domenica, 27 giugno 2010

Libertà di stampa, Reporters sans Frontieres offre strumenti per aggirare leggi bavaglio

reporters.jpgL'organizzazione Reporters sans Frontieres (Rsf) ha inaugurato un 'rifugio anti-censura' per proteggere le attivita' di giornalisti, blogger e dissidenti dal controllo delle autorita' e della censura.
RSF ha presentato una stanza dei suoi uffici parigini che puo' accogliere giornalisti, rifugiati o blogger di passaggio, in cui possono beneficiare di connessioni internet 'fantasma', nelle quali cioe' viene nascosta l'identita' di chi naviga e consente di proteggere le informazioni on-line.
Del progetto si puo' usufruire anche 'a distanza', ovvero anche da lontano puo' beneficiare di queste connessioni 'anonime'. 'Cio' consentira' di accedere a Internet in modo sicuro, in particolare per aiutare i blogger a continuare il loro lavoro', ha detto all'agenzia France Presse il segretario generale di RSF, Jean Francois Juillard, che definisce queste connessioni un 'rifugio virtuale' contro la censura.
Per l'organizzazione attiva nella difesa della liberta' di stampa, sono circa 120 le persone in carcere nel mondo per le loro attivita' sui blog o su internet, in particolare, in Cina, Vietnam e Iran.

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sabato, 16 gennaio 2010

CENSURA A SAN REMO: "Veline in Parlamento e il popolo è contento

sanremo.jpgLa canzone "Tanto paga Papi" non passa il controllo per le selezioni del 60esimo Festival di Sanremo (Categoria Nuova Generazione) perche' il testo "non e' conforme". La commissione incaricata ha infatti dichiarato "non idoneo" il brano proposto dalla De Nardis impedendole addirittura di comparire sul sito della rai (www.sanremo.rai.it) insieme a tutti gli altri candidati. In base al regolamento sono vietati i testi con elementi "discriminatori" per eta', sesso, religione, razza o nazionalita'. Il testo scritto da Janet De Nardis (www.janetdenardis.it) e' divertente e ironico.

La filastrocca a rima baciata recita: "il debito che sale, la droga che fa male, il fumo che ti uccide, il monopolio ride, la scuola l'abbandono, le tette come dono, e senza un parrucchiere, lo sai potrei morire... le leggi io le frego, non credo piu' allo Stato, Governo e opposizione, la banda in coalizione, veline in parlamento, il popolo e' contento...".


denardis.jpgEspressioni usate tutti i giorni che pero' a Sanremo non possono entrare perche' tutto questo e' in contrasto con il regolamento della manifestazione. In realta' sembrerebbe che il problema sia l'uso del vezzeggiativo "papi". "Il nome Papi e' dunque diventato un tabu' - ironizza Janet, autrice del testo - eppure si tratta solamente di contenuti ironici sulla scia di quella satira politica che non dovrebbe fare male a nessuno. Tanto paga Papi l'ho scritta davanti alla tv utilizzando gli stessi argomenti, i medesimi luoghi comuni, gli stessi spot che vengono trattati ogni giorno dalla stampa e dalla televisione, senza censura".

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