sabato, 19 maggio 2012

Il caffe' allunga la vita. Studio

caffe,allunga la vita,salute,ricerca,caffeinaUno studio, pubblicato dal `New England Journal', smentisce tutte le illazioni sul caffe': chi lo beve vive più a lungo.
I ricercatori dell'Istituto nazionale dei tumori americano, nell'ambito di un programma di monitoraggio della popolazione dal 1995 al 2008, ha condotto parallelamente uno studio su un campione di 402.260 persone sugli effetti del caffè sulla salute. Tra i pazienti, di età compresa tra i 50 e i 72 anni, circa 42.000 non bevevano caffè, 15.000 ne bevano oltre sei tazze al giorno, mentre la maggior parte si assestava su una media di due-tre tazze di caffè al giorno.
Nel 2008, 52.000 dei partecipanti al programma di ricerca erano morti; i ricercatori hanno analizzato le cause dei decessi e il collegamento possibile con il consumo di caffè.

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lunedì, 14 maggio 2012

L'accertamento sui caffè è nullo

caffe, accertamento, guardia di finanza, agenzia entrate, di Matteo Sances

È illegittimo l’accertamento che ricostruisce il maggior ricavo di un bar/ristorante esclusivamente attraverso il ricalcolo dei caffè consumati.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Torino (Sent. CTR di Torino n.81/10/11 liberamente visibile su www.studiolegalesances.it – Sez. Documenti), la quale evidenzia come tra questo dato e i pasti somministrati ai clienti non vi è una conseguenza diretta.

Chiariscono infatti i giudici di Torino come – diversamente dal cd “tovagliometro”, ossia dal calcolo dei ricavi in base ai tovaglioli consumati da un ristorante nel corso dell’anno – l’accertamento induttivo basato sul consumo di caffè non risulta altrettanto attendibile poiché “tale ragionamento … appare per vero dotato di non sufficiente univocità per essere davvero affidabile” (pagina 4 della sentenza). 

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lunedì, 12 marzo 2012

Adoc: colazione con la crisi, più amaro il caffè del mattino

colazione.jpgda Help Consumatori

Colazione con la crisi. Le difficoltà economiche si avvertono a partire dal primo caffè del mattino: in un anno, i rincari dei prodotti alimentari – dal latte al caffè allo yogurt – fanno sì che la colazione fatta a casa sia più cara di circa il 5%, mentre per un caffè e un cornetto presi al bar si spende quest’anno circa l’8% in più del 2011. Per il classico binomio cappuccino&cornetto si possono arrivare a spendere 2,35 euro. È quanto evidenzia una indagine fatta dall’Adoc sui costi della prima colazione fatta al bar e a casa.

Secondo le stime dell’associazione, in media i costi per i prodotti da bar sono aumentati del 5,1% rispetto al 2011, mentre i prodotti da consumare a casa hanno subito rincari medi del 4,6%. Ci sono poi le singole voci. In un solo anno, un litro di latte fresco è aumentato di quasi il 2%, lo zucchero del 4,7%, mentre rincari superiori al 3% ci sono per miele, fette biscottate, marmellata e tè. La crostata va a più 6%, le merendine a più 4,5%.

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mercoledì, 22 febbraio 2012

Vi spiego perché conviene sempre farsi fare lo scontrino

scontrino fiscale,garanzia,fisco,evasione fiscale,caffe,bar,ristorante,negozio,evasoridi Salvina Morina e Tonino Morina
fonte: sole24ore.it

Ha quasi 30 anni lo scontrino fiscale (è “nato” il 1° luglio 1983) ma ancora fa fatica ad affermarsi, come dimostrano le cronache recenti. Difficile, per i consumatori, distinguere lo scontrino vero da quello falso, ma soprattutto, in certi casi, farselo rilasciare “spontaneamente” dagli esercenti. Ecco quindi che cosa è importante sapere.

Il rilascio

Compito dei cittadini, soprattutto in questa fase di maggiore contrasto all’evasione, dovrebbe essere quello di chiedere sempre lo scontrino fiscale, sia quando prendono un caffè al bar o vanno al ristorante sia quando acquistano beni o servizi di importo rilevante. È anche vero che da fine 2003 è stata eliminata la sanzione a carico del cliente “scoperto” senza lo scontrino fiscale: il consumatore quindi non può essere punito, ma ha il diritto di pretendere il documento, perché il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale non è un “optional”.

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giovedì, 03 marzo 2011

Breve storia del CAFFE'

caffe.jpg
di Barbara Fornasier - blog

chicchi.jpgLe prime piante di Coffea furono rinvenute nella regione dell’Etiopia chiamata Kaffa, tuttavia, il nome “caffè” non deriva, come si potrebbe credere, dal nome del luogo d’origine, bensì dalla parola araba “qahwa”, che significa “bevanda a base di vegetali”.

Quando e come avvenne la scoperta dell’arbusto non è storia certa, tant’è vero che sull’argomento sono sorte diverse leggende, di cui due sono le più conosciute: la prima narra del pastore Kaldi, che intorno all’800 d.C., pascolando il gregge sugli altipiani etiopici, notò che le sue pecore risultavano particolarmente eccitate dopo aver ingerito le bacche di questa pianta particolare. La seconda leggenda scomoda addirittura l’Arcangelo Gabriele, il quale avrebbe soccorso Maometto con il caffè prima che egli fosse vinto dal sonno durante la preghiera.

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domenica, 31 ottobre 2010

Caro-tazzina: da novembre nuova raffica di aumenti

tazziina.jpg

da Adico

La tazzina di caffè al bar rischia di superare anche il tetto di un euro – fa sapere l’ADICO – per gli aumenti all’origine del chicco di caffè che ha spinto i torrefattori a ritoccare, sia pur malvolentieri, il prezzo all’ingrosso praticato agli esercenti.
Si tratta del secondo aumento in tre anni – spiegano gli esperti dell’ADICO - l'ultimo risale infatti al maggio 2008, quando il caffè in grano subì all'ingrosso un rincaro di 4 euro/chilo.

Sarà dunque un ritocco amaro per i consumatori anche questa volta – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini - perché molti bar porteranno la tazzina nera a 1 euro tondo. Tre anni fa, al precedente aumento il caffè costava 65 centesimi.

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sabato, 17 aprile 2010

Espresso al bar. Cosa c'e' dentro?

espresso.jpgda Aduc - di Primo Mastrantoni

Per gli italiani il caffe' al bar e' un rito, un culto, e altro rispetto a quello fatto in casa. C'e' ovviamente caffe' e caffe' e al bar le informazioni sono piuttosto carenti, come una nostra indagine nella Capitale ha potuto verificare. Abbiamo rivolto ai baristi una semplice domanda: cosa c'e' dentro la tazzina di caffe? La risposta e' stata altrettanto semplice: caffe'! Non intendevamo certo conoscere la composizione chimica della "nera bevanda", ma sapere se la polvere era costituita dalla varieta' Arabica o da quella Robusta, o da una miscela di entrambe ed in quale percentuale. La scelta, oltre che di gusto, e' economica, riguarda cioe' il prezzo. La varieta' Arabica proviene dal centro America, e' la piu' pregiata e quindi la piu' costosa, oltre ad essere piu' aromatica e contenere meno caffeina. La Robusta proviene dall'Africa e dall'Asia, ha un gusto piu' amaro, contiene piu' caffeina e soprattutto costa di meno. Utilizzare l'una o l'altra delle varieta' incide notevolmente sui costi e sui guadagni degli esercizi commerciali. E' utilizzata anche una miscela delle due varieta' e, anche in questo caso, la percentuale di Arabica e Robusta determina la qualita' del caffe' e soprattutto i suoi costi. Dunque il consumatore, che si appresta a gustare "na tazzulella 'e café'", dovrebbe, parafrasando una nota pubblicita', chiedere: Arabica, Robusta o miscela? Se poi si vuole essere precisi si puo' chiedere l'eventuale composizione percentuale della miscela. Eccessivo? Non ci sembra. D'altronde sono soldi nostri.

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martedì, 02 marzo 2010

Il caffe' riduce di un terzo rischio ictus

caffè.jpgChi beve caffe' ha il 27% di possibilita' in meno di incorrere in un ictus rispetto a chi non fa uso della bevanda: consumarne quantita' maggiori non significa pero' aumentarne l'effetto protettivo, che si ottiene a prescindere dal tipo di caffe' consumato, sia esso normale, decaffeinato o istantaneo. E' quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori inglesi della University of Cambridge guidati da Yangmei Li e presentato nel corso del meeting annuale dell'American Stroke Association a San Antonio, in Texas.
Gli studiosi hanno seguito per 12 anni 23 mila uomini e donne monitorandone il quantitativo di caffe' consumato giornalmente. 'L'associazione tra un consumo di caffe' medio e il rischio di ictus e' stata coerente nelle analisi dei sottogruppi stratificati per sesso, eta', classe sociale, livello di istruzione, abitudine al fumo, consumo di alcool e te', svolgimento di attivita' fisica, apporto di vitamina C e presenza di patologie come il diabete', spiega Li. E il rischio e' risultato ridotto 'a prescindere dal tipo di caffe' consumato, dal normale, al decaffeinato, all'istantaneo'.

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