lunedì, 30 aprile 2012

Siamo tutti pedoni!

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In strada, maggiore consapevolezza e buon senso possono contribuire a prevenire le tragedie. Il pedone, l’utente più debole della strada è il protagonista della campagna per la sicurezza stradale “Siamo tutti pedoni”, promossa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica dal Centro Antartide di Bologna, con la collaborazione dell’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna e alla quale aderisce anche l’Unione Nazionale Consumatori.

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sabato, 31 marzo 2012

Rispetto codice strada. La fotografia del ministero

 

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Mentre il Nord e' perfettamente integrato alle medie continentali, il Sud e' ancora indietro anche nel rispetto di semplici regole del codice della strada come l'uso di cinture di sicurezza e casco. Se in un decennio e' aumentata l'educazione stradale tra automobilisti e motociclisti, sono ancora forti i divari territoriali. Lo dicono le rilevazione del sistema Ulisse, l'osservatorio attivato nel 2000 da ministero Trasporti e Istituto Superiore di Sanita'.
Il 64% degli italiani indossa la cintura di sicurezza alla guida nelle aree urbane. I comportamenti sono pero' molto differenti nelle diverse Regioni: in Lombardia l'81,2% degli automobilisti e dei passeggeri di fianco al conducente mette la cintura; in Calabria (38,8%), Basilicata (37,9), Molise (36,2) il dato e' piu' che dimezzato.

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domenica, 12 febbraio 2012

Guida in stato di ebbrezza all’ubriaco che in sosta dorme sul volante

cassazione, auto, codice della strada, guida in stato d'ebrezza, ubriaco, dorme sul volantedi Patrizia Maciocchi
fonte: sole24ore.it

Guida in stato di ebbrezza per chi, ubriaco, si ferma e dorme sul volante. Secondo la Cassazione (sentenza 5404 su Guida al diritto), ai fini della contestazione del reato previsto dall’articolo 186 del codice della strada, è irrilevante che l’automobile sia in marcia o in sosta, se chi siede al posto di guida ha superato il tasso di alcool tollerato. Inutili le proteste dell’automobilista che affermava di aver usato il volante solo come un “cuscino”, sul quale aveva appoggiato mani e testa prima di lasciarsi andare a un sonno profondo.

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sabato, 11 febbraio 2012

Catene da neve, non scivolare sulla norma

da Help Consumatori

catene da neve,obbligo catene,norma uni 11313:2010,sicurezza,maltempo,codice della stradaSu diverse strade d’Italia è in vigore, in questi giorni di emergenza maltempo, l’obbligo di catene da neve per la sicurezza degli automobilisti. L’ampia gamma di prodotti disponibili sul mercato possono mettere il consumatore in difficoltà di fronte alla scelta e all’uso delle catene da neve.

A fare un po’ di chiarezza c’è la norma UNI 11313:2010 “Veicoli stradali – Dispositivi supplementari di aderenza per pneumatici di autoveicoli di categoria M1, N1, O1, O2 – Requisiti di sicurezza e metodi di prova” che definisce le catene da neve “di qualità”.

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venerdì, 10 febbraio 2012

CICLOMOTORI E MICROCAR : IL TARGHINO DIVENTA FISSO

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Dal 14 febbraio 2012 il vecchio “targhino” diventa fisso e non potrà più essere spostato da un ciclomotore ad un altro. Ciò in ottemperanza alla legge 120/2010  che all’articolo 14, comma 2, stabilisce che ciclomotori e microcar per circolare dovranno dotarsi di certificato di circolazione e di targhe fisse entro il 13 febbraio 2012.

La regolarizzazione si può effettuare presso gli uffici della motorizzazione, oppure presso le Agenzie di pratiche auto abilitate. Nel primo caso il costo dell’operazione è di 56,56 euro, nel secondo caso il conto varia tra gli 80 e 95 euro. 

Chi circola senza la targa fissa è punito con sanzioni amministrative che vanno da 389 a 1.559 euro

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sabato, 13 novembre 2010

MONTEFALCONE DEL SANNIO: LODEVOLE INIZIATIVA PER IL RISPETTO DEL CODICE DELLA STRADA

da redazione INFOCONSUMATORI

Sul parabrezza di un automobilista, nel Comune di Montefalcone del Sannio, in provincia di Campobasso, i vigili urbani hanno lasciato il seguente avviso:

montefalcone.jpgGentile Automobilista,

il suo veicolo è stato parcheggiato in modo irregolare. Ciò crea problemi alla viabilità ed offre un'immagine di disordine e trascuratezza del nostro paese. Siccome il nostro obiettivo è quello di rendere la nostra cittadina più vivibile ed ordinata, siamo certi di poter contare anche sulla sua collaborazione. Non è nostra intenzione comminare multe, ma Lei comprende che se la violazione del Codice della strada da parte sua dovesse ripetersi, saremo nostro malgrado costretti a farlo.

Le porgo i miei più cordiali saluti

IL SINDACO

Gigino D'Angelo

 

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martedì, 11 maggio 2010

Il codice, questo sconosciuto

CDS.jpgDI PAOLO CICCARONE - da L'Avvenire

Il codice della strada, questo sconosciuto. Nel tentativo di mi­gliorarlo e renderlo sempre più moderno, le regole stanno perdendo di vista il loro scopo primario: essere semplici e fa­cilmente intuibili. Invece, aggiornamenti dopo aggiornamenti, ogni tanto ne salta fuori qualcuna che alla maggioranza dei pa­tentati (oltre 40 milioni di italiani) sfugge. Col risultato che spes­so si infrangono norme di cui non si conosce nemmeno l’esi­stenza.
Prendiamo ad esempio l’articolo 143. Testualmente recita che viaggiando su strada a più corsie (quindi autostrade in primis) si deve occupare quella più libera a destra. Fino al 2003, anno del­la grande revisione e dell’introduzione della patente a punti (che ha ridotto il numero di decessi sulle strada da 8500 a circa 4000 all’anno) si poteva evitare di viaggiare sulla destra perché il nuo­vo codice aveva indicato quella corsia come destinata ai veicoli lenti. Doveva essere una norma per i camion, fatto sta che anche quando la strada è libera, marciano tutti sulla corsia di centro o di sorpasso. Per 'invogliare' a tenere la destra, l’automobilista che non rispetta questa norma si vede decurtare 4 punti sulla pa­tente oltre a una sanzione amministrativa. Ma alzi la mano chi si è mai preso u­na multa per non aver viag­giato sulla corsia di destra. Eppure il codice parla chia­ro, i pannelli a messaggio variabile lo ricordano spes­so in autostrada, ma gli au­tomobilisti italiani stanno bellamente al centro car­reggiata. Col risultato che sono aumentati i sorpassi sulla destra. Manovra per­messa dal codice solo nel caso in cui le file centrali e di sorpasso siano intasate.

Pochi poi sanno che si perdono 2 punti se non ci si ferma sulla li­nea di arresto bianca all’incrocio. Si perdono 2 punti se si viaggia con le luci spente su strade principali, sanzione che sale a 3 se l’im­pianto è guasto o una lampadina è fulminata. Ma si perdono an­che punti se si tengono i fendinebbia accesi. Se tutte le norme fos­sero applicate severamente, per un automobilista che viaggia a 90 all’ora in autostrada, al centro delle corsie, con i fari spenti di giorno, potrebbero volatilizzarsi 6 punti in un colpo solo, che di­ventano 12 se neopatentato: ma qualcuno, dopo averle fatte, le leggi le applica?

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mercoledì, 05 maggio 2010

NO VIA PUNTI A AUTO BLU PER TUTELA AUTISTI

autoblu.jpgIn relazione all'affermazione del senatore del Pdl Cosimo Gallo, secondo il quale l'emendamento da lui presentato sulle auto blu, che potrebbe introdurre per gli autisti una patente professionale da cui non vengono sottratti i punti, vorrebbe "solo evitare che a pagare sia il solito povero cristo', Il Codacons invita l'on. a non arrampicarsi sugli specchi e a non nascondersi prendendo a pretesto la scusa di voler tutelare i lavoratori.
"E' una palese difesa di casta dei politici che pretendono di poter impunemente correre da una riunione all'altra senza far rispettare il Codice della strada a chi li accompagna' ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Donzelli. "Inoltre si tratta di una modifica palesemente illegale perchè violerebbe il principio della parità di trattamento. Sono in tanti, infatti, i professionisti del volante. Tutti possono essere indotti a correre per la richiesta di altri, dal tassista che corre per il cliente che sta per perdere il treno al camionista che corre perchè il datore del lavoro pretende che arrivi in una determinata azienda prima della sua chiusura. Ma il Codice della strada non può essere considerato obbligatorio per alcuni ed un optional per altri. Se il legislatore stabilisce che si può derogare ad una norma, lo deve stabilire per chiunque si trovi nelle identiche condizioni e non solo per alcuni, perchè amici dei politici' ha concluso Donzelli.
Il Codacons, qualora il provvedimento fosse approvato in via definitiva, annuncia fin d'ora battaglia.

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martedì, 23 febbraio 2010

MULTE: I nuovi balzelli fanno diminuire il numero di ricorsi

multe.jpgIl nuovo balzello per presentare ricorso contro le multe al codice della strada sta dando purtroppo i suoi risultati.

Con 38 euro di contributo unificato e 8 euro di bolli, in tutta Italia i ricorsi durante il mese di gennaio sono calati del 45% rispetto a gennaio 2009. E non c'e' stato un incremento dei ricorsi al prefetto, dove il balzello non c'e', ma permane il raddoppio dell'importo della multa nel caso in cui il ricorso venga respinto.

Tra le grandi citta' di cui ci sono i dati:


- Bologna -39,6%
- Catania -21,1%
- Firenze -51,3%
- Milano -78,9%
- Pescara -70,1%
- Roma -36,8%
- Trento -47,9%
- Trieste -37,7%

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lunedì, 14 dicembre 2009

Abolito il diritto al ricorso contro le multe al codice della strada?

evitare-multa.jpgdi Vincenzo Donvito - Aduc

In Finanziaria 2010 e' prevista l'abolizione del contributo unificato, quella tassa di minimo 500 euro che si paga per le cause con un valore minimo di 52.000 euro. Al suo posto ne e' prevista una nuova che parte da 30 euro per cause fino a 1.100 euro, che diventano 70 per importi fino a 5.200 euro; la novita' e' che si paga anche per opposizioni a sanzioni amministrative, come le multe per la violazione del codice della strada.
Siccome la maggior parte delle multe sono di importi tra 30 e 70 euro, chi se la sentira' di tentare un ricorso al giudice di pace quando, in caso di vittoria, il “guadagno” sara' al massimo di qualche decina di euro? Guadagno che non sara' mai tale considerato il tempo che un cittadino ha impegnato e l'eventuale costo di un avvocato. Certamente si potra' continuare a fare ricorso al Prefetto dove il costo vivo sara' zero. C'e' pero' da considerare che questo tipo di ricorso e' fattibile solo nei casi in cui l'evidenza dell'errore dell'accertatore e' al 100%, perche' il prefetto fa solo una verifica burocratica e non c'e' una fase dibattimentale in cui si ascoltano le parti e, soprattutto, quando un ricorso viene respinto, automaticamente l'importo della multa raddoppia (cosa che non avviene davanti al giudice di pace, dove l'eventuale raddoppio -raro- e' a discrezione del giudice).
Qualcuno potrebbe chiedere che questa tassa sia restituita nel caso in cui il ricorso fosse vinto dal proponente, ma crediamo sia un'opzione praticamente impossibile visto il trascorso: qualche anno fa, per depositare ricorsi del genere, si pagava una cauzione che poi veniva restituita in caso di vittoria, ma il legislatore per praticita' amministrativa decise di levarla.
Di fatto, quindi, con questo provvedimento che sara' approvato in Finanziaria il diritto al ricorso contro le multe al codice della strada viene abolito.
Se questo e' un metodo per riformare la giustizia e, nello specifico, sbloccare l'ingolfamento dei tribunali, visto che siamo solo all'inizio di queste grandi riforme nell'ambito di uno dei poteri dello Stato, cosa ci dovremo aspettare in seguito?

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