sabato, 03 dicembre 2011

Censis, Italia recuperi lo scheletro contadino

censis,italia recuperi lo scheletro contadinodi Antonella Giordano

Qualche anno fa la famiglia italiana era paragonabile ad una S.P.A. dove il 70% del reddito complessivo arrivava dal lavoro, soprattutto dipendente, e la propensione all'accumulo era elevata, oltre ad essere possibile. Oggi non è più così: c'è stata una profonda trasformazione dell'entità famiglia, che è un po' la fotografia del cambiamento che ha subito l'intero Paese. La vecchia SPA è diventata un soggetto distributore, dove cioè i genitori aiutano i figli o viceversa.

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giovedì, 22 luglio 2010

Investimenti? Le polizze battono i Bot

 PENSI.jpgdi GIUSEPPE MATARAZZO - da L'Avvenire 

S
e proprio devono investire i propri risparmi, gli italiani – scottati dalla crisi e intimoriti dalla fragilità della finanza – si affidano alle assicurazioni. Calano così anche gli acquisti di titoli di Stato e crescono in maniera forte le po­lizze. Secondo quanto emerge dal «Dia­rio della ristrutturazione del terziario» realizzato dal Censis con la collaborazio­ne delle Banche di Credito Cooperativo, le famiglie italiane investono un terzo dei loro risparmi in assicurazioni sulla vita. O comunque optano per prodotti finanzia­ri come piani pensionistici, assicurazio­ni per la long term care, che garantisco­no una migliore qualità dell’esistenza. E in futuro – è l’impressione dei tecnici che hanno curato lo studio – crescerà anche la domanda assicurativa per la messa in sicurezza degli immobili o per tutelarsi
dai rischi ambientali. Un altro modo, in­somma di concepire l’investimento. In questo modo «il terziario finanziario sta intercettando la voglia degli italiani di pensare al loro futuro non solo in termi­ni di rendita finanziaria, ma anche di maggiore responsabilità verso se stessi e la propria famiglia».Se si guarda alle attività finanziarie delle famiglie italiane, infatti, secondo l’istitu­to di ricerca socio-economica, è eviden­te che nel 2009 il flusso di investimenti verso i titoli di Stato è diminuito di circa 60 miliardi di euro mentre il flusso dell’ul­timo anno verso le assi­curazioni del ramo vita si è attestato su oltre 24 miliardi, il 35% del to­tale delle attività finan­ziarie. La consistenza dei premi del ramo vita è aumentata del 12%.

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sabato, 05 giugno 2010

Censis. Come sarà l'Italia fra vent'anni? Verso un'Italia piu' vecchia

22790_anziani1.jpgCome sara' l'Italia fra vent'anni? Nel 2030 la popolazione residente in Italia sara' di 62 milioni 129 mila persone, il 3,2% in piu' rispetto al 2010. Ci saranno sempre piu' anziani e pochi giovani: un milione in meno, con un divario crescente tra Nord e Sud. Serviranno, nei prossimi dieci anni, 480 mila nuovi posti di lavoro all'anno e 12 miliardi di euro all'anno per ridurre il debito pubblico.
Questo in sintesi il risultato dell'indagine Censis realizzata nell'ambito dell'iniziativa "Un mese di sociale",' concentrato su una visione di medio periodo per l'Italia, individuando come fattori cruciali l'evoluzione del capitale umano e la progressiva liberazione dal debito pubblico. Secondo il Censis dunque, saremo ancora un grande Paese, ma si allarghera' il divario tra Nord e Sud. Mentre gli abitanti delle regioni del Sud diminuiranno (-4,3%), saranno i residenti nel Centro-Nord ad aumentare in modo consistente (+7,1%) soprattutto per effetto dell'immigrazione. Nel medio periodo crescera' quindi l'Italia piu' ricca (2,8 milioni di persone in piu' nel Centro-Nord nei prossimi vent'anni), mentre il Mezzogiorno, in assenza di interventi significativi, continuera' a perdere attrattivita' (890 mila abitanti in meno). L'emorragia di risorse umane nel Sud e' indicata anche da un tasso migratorio (saldo tra iscrizioni e cancellazioni anagrafiche) negativo (-1,0 per mille abitanti nel 2020) rispetto a quello positivo del Centro-Nord (+5,2).

 

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