giovedì, 27 maggio 2010

Parmalat. Confernata in Appello condanna a Tanzi

parmalat.jpgDieci anni di carcere per Callisto Tanzi e un risarcimento di 100 milioni di euro.
E' la sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha confermato il giudizio di primo grado contro uno dei maggiori raggiri finanziari di questo tempo, con titoli e obbligazioni dietro cui c'era un bluff creato da Tanzi in una sorta di delirio di onnipotenza, come hanno scritto i giudici nella condanna di primo grado a dicembre scorso.

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mercoledì, 21 aprile 2010

Crack Parmalat. Tanzi: non e' stata una grande truffa...

calisto-tanzi.jpgNonostante le migliaia di risparmiatori beffati dai bond spazzatura, Parmalat 'non era e non ha mai voluto essere una grande truffa'. E' quanto ha sostenuto l'ex patron del gruppo alimentare di Collecchio, Calisto Tanzi, durante le dichiarazioni spontanee rese davanti alla Corte d'appello di Milano per il secondo grado di un processo che, in primo grado, lo aveva visto condannato a 10 anni di reclusione.
Per Tanzi 'la storia di Parmalat e' indissolubilmente legata alla mia persona e di questo mi sono assunto e mi assumo ogni responsabilita''. Le responsabilita' di quanto accaduto, secondo Tanzi, sono tutte delle banche: 'Desidero ribadire con fermezza che soltanto la consapevolezza che mi derivava dagli elementi che ho piu' volte indicato della conoscenza da parte degli istituti di credito delle reali condizioni finanziarie del gruppo Parmalat, mi ha indotto a continuare in un'attivita', commettendo un errore di valutazione, che avrebbe invece richiesto un deciso intervento di ripianamento'. Sono stati dunque i colossi bancari ad emettere i bond spazzatura che hanno beffato migliaia di risparmiatori: 'Certamente - ha detto Tanzi a questo proposito - gli istituti di credito finanziatori hanno contribuito e alcune volte ideato, facendosene promotori, quali aspetti dei finanziamenti dei loro interessi celare al mercato, e in che modo'. Cio' non toglie le sue responsabilita': 'Io ammetto oggi con estrema umilta' di aver fatto errori'. 'Errori gestionali ed errori umani', che coinvolgono 'affetti famiglia, equivoci, fraintendimenti, drammi umani e personali'. Tanzi rifiuta l'etichetta di 'vittima', ma tiene a precisare che 'non sono certo e solo un truffatore. Sono un uomo piu' che mai solo, schiacciato da una vicenda enorme ma ancora tenacemente aggrappato ad una fede e alla speranza'.

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martedì, 02 febbraio 2010

UNIPOL: A GIUDIZIO A MILANO FAZIO E CONSORTE

unipol.jpgda Codacons

Il Codacons si costituirà parte civile nel corso della prima udienza del processo penale sulla fallita scalata a Bnl da parte di Unipol che vede imputati, tra gli altri, l'ex governatore della Banca d'Italia Fazio e l'ex numero uno di Unipol, Consorte.
"Con questa costituzione intendiamo tutelare i consumatori dai furbetti del quartierino. Le vicende bancarie di questi ultimi anni, da Parmalat a Cirio, dimostrano che i clienti sono considerati dalle banche dei polli da spennare' ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.
"In Italia le autorità di controllo dormono, i collegi sindacali non verificano e le minoranze azionarie non sono mai tutelate. I soliti noti stanno in troppi consigli di amministrazione. C'è un intreccio delle file di comando che è unico nel suo genere. Il controllo è in mano a pochi. I conflitti di interesse abbondano ed il piccolo azionista è un intruso da tenere all'oscuro. Anche per combattere questa situazione il Codacons ha deciso di costituirsi parte civile' ha concluso Donzelli.

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venerdì, 29 gennaio 2010

I RISPARMIATORI TRADITI DAI BOND ARGENTINI E DAI TITOLI PARMALAT POSSONO AVERE INDIETRO TUTTI I SOLDI DALLE BANCHE!!

argentina_flag.jpgda Codacons

Due recentissime sentenze segnano altri punti a favore dei risparmiatori italiani coinvolti nei crac finanziari Parmalat e Argentina.
La prima sentenza è stata ottenuta dinanzi al Tribunale civile di Bologna, e vede un pensionato vincere contro la propria banca, colpevole di aver venduto titoli spazzatura Parmalat e Argentina per un controvalore complessivo di 72.500 euro, senza informare correttamente circa i rischi dell'investimento. Nel decidere il giudice ha sostenuto che "
la banca non ha provato, infatti, di avere informato il cliente in modo significativo e sostanziale, comunicando le ragioni della inadeguatezza, in modo tale da consentire allo stesso di rendersi conto e decidere consapevolmente: nulla riferisce l'ordine sottoscritto circa le "avvertenze' in concreto ricevuto, contrariamente a quanto richiede la disposizione regolamentare, e la banca non ha neppure chiesto di dare prova, con altri mezzi, di avere espletato fino in fondo al proprio obbligo informativo, spiegando perchè non era opportuno comprare titoli di quell'emittente'.
La banca è stata così condannata a rimborsare al pensionato l'intera somma investita, oltre agli interessi legali e al risarcimento delle spese processuali.
La seconda sentenza è stata invece ottenuta dinanzi al Tribunale di Roma, e riguarda i titoli Parmalat. Anche qui il giudice ha riconosciuto le colpe dell'istituto di credito che ha piazzato al proprio cliente titoli ad elevato rischio senza fornire le dovute informazioni.
Si legge nella sentenza: "
Nella fattispecie, non riscontrandosi un'attività informativa corretta e piena della convenuta, a seguito degli ordini di investimento ricevuti, deve ritenersi sussistere la responsabilità della banca convenuta, quale intermediario, sicuramente di natura contrattuale, rientrando i doveri comportamentali di quest'ultima nella prestazione, strutturalmente complessa, alla quale si è obbligata nei confronti del cliente'.
Sulla base di tale principio il Tribunale di Roma ha ordinato all'istituto di credito di rimborsare al pensionato che aveva investito tutti i risparmi di una vita, l'intero ammontare dell'investimento, pari a quasi 34.000 euro più ovviamente gli interessi legali.

E proprio di risparmio tradito il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, parlerà domenica alle 7:30 circa nel corso della puntata di Unomattina su Raiuno, spiegando ai cittadini come fare per evitare investimenti rischiosi e ottenere il rimborso dei titoli spazzatura venduti dalle banche.

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giovedì, 21 gennaio 2010

PROCESSO BREVE: GIORNATA NERA PER IL DIRITTO DEI CITTADINI AD OTTENERE GIUSTIZIA

par.jpg
da Federconsumatori
“Per la Federconsumatori - dichiara Rosario Trefiletti - ieri è stata una giornata nera, a causa dell’approvazione in Senato delle norme sul processo breve”.
Se queste norme dovessero passare anche alla Camera, ove naturalmente ci auguriamo un sussulto di dignità, si otterrà l’esatto opposto di quanto declamano i sostenitori di tali norme, e sarà fatta ingiustizia.
La decadenza automatica di numerosi processi penali che vedono protagonisti i più variegati truffatori del nostro Paese (solo per esemplificare i casi Tucker e Parmalat, Cirio etc…), è un vero e proprio oltraggio al fondamentale diritto dei cittadini di ottenere giustizia.
Ci auguriamo almeno che i grandi truffatori scampati alla giustizia facciano entrare gratuitamente nelle loro pinacoteche i cittadini frodati e mandati in rovina.
Se veramente si intendesse agire per ridurre realmente i tempi della giustizia, ed ottimizzare il sistema giudiziario nel suo complesso, ben altro si sarebbe dovuto fare, a partire da:
  1. una riforma organica, che preveda maggiori fondi ed una riorganizzazione tesa ad aumentare l’efficienza;
  2. un rafforzamento del ruolo dei Giudici di Pace;
  3. un potenziamento della conciliazione, ovvero della risoluzione extragiudiziale delle controversie, attraverso la quale è possibile far valere i propri diritti ed ottenere il dovuto risarcimento in tempi rapidi, evitando il ricorso al giudice;
  4. rendendo maggiormente efficace la Class Action, strumento fondamentale che contribuirebbe fortemente ad una riduzione dei tempi della giustizia, ma che, invece, il Governo si ostina ad appesantire e sminuire.
Il livello di degenerazione a cui siamo giunti è testimoniato anche dagli atteggiamenti dei parlamentari che oggi, anziché approvare “a testa bassa” e con una punta di vergogna una norma inaccettabile come questa, hanno mostrato la propria soddisfazione esultando con un applauso (il che è comprensibile solo per coloro che sono direttamente interessati da tale provvedimento).
Federconsumatori metterà in campo tutte le iniziative giuridiche, anche costituzionali, per contrastare un tale scempio. Inoltre, Federconsumatori informerà il Paese in maniera dettagliatissima di tutti i casi che questa amnistia neanche troppo mascherata produrrà a danno dei centinaia di migliaia di cittadini raggirati e truffati.

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