mercoledì, 09 maggio 2012
Rapporto Rapex 2011, in calo notifiche dalla Cina. Indumenti e giocattoli i prodotti più pericolosi
Nel 2011 le notifiche di prodotti pericolosi provenienti dalla Cina e presenti sul mercato europeo sono calate dal 58% al 54%. Certo il numero resta alto, ma i miglioramenti ci sono e sono dovuti al sistema Rapex che, ormai dal 2004, è accanto ai consumatori e li fa sentire più sicuri.
Il Rapex è un sistema d’informazione rapida sui prodotti di consumo pericolosi diversi dagli alimenti, che individua i prodotti pericolosi sul mercato e li ritira tempestivamente. L’efficienza del sistema aumenta con gli anni e con una maggiore cooperazione tra le autorità nazionali e comunitarie.
18:00 Scritto da: consumatori in SICUREZZA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 02 luglio 2010
Parzialmente bloccato: si riapre in Cina il «caso» di Google
Google ha annunciato che il suo motore di ricerca è stato «parzialmente bloccato» in Cina. Ieri, infatti, scadeva la licenza Icp concessa da Pechino. Una pagina Web creata da Google sull’accessibilità dei propri servizi in Cina continentale ha segnalato che il proprio servizio di motore di ricerca è stato «parzialmente bloccato». Altri servizi di Google, come Gmail, News e Images, sono «completamente o perlopiù accessibili», si legge sulla pagina online. All’inizio dell’anno, il motore di ricerca americano aveva deciso di bloccare il servizio per protestare contro la censura cinese e i cyber-attacchi reindirizzando automaticamente i propri utenti su Hong Kong.
16:00 Scritto da: consumatori in INTERNET | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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lunedì, 29 marzo 2010
Orecchini al nichel pericolosi per gli allergici
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Orecchini al nichel pericolosi per gli allergici. Dopo la nostra segnalazione e una interrogazione parlamentare, il ministero della Salute ha emesso un "Allarme consumatori", relativamente agli orecchini della marca "Pedro Idee in movimento", provenienti dalla Cina, con un rilascio eccessivo di nichel, superiore a quanto previsto dalla direttiva 2004/96/CE. Gli orecchini di questa marca avevano un cartello con la scritta "senza nichel". Insomma, una bugia in assoluto. Il consumatore, in questo caso, e' totalmente privo di garanzie e solo l'intervento delle strutture sanitarie puo' mettere fine alla commercializzazione di prodotti pericolosi per la salute. Ricordiamo che il nichel e' responsabile di reazioni allergiche e che e' presente in numerosi articoli di bigiotteria.
16:00 Scritto da: consumatori in SALUTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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sabato, 13 febbraio 2010
Dalla Cina: passeggini a rischio amputazione delle dita
da Aduc - di Primo Mastrantoni
Ci mancavano anche i passeggini a rischio amputazione delle dita dei bambini. L’allarme viene dagli Stati Uniti, dalla Commissione per la sicurezza dei prodotti destinati ai consumatori (CPSC) e dal Canada e riguarda un passeggino importato dalla Cina dalla Britax Child Safety (!), modello “Blink”, dotato cioe’ di parapioggia. La cerniera che consente la chiusura del passeggino puo’ provocare l’amputazione delle dita o, comunque, la lacerazione della cute. Il prodotto e’ stato ritirato dal mercato. Non sappiamo se tale tipologia di passeggino e’ venduto, o e’ presente, anche in Italia. Sarebbe opportuna una indagine del ministero della Salute e comunque allertiamo tutti coloro che ne sono in possesso perche’ non ne facciano uso e lo restituiscano al venditore.
12:00 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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venerdì, 15 gennaio 2010
LA CINA VIENE FILTRATA DA GOOGLE DOPO ATTACCHI SUL WEB
Google, il più grande motore di ricerca mondiale potrebbe cessare la propria attività in Cina dopo aver denunciato, nel mese di dicembre, una serie di cyber attacchi informatici alla propria infrastruttura e ai dati aziendali, provenienti dal territorio cinese. Si tratterebbe di hacker spie che avevano come scopo quello di violare la mail degli attivisti dei gruppi umani e di altre venti aziende. E due di questi account privati di Gmail sarebbero stati violati. Il colosso mondiale ha sospeso ogni attività di filtraggio, cioè di censura dei contenuti nei risultati delle ricerche rompendo, cosi, l’accordo con il Regime cinese ed essendo intenzionata a chiudere anche la sua sede in Cina. Il segretario di Stato degli Usa, Hillary Clinton, ha chiesto spiegazioni a Pechino in merito a questi attacchi che, come afferma la clinton, sollevano molte domande e preoccupazioni. Questo caso va a complicare ulteriormente i rapporti tra Pechino e Whashington proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno mettendo in atto una strategia contro la censura in rete a livello mondiale. Sebbene una possibile uscita di Google dal mercato della ricerca online cinese possa avere un impatto limitato sui ricavi di breve termine, gli analisti ritengono che una scelta del genere potrebbe portare un costo strategico nel lungo termine. La Cina conta oltre 350 milioni di internauti e un ricavo annuo dalla ricerca su Internet che raggiunge 1 miliardo di dollari, ma il suo mercato Internet è sempre stato difficile per le strette regole sulla censura dettate da Pechino.
18:00 Scritto da: consumatori in MONDO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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