giovedì, 24 maggio 2012
Entro il 2016 a parità di ruolo stipendi uguali donna-uomo
Uomini e donne dovranno avere, a parità di ruolo, lo stesso stipendio; e questo entro il 2016. È l’impegno assunto dal governo in commissione Lavoro del Senato, accogliendo un ordine del giorno dell’Idv (prima firma Giuliana Carlino), nell’ambito dell’esame del ddl lavoro. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.
Il documento, approvato dalla commissione con il parere positivo del governo, ricorda i dati diffusi questa settimana in occasione della Giornata europea per la parità retributiva nell’Unione europea, secondo i quali le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini.
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martedì, 28 febbraio 2012
In Italia gli stipendi più bassi d’Europa. Fornero: “Una situazione da scardinare”
di LUCA PAGNI
fonte:repubblica.it
I lavoratori italiani sono tra i meno pagati d’Europa. Meno degli spagnoli, ciprioti e irlandesi, che pure non se la passano meglio di noi. E la metà di tedeschi e olandesi. Una situazione che pesa sempre di più sulle famiglie. Tanto da meritare immediatamente la reazione del ministro del Walfare, Elsa Fornero: “In Italia abbiamo salari bassi e un costo del lavoro comparativamente elevato. Bisogna scardinare questa situazione, soprattutto aumentando la produttività”. Anche per questo sostiene il ministro è urgente trovare un accordo con il sindacato e si dice “fiduciosa” sulla possibilità di un’ampia intesa sulla riforma del mercato del lavoro e sull’articolo 18, ma mette in guardia le parti sociali: “Il tema va affrontato in maniera laica, senza levate di scudi”.
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mercoledì, 01 febbraio 2012
Tagli col trucco per la Casta. Sono applicati agli aumenti dei parlamentari
Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un belfondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti.
10:00 Scritto da: consumatori in POLITICA, SPRECHI PUBBLICI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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