sabato, 18 febbraio 2012

La Consulta: le regioni non devono aumentare le tasse per far fronte alle calamità naturali

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La Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale della cosiddetta «tassa sulle calamità», la norma introdotta l’anno scorso nel disegno di legge cosiddetto Milleproroghe che stabiliva che in caso di calamità naturali, le Regioni prima di poter accedere a eventuali aiuti da parte dello Stato, dovessero elevare al massimo le proprie addizionali fiscali per recuperare fondi per l’emergenza. A impugnare la normativa erano state sei Regioni.
LA SENTENZA – Secondo i giudici la norma è in contrasto con gli articoli 77, 119, 23 e 123 della Costituzione.

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giovedì, 13 maggio 2010

PROTEZIONE CIVILE: PER DARE UN PRIMO DECISO SEGNALE DI CONTRASTO ALLA CORRUZIONE, OVVERO ALLA CRICCA DEI COGNATI E DEI PARENTI, SI COMINCI AD ESCLUDERE I GRANDI EVENTI DALL'AMBITO DI COMPETENZE DELLA PROTEZIONE CIVILE

protezione.jpgAbbiamo già affermato e richiesto in più occasioni la necessità di un significativo intervento di contrasto alle forme di corruzione, specialmente in relazione al particolare clima che si è creato recentemente nel nostro Paese.
Non bastano le parole e le condanne morali, è indispensabile tradurre in atti concreti tali intenzioni.
Il primo passo in questa direzione deve riguardare un ridimensionamento della discrezionalità della Protezione Civile in tema di affidamento di appalti ed opere pubbliche.
Che senso ha accomunare la realizzazione dei Grandi Eventi a terremoti e calamità naturali?!?
A rigor di logica, nessuno. E ci piacerebbe sapere quale partito politico la pensa come noi.
Per questo chiediamo di abrogare quel comma allucinante della legge del novembre 2001 di riforma della Protezione Civile, che ha accordato a tale organo deroghe alle normative esistenti in tema di lavori per le gravi emergenze, ma anche, e qui sta la gravità e l’assurdità del provvedimento, ai cosiddetti Grandi Eventi, quali, ad esempio, eventi religiosi e corse ciclistiche, tutte circostanze ampiamente programmabili, che chiamano in causa lo stanziamento di fondi ragguardevoli e l’assegnazione di importanti appalti.
 “Quella che richiediamo è un’operazione indispensabile, all’insegna del buon senso e della legalità, che dovrà rappresentare il primo segnale importante di una lotta alla corruzione ed alla disonestà che stanno dilagando nel nostro Paese.” – dichiara Rosario Trefiletti.
Si sappia, comunque, che noi siamo pronti ad avviare un referendum abrogativo.

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