venerdì, 27 agosto 2010

CASE RURALI: ANCORA MOLTA INCERTEZZA

 


casa.jpgdi Avv. Matteo Sances
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Sulle case rurali la situazione è da ritenersi ancora “fiscalmente incerta”. Infatti, nonostante i chiarimenti del legislatore che ha legato la natura rurale alle costruzioni in base alla presenza di requisiti oggettivi – e quindi dando sostanzialmente rilevanza esclusiva alla loro destinazione indipendentemente dalla classificazione catastale – la Suprema Corte, con recenti sentenze (si veda sentenza n.11790/2010 e n.15048/2010) ha ribadito che la qualifica di ruralità deve essere attribuita esclusivamente alle costruzioni accatastate alle categorie A6 (unità abitative) e D10 (costruzioni strumentali).

 


Situazione, dunque, di non poca rilevanza se si considera che la qualificazione di un immobile come “rurale” comporta un trattamento fiscale privilegiato poiché risulta escluso sia da imposizione ICI che IRPEF (si veda articolo 42 del TUIR).


Infine, occorre evidenziare la strana posizione dell’Agenzia del Territorio, la quale, con nota n.10933 del 23/02/2010, sostiene la non necessità della classificazione A6 per la qualifica della costruzione come rurale.

L’Agenzia, infatti, chiarisce che le abitazioni classificate con categoria A (escluse A1 e A8) possono essere comunque riconosciute rurali purché rispettino i requisiti di “ruralità” richiesti dalla norma (art. 9 DL 557/93).

Appare dunque auspicabile un nuovo intervento chiarificatore da parte del legislatore, in modo da tutelare meglio il contribuente.

 

15:35 Scritto da: consumatori in CASA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook