domenica, 13 marzo 2011

Inventare malattie

di Adolfo Di Bella - http://www.dibellainsieme.org/home.do

diseasemonger.gif§ 1. Ma quale ricerca!
«Le case farmaceutiche si sono trasformate in imperi commerciali capaci di vendere antidepressivi..., antidolorifici... e farmaci anticolesterolo... con gli stessi metodi utilizzati da Coca Cola o per vendere il Dash... Vendere farmaci, anziché scoprirli, è diventata lossessione dellindustria farmaceutica». Questo uno dei passi più incisivi dell’introduzione del libro della Petersen (pagina14). Emerge, clamorosa, un’anomalia: che senso ha indirizzare una pubblicità così intensiva verso il malato? Questi viene considerato persona da curare o cliente da allettare? Appare moralmente lecita una politica simile e la parallela indifferenza delle autorità? E poi: visto che incidono fortemente sul prezzo, quanto costano al cittadino le spese promozionali delle case farmaceutiche? Sono domande che tutti dobbiamo cominciare a porci, per sapere che fiducia possiamo dare a costoro, ai loro prodotti, a coloro che li prescrivono. Inoltre occorre riflettere su un’altra stranezza, e cioè la doppia pubblicità: quella rivolta ai medici e quella al cittadino. Un assedio opprimente che negli USA ha raggiunto livelli inimmaginabili e da noi si sta preparando a diventarlo, come facilmente ravvisabile nel recente incremento della pubblicità farmaceutica sui nostri teleschermi.

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domenica, 06 giugno 2010

Tre esperti dell’Oms nel libro paga delle compagnie farmaceutiche

LogoOMS.gifda L'Internazionale

Gli scienziati che nel 2004 hanno redatto le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per fronteggiare un’eventuale pandemia influenzale avevano precedentemente ricevuto soldi da alcune aziende farmaceutiche.

Lo rivela un’inchiesta realizzata dal British Medical Journal e dall’iniziativa non profit Bureau of Investigative Journalism, scrive il Guardian.

“I tre scienziati che avevano realizzato la guida per conto dell’Oms avevano precedentemente lavorato per la Roche, che produce il Tamiflu, e la GlaxoSmithKline (Gsk), che produce il Relenza. Farmaci antivirali che poi sono stati acquistati in massa dai governi di vari paesi per fronteggiare la pandemia di influenza A, un anno fa”.

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lunedì, 31 maggio 2010

Farmaci. Cnb: no al segreto nelle procedure di autorizzazione

farnaci.jpg

Togliere il segreto sulle procedure di autorizzazione dei farmaci 'per far prevalere l'interesse degli ammalati rispetto agli interessi industriali'.

La richiesta arriva dal Comitato Nazionale di Bioetica che durante la seduta plenaria di oggi ha approvato all'unanimita' il Parere 'Il segreto nelle procedure riguardanti il sistema regolatorio dei farmaci'.
Il documento, spiega una nota, elaborato nel gruppo di lavoro coordinato dal prof. Silvio Garattini, discute gli aspetti etici sollevati dalla secretazione dei dati sia nella procedura relativa all'autorizzazione dei nuovi farmaci sia nelle informazioni concernenti l'evoluzione del farmaco dopo l'immissione sul mercato.
'Le autorita' regolatorie - si legge nel documento - sono obbligate al segreto in base a disposizioni legislative europee e si limitano percio' a rendere pubblici solo documenti riassuntivi riguardanti la documentazione e le procedure in base alle quali viene autorizzato un nuovo farmaco all'immissione in commercio. Le industrie farmaceutiche ritengono che sia un loro diritto mantenere il segreto per evitare la diffusione di informazioni che potrebbero essere utili alla competizione dato l'importante investimento che devono sostenere per lo sviluppo di un nuovo farmaco'.

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Spesa farmaceutica, Guardia di Finanza scopre sprechi per un miliardo e mezzo

farmaci.jpgSprechi per oltre 1,5 miliardi di euro per la mancata distribuzione diretta dei farmaci Ph-T sono stati scoperti dal Nucleo Speciale Spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza. Attraverso controlli nei confronti di 165 Asl di 19 regioni e' stato individuato un maggiore esborso di oltre 1,5 miliardi di euro a carico del Sistema Sanitario Nazionale per la mancata attuazione delle misure di contenimento della spesa farmaceutica. L'enorme spreco di denaro pubblico e' stato appurato con il piano chiamato 'Apotheke', nell'acquisizione e nella distribuzione dei farmaci inseriti nel prontuario terapeutico ospedale-territorio (Ph-T) per gli anni dal 2004 al 2008.
Si tratta di farmaci destinati a garantire la continuita' delle cure programmate dall'ospedale per pazienti cronici che hanno cioe' bisogno di particolari terapie periodiche, come nei trapiantati d'organo, nei malati oncologici, nei diabetici, e che devono essere costantemente controllati dalla struttura specialistica. Gli ospedali e le Asl, fin dal 2001, possono acquistare questi farmaci direttamente dalle case farmaceutiche con uno sconto del 50%. Per la distribuzione dei preparati, poi, e' prevista una duplice via e cioe' diretta pura, tramite ospedali e Asl, e diretta per conto tramite farmacie convenzionate, che ricevono pero' solo un aggio.

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giovedì, 22 aprile 2010

Farmaci.Torna d'attualita' la manipolazione

farmaci1.jpgda Aduc - di Rosa e Marca

Pesanti accuse alle case farmaceutiche: sfruttano il loro potere finanziario per "aggiustare" i risultati degli studi sui medicinali.
Sarebbe singolare se alla fine di una partita di calcio una squadra sostenesse d'aver vinto per 5 a 0 e l'altra cantasse vittoria per il 3 a 1. Al di là delle consuete recriminazioni, il risultato finale non può essere che uno e uno soltanto. Invece sul campo farmaceutico l'anomalia del doppio risultato c'è. E' successo per esempio con un medicinale antipsicotico prodotto da due diversi laboratori. Il primo, olanzapina (nome commerciale Zyprexa), è dell'azienda Lilly; il secondo, risperidone (Risperdal), di Janssen. Quando la società Lilly, tramite cinque studi, ha messo a confronto l'olanzapina con il suo concorrente, la partita si è chiusa per 5 a 0 a suo favore, mentre le quattro ricerche condotte da Janssen si sono concluse con un 3 a 1 per il proprio. "La promozione domina sull'evidenza; il fatturato sulla sicurezza", spiega David Klemperer della Scuola Superiore di Regensburg. "E vale per tutte le grandi case farmaceutiche".
Nel bollettino medico di questa settimana -das Deutsche Aerzteblatt- sei esperti diretti da Gisela Schott analizzano 57 ricerche pubblicate in riviste specializzate. La loro conclusione e' che gli studi sui prodotti medicinali finanziati da aziende farmaceutiche, o da persone che si trovano in situazione di conflitto d'interesse, sfociano più spesso in un risultato favorevole alle società implicate. Un caso estremo è stato lo scandalo Vioxx, l'antidolorifico della Merck che secondo le stime di esperti ha causato oltre 160.000 casi di infarto e ictus prima che venisse bandito nel 2004. Eppure, nelle segrete stanze il rischio era ben noto. E' accaduto che: "attraverso una valutazione manipolatoria e un trasferimento selettivo dei dati, il produttore ha tenuto all'oscuro l'opinione pubblica dei possibili danni", dice Klemperer.

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