di animali).
Oppure prendete una mela di supermercato: come la stessa Coldiretti si vantava di affermare qualche settimana fa, tanta della frutta disponibile attraverso i consueti canali di distribuzione è stata colta settimane fa e mantenuta in celle frigorifere fino al momento della vendita!
E invece: avete mai provato a mangiare un frutto colto poche ore prima dal suo albero, e giunto alla sua naturale maturazione?
Beh, Agrycult, il sito che ho lanciato da poco, vuole parlare di questo. Ed è per chi crede, come noi, che una zucchina (del contadino) curva, magari bruttina a vedersi, ha un sapore migliore di una zucchina bella, dritta e lucidissima (a proposito, ma come mai la frutta al supermercato luccica così? mah!).
O per chi ancora non ci crede, ma vorrebbe saperne di più.
Allora visitate pure Agrycult e iniziamo insieme questo viaggio allo scoperta del cibo. Quello vero.
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martedì, 29 dicembre 2009
COLDIRETTI PIANTA UN ALBERO DI NATALE DAVANTI A GALBANI E PARMALAT PER CHIEDERE UN GIUSTO PREZZO DEL LATTE
DA L'AVVENIRE
Continua la mobilitazione sul prezzo del latte Made in Italy.
Un albero di Natale piantato davanti ai principali stabilimenti della Galbani e della Parmalat, per chiedere il "regalo" dovuto di un giusto prezzo del latte per gli allevatori e per i consumatori che devono poter riconoscere la produzione italiana.
E' la protesta degli allevatori Coldiretti, mobilitati durante le festività per salvare 43mila stalle italiane dal rischio di chiusura per il prezzo offerto dagli industriali, sotto i costi di produzione.
12:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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