lunedì, 28 giugno 2010

NUCLEARE: LA CORTE COSTITUZIONALE "PASSA LA PAROLA" AI CITTADINI, CHE PERO' CONTINUANO A PAGARE PER LA CHIUSURA DELLE VECCHIE CENTRALI

centrale-nucleare.jpgda Federconsumatori
La Corte Costituzionale, bocciando i ricorsi presentati da alcune Regioni in base alla legge che prevede la reintroduzione del nucleare in Italia, ha risolto a favore del Governo il conflitto di competenze tra Stato centrale e Regioni, buttando a mare un altro pezzo di federalismo.
La parola ora passa ai cittadini, che potranno esprimere in varie forme la propria posizione, in generale partecipando al referendum le cui firme sono state raccolte da alcuni movimenti, e, di volta in volta, impianto per impianto, tenendo anche conto delle misure di prevenzione, di controllo e di tutela della salute esistenti nella regione interessata. 
Il percorso per la reintroduzione del nucleare, con questo pronunciamento, non è diventato né breve, né agevole.
Sono molte, ancora, le inadempienze procedurali del Governo, che hanno determinato ritardi nell’emanazione di decreti attuativi, fra queste di alto valore, non solo per Federconsumatori ed Adusbef, ma anche per il Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare, il mancato avvio della campagna di informazione per i cittadini, nonché, l’avvio di una reale concertazione con le opposizioni parlamentari, ritenuta necessaria dal Ministro Prestigiacomo, di ritorno dall’esperienza della visita alla centrale nucleare in costruzione a Flamanville in Francia.
Ci spiace constatare, quindi, che l’unica cosa certa, per i cittadini, è che, dopo 24 anni, continuano a pagare l’attività di smantellamento delle vecchie centrali e di immagazzinamento provvisorio dei rifiuti radioattivi.
Per il 2010 la messa sotto controllo delle spese di Sogin prevede una spesa, a preventivo, di oltre 188 Milioni di Euro che gli italiani pagheranno sulla bolletta dell’elettricità, a cui si aggiungeranno i costi che l’Autorità ammetterà a consuntivo “solo se motivatamente, chiaramente e univocamente attribuibili all’attività di smantellamento”.
Federconsumatori ed Adusbef auspicano che la procedura di controllo dell’Autorità per l’Energia possa mettere fine agli sprechi fatti pagare agli italiani dal 1987 in poi, scrivendo la parola fine su questa vera e propria vessazione.

14:00 Scritto da: consumatori in ENERGIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

venerdì, 05 febbraio 2010

NUCLEARE COSI' NON VA'. L'AIE DICHIARA CHE SONO TANTI I NODI DA SCIOGLIERE

centrali_nucleari.jpg
da Federconsumatori
 
Nobuo Tanaka Direttore Esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia – AIE ha sottolineato che in Italia permane una situazione di vulnerabilità energetica e che ci sono quindi importanti iniziative da assumere per dare al nostro Paese una strategia energetica efficace e realizzabile.
Nella sua amplia panoramica  su ciò che l’Italia ha realizzato , Tanaka ha richiamato  considerevoli passi avanti rispetto al precedente rapporto riferito al 2003, ma non ha potuto però evitare di  adottare per la propria presentazione sul nucleare  il titolo “Un futuro nucleare per l’Italia?”.
In particolare ha posto l’accento su tre questioni da risolvere per poter avere successo nella politica della produzione di elettricità dal nucleare:
·         Costi competitivi con quelli internazionali per abbassare il prezzo dell’elettricità;
·         Accettazione pubblica dell’impianto;
·         Procedure autorizzative complete e in tempi certi.
Federconsumatori non può che sottolineare la coerenza delle proprie posizioni con quanto illustrato da Tanaka.
Infatti, nello scorso novembre in occasione della presentazione del proprio studio sulla fattibilità del progetto governativo, l’associazione sottolineava , al di là di pregiudizi ideologici e riferimenti agli esiti del referendum del 1987, come la legge delega ha sottratto alle Regioni ed agli Enti Locali il potere decisionale su materie che indubbiamente rientrano nelle loro competenze istituzionali eliminando cosi uno strumento di partecipazione dei cittadini.

Continua...

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sabato, 12 dicembre 2009

Nucleare. Al consumatore non conviene

bolletta-nucleare-flickr.jpgda Primo Mastrantoni - Aduc

Nucleare? Al consumatore non conviene, vale a dire che il costo dell'energia elettrica che si paghera' sulla bolletta non subira' variazioni.

 I costi di costruzione, smantellamento, allocazione delle scorie, sistemi di sicurezza e gestione sono tali che alla fine non ci sara' un vantaggio economico per l'utente finale. In questi giorni circola la tesi che la decisione che porto' al blocco del programma nucleare 22 anni fa fu dettata dalla paura e quella di 50 anni fa dagli interessi dei petrolieri. Gia', solo che il nucleare non e' alternativo al petrolio, semmai lo e' alle fonti rinnovabili, infatti, in Francia, patria del nucleare, si consuma piu' petrolio della Germania.
C'e' il problema del cambiamento climatico, si dice. Si dimentica di aggiungere che il nostro nucleare produrra' solo 4,5% del fabbisogno energetico e quindi non incidera' sulla questione climatica.
Non possiamo dipendere da fonti energetiche "estere", si dice; si dimentica di aggiungere che non abbiamo miniere di uranio.
Insomma, il nucleare ci sembra un bell'affare, pubblico e privato, il che significa che il classico cerino rimarra' tra le dita del consumatore.

10:04 Scritto da: consumatori in RASSEGNA STAMPA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook